TRUMP VUOLE PRENDERE A PICCONATE LA COSTITUZIONE – IL COATTO DELLA CASA BIANCA TREMA IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM, CHE RISCHIA CONCRETAMENTE DI PERDERE, E ALLORA PROPONE DI "NAZIONALIZZARE" IL VOTO, IN BARBA ALLA COSTITUZIONE CHE ASSEGNA AGLI STATI IL DIRITTO DI ORGANIZZARE COME VOGLIONO LE VOTAZIONI – IN QUESTO MODO TRUMP, CHE RIPETE LA MENZOGNA DELLE ELEZIONI TRUCCATE NEL 2020, POTREBBE INTERFERIRE E “MANIPOLARE” IL VOTO DI METÀ MANDATO...
Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per www.repubblica.it
donald trump elezioni midterm 2
Nazionalizzare le elezioni, ossia togliere il controllo alle autorità locali, per dare al governo federale la possibilità di manipolarle. È difficile interpretare questa uscita del presidente Trump in un altro modo, anche tenendo presenti le altre iniziative che ha già preso per interferire con il voto midterm di novembre che teme di perdere.
Il problema è che parecchi americani credono alla sua denuncia delle consultazioni rubate nel 2020, al punto che il 6 gennaio del 2021 avevano assaltato il Congresso per impedirne la certificazione. […]
Intervenendo nel podcast di Dan Bongino, il propagandista conservatore che aveva nominato vice capo dell’Fbi ma poi si era dimesso, il capo della Casa Bianca ha parlato così: «I repubblicani dovrebbero dire: noi prendiamo il controllo». Quindi ha aggiunto: «Dovremmo gestire il voto in almeno una quindicina di luoghi. I repubblicani devono nazionalizzare le elezioni».
L’Article I, Section 4, Clause 1 della Costituzione, noto anche come “Elections Clause”, stabilisce che “le modalità, i luoghi e i tempi per lo svolgimento delle elezioni dei senatori e dei deputati saranno stabiliti in ciascuno Stato dalla rispettiva legislatura; tuttavia, il Congresso potrà in qualsiasi momento, mediante legge, stabilire o modificare tali norme, ad eccezione dei luoghi in cui vengono eletti i senatori”.
Finora questa clausola è stata interpreta con l’assegnazione agli stati del diritto di organizzare come vogliono le elezioni, salvo interventi del Congresso, come ad esempio la decisione di avere un solo giorno comunque a tutto il paese per votare.
Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, ha spiegato così le parole di Trump: «Il presidente crede nella Costituzione. Tuttavia ritiene che si siano verificati evidenti casi di frode e irregolarità nelle elezioni americane. Di conseguenza, l’identificazione degli elettori è una misura molto popolare e di buon senso che intende promuovere per la quale vuole approvare una legge che la renda obbligatoria in tutti gli stati del paese».
[…] Durante le proteste a Minneapolis, la segretaria alla Giustizia Bondi ha chiesto al governatore Walz di consegnare gli elenchi degli elettori, in cambio del ritiro degli agenti Ice. La settimana scorsa l’Fbi ha perquisito i seggi della Fulton County in Georgia, dove Trump pensa siano avvenuti brogli nel 2020. Un sistema federale unico e uguale per tutti potrebbe avere senso, ma i repubblicani hanno sempre difeso l’autonomia degli stati. Lanciare ora questa manovra sembra nascere al timore di perdere le midterm, dopo le recenti sconfitte, come quella di sabato in Texas. In questo quadro, nazionalizzare le elezioni gli consentirebbe di interferire e manipolarle.
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