giovanna boda

A SCUOLA DI MAZZETTE – GIOVANNA BODA, L'EX POTENTISSIMA CAPO DIPARTIMENTO DEL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, IN CAMBIO DI APPALTI PILOTATI AVREBBE RICEVUTO TANGENTI ATTRAVERSO IL NOLEGGIO DELLA MERCEDES, IL PAGAMENTO DI UN AUTISTA, L'AFFITTO DI UN APPARTAMENTO, LA FORNITURA DEI BISCOTTI KRUMIRI… –  I PM HANNO CHIUSO LE INDAGINI, 15 LE PERSONE VERSO IL PROCESSO – L'EX MANAGER HA INIZIATO A COLLABORARE E AMMETTERE TUTTO (E ORA CHE COSA DIRANNO I VARI RENZI E BOSCHI CHE AVEVANO URLATO ALLA “GOGNA PUBBLICA”?)

1 – «BANDI MIUR, PAGATI 3 MILIONI DI MAZZETTE» E LA BODA COLLABORA

Giacomo Amadori e François De Tonquédec per “La Verità”

 

Giovanna Boda

Alla fine l'ex dirigente del Miur Giovanna Boda (licenziata due volte con due diversi provvedimenti disciplinari), accusata di corruzione dalla Procura di Roma, ha iniziato a collaborare. Ai primi di luglio avrebbe ammesso alcune responsabilità. Addirittura, grazie alle sue parole, gli inquirenti avrebbero contestato due nuove accuse all'amico editore Federico Bianchi di Castelbianco per gli appalti al ministero della Pari opportunità, quando il dipartimento era guidato da Maria Elena Boschi e la Boda era il suo braccio destro.

 

Una nuova ipotesi di reato sarebbe scaturita nei confronti dell'imprenditore Massimo Mancori sospettato di aver incassato illecitamente 164.500 euro per attività di comunicazione.

 

Ieri è stato recapitato agli avvocati degli indagati l'avviso di chiusura delle indagini. I legali adesso avranno venti giorni per far interrogare i loro assistiti o presentare memorie difensive.

 

Giovanna Boda

Dal 415 bis emerge che nell'inchiesta ci sono 15 indagati, tra cui cinque nuovi nomi. La posizione di quattro colletti bianchi sotto inchiesta è stata stralciata avendo gli stessi chiesto di patteggiare. Ma in Procura si aspettano di definire prima della richiesta di rinvio a giudizio almeno altre due o tre posizioni.

 

Per la Boda, anche se gli inquirenti sarebbero propensi ad accettare un'istanza di patteggiamento, la strada dell'accordo è in salita, poiché la donna dovrebbe prima restituire il prezzo della presunta corruzione, ovvero le utilità ricevute sotto varie forme, tra regali, posti di lavoro e messa a disposizione di collaboratori, tra cui una segretaria e due autisti. Ipotetiche «tangenti» che avrebbe ottenuto in cambio dei 23 milioni di appalti concessi dal ministero a Bianchi di Castelbianco.

 

Il pentimento

La collaborazione della Boda nascerebbe da un sincero pentimento per la leggerezza con cui avrebbe gestito i rapporti con l'imprenditore. Ricordiamo che nel 2021 si lanciò nel vuoto dopo aver ricevuto un avviso di garanzia, riportando gravi fratture. Troppo pesanti le accuse per chi pochi mesi prima era stata perfino in predicato di diventare ministro nel governo Draghi e aveva tra i suoi estimatori pure il presidente Sergio Mattarella.

 

giovanna boda 2

Ora la donna, madre di una bambina piccola, desidera solo che sulla sua storia cali il silenzio. Soprattutto in un momento in cui è tormentata dai problemi di salute collegati al tragico volo.

 

Nonostante questo, l'inchiesta potrebbe far scuola per come è stata condotta. Per mesi gli investigatori della Guardia di finanza e il pm Carlo Villani coordinato dall'aggiunto Paolo Ielo hanno lavorato sotto traccia svolgendo accertamenti certosini dentro al Miur come si fa per le verifiche fiscali. Alla fine i quattro probabili patteggiamenti e quelli che potrebbero seguire puntellano l'indagine e quasi la blindano.

 

annalisa chirico 1

Rileggere oggi le accuse sciacallesche che ci mossero alcuni degli amici della Boda non appena demmo conto in esclusiva delle prime contestazioni alla dottoressa Boda ci amareggia molto. L'ex sottosegretario all'istruzione del governo Prodi Nando Dalla Chiesa, dopo aver assolto con troppo anticipo l'amica indagata dalle colonne del Fatto quotidiano, fece spericolate insinuazioni su presunti oscuri mandanti dietro al nostro articolo.

 

concita de gregorio

In prima fila a difesa della donna si schierarono la Boschi e Matteo Renzi, il quale si chiese sui social: «Come si può permettere che la gogna mediatica stritoli la vita delle persone?». Al coro si unirono anche le giornaliste Concita De Gregorio (particolarmente inviperita con chi aveva avuto l'ardire di accusare la Boda) e Annalisa Chirico che denunciò «titoli colpevolisti» e «accuse infamanti». Il Foglio schierò una batteria di firme per cantarcele e suonarcele.

