TRANVIERE DELL'ANNO? NO, TRANVIERE... DELL'ANO! - NELLA CHAT IN CUI I DIPENDENTI PORCELLONI DELL'ATM SI SCAMBIAVANO LE FOTO DELLE PASSEGGERE PIÙ SEXY C'E' ANCHE UN TRANVIERE CHE ERA STATO INSIGNITO DEL PREMIO COME MIGLIOR CONDUCENTE DELL'ANNO (LAVORA PER L'AZIENDA MILANESE DA QUASI 30 ANNI) - DAVANTI AI PM, LE OTTO PERSONE COINVOLTE HANNO AMMESSO DI ESSERE ALL'INTERNO DEL GRUPPO WHATSAPP: "SIAMO DISPIACIUTI. SIAMO PRONTI A COLLABORARE". PER ORA, SONO STATI SOSPESI E NON STANNO RICEVENDO STIPENDIO. UNO DI LORO E' INDAGATO...
Estratto dell'articolo di Ilaria Carra e Carmine R. Guarino per www.repubblica.it
La prima crepa nel gruppo si è aperta martedì, quando ormai foto e messaggi della chat erano noti, vanificando il tentativo postumo di alcuni di loro di cancellarne le tracce. In tre si sono presentati in deposito per provare a chiarire. “Scusateci, siamo dispiaciuti. Siamo pronti a collaborare”, il senso delle parole dei dipendenti.
Tanto che uno avrebbe mostrato dal cellulare i componenti del gruppo “Staff Ticinese”, quello in cui alcuni lavoratori Atm, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Milano, hanno condiviso foto di passeggere rubate dalle telecamere di sorveglianza dei mezzi corredate da commenti sessisti e volgari.
I partecipanti, secondo quanto finora accertato, sono otto, tra ispettori, impiegati e due conducenti (e un pensionato): uno è il 58enne già indagato per accesso abusivo a sistema informatico — proprio perché sospettato di aver estrapolato le immagini dai sistemi aziendali — , l’altro è un suo coetaneo in servizio da quasi trent’anni, qualche anno fa premiato agli “Atm Awards” su segnalazione dei suoi stessi colleghi.
Al momento c’è un solo nome iscritto nel registro degli indagati, ma non è escluso che nelle prossime ore possano crescere. Due giorni fa, infatti, in cinque sono stati perquisiti, a tutti sono stati sequestrati i telefoni e loro stessi hanno deciso di rendere dichiarazioni spontanee alla polizia locale, che indaga coordinata dai pm milanesi Grazia Colacicco e Carlo Parodi.
VIGNETTA SULLE CHAT DEI TRANVIERI ATM
Davanti agli investigatori, guidati dal comandante Gianluca Mirabelli, alcuni avrebbero cercato di giocare in difesa, con un atteggiamento diverso rispetto a quello avuto poche ore prima con l’azienda. “Siamo nella chat”, l’ammissione dei perquisiti. Che però hanno giurato: “La foto non l’abbiamo vista”.
Anche se, dai primi accertamenti sui dispositivi, pare che qualcuno abbia tentato di far sparire ogni prova dopo che il caso è esploso. L’incrocio tra amministrativi e ispettori, che lavorano in ufficio, e i due conducenti sarebbe avvenuto nel deposito Ticinese, lo stesso che ha ispirato la chat, quando i guidatori sono stati “ospitati” per organizzare gli orari delle corse. Da lì sarebbero nate la conoscenza e il gruppo, pare creato qualche anno fa. [...]
I lavoratori sono già stati sospesi da servizio e stipendio da Atm, che ha dato il via all’indagine con un esposto dopo la segnalazione della viaggiatrice che a bordo di un tram aveva sorpreso il 58enne indagato, in quel momento in pausa, scrivere e commentare nel gruppo WhatsApp. Ora hanno dieci giorni per presentare una “memoria”: l’occasione di spiegarsi. E difendersi.