 

In tv straparlarono di gogna mediatico-giudiziaria suor Anna Monia Alfieri, frequentatrice dell'ufficio ministeriale della dirigente, e Paola Binetti, che presiede il comitato scientifico di una fondazione riconducibile a Bianchi.

 

Adesso le carte dell'inchiesta e le ammissioni della Boda mettono a tacere questo pollaio e speriamo che questa vicenda serva da lezione per chi è abituato a considerare i frequentatori dei propri salotti innocente per diritto di tartina.

 

L'AVVISO

giovanna boda 5

Ma torniamo all'avviso di chiusura delle indagini. Tra i 5 nuovi indagati c'è Lucrezia Stellacci, ex direttore generale in pensione del ministero che nella sua qualità di presidente nelle commissioni di valutazione dei progetti presentati dalle scuole per l'assegnazione di fondi, avrebbe ricevuto da Castelbianco utilità per un importo complessivo di 40.293 euro.

 

Nello specifico la donna, oltre ad avere ricevuto bonifici per 2.500 euro sul conto personale sarebbe stata ospite in alberghi romani come il Trilussa palace e il Ripa «in occasione dello svolgimento dell'attività presidente nelle commissioni di valutazione dei progetti presentati dalle scuole per l'assegnazione di fondi».

 

giovanna boda

I pernottamenti sarebbero costati la bella cifra di 27.323 euro. Cospicue anche le spese per i «mezzi di trasporto» usati per raggiungere la Capitale e assegnare i progetti oggetto di corruzione: ammonterebbero a 10.470 euro. Altra nuova indagata è Maria Beatrice Mirel Morano, «componente delle commissioni di valutazione dei progetti» che , però, avrebbe ricevuto da Bianchi «solo» 2.000 euro.

 

Sotto inchiesta anche Edoardo Burdi, legale rappresentante di una delle società di Castelbianco, l'imprenditore Mancori e la moglie Rina Mariani.

 

Avrebbero chiesto di patteggiare due collaboratrici della Boda, Valentina Franco e Sara Panatta, la funzionaria del ministero Evelina Roselli e la dipendente di Castelbianco Lucia Porcelli.

 

maria elena boschi

Stando all'ipotesi accusatoria la Boda, insieme alla Franco, all'autista Fabio Condoleo, ai collaboratori Panatta e Vincenzo Persi e poi a Nicola Cirillo e Mancori, per la Procura «tutti consapevoli dell'accordo corruttivo», avrebbe ricevuto «indebitamente» la «dazione e la promessa di somme di denaro per complessivi 3,2 milioni di euro» da Bianchi di Castelbianco.

 

Dopo essere finita ai domiciliari nel settembre 2021, la Franco aveva iniziato a collaborare, svelando «un sistema operativo ben strutturato e altamente vantaggioso per tutti i suoi protagonisti».

 

IL VERBALE

Nel suo verbale del 6 luglio la Boda ha svelato, come detto, altri due episodi di corruzione entrambi risalenti a gennaio 2018, quando la donna era capo dipartimento per le Pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

MATTEO RENZI

 

La dirigente aveva stipulato con l'Istituto di ortofonologia di Castelbianco un contratto per la realizzazione di una campagna informativa di prevenzione e di sensibilizzazione sul fenomeno del cyberbullismo per un ammontare di 39.000 euro e alla Com.e Srl aveva assegnato un appalto per materiali stampa e comunicazione, da 38.500 euro.

 

Se la posizione della Boda è migliorata grazie alla fattiva collaborazione con gli inquirenti, resta molto più delicata la situazione del principale indagato, l'editore Castelbianco, già finito in carcere e poi ai domiciliari, capace di violente reprimende contro chi scrive utilizzando la sua agenzia di stampa, la Dire, e il canale Youtube.

 

 

2 - COLF E AUTISTA PAGATI TUTTE LE TANGENTI DI LADY ISTRUZIONE

Estratto dall'articolo di Giuseppe Scarpa per “la Repubblica”

 

GIOVANNA BODA

Il noleggio della Mercedes, il pagamento di un autista, la fornitura dei biscotti krumiri, il saldo per il canone di locazione di un appartamento alle spalle del parco di Villa Borghese, lo stipendio alla collaboratrice domestica, le assunzioni di favore. Nell’inchiesta in cui è accusata di corruzione Giovanna Boda, ormai ex potentissimo capo dipartimento per le risorse umane del ministero dell’Istruzione, le tangenti erano declinate in ogni modo. Non mancavano, ovviamente, le più tradizionali mazzette. Ovvero i soldi bonificati sul conto corrente, 50mila euro per gli inquirenti.

 

Nel lungo e dettagliato elenco, indicato nelle carte della procura, si legge però un po' di tutto. Ieri i pm hanno chiuso l’indagine e si preparano a chiedere il processo per 15 persone e 4 società. Accanto ai due protagonisti indiscussi della vicenda, la manager pubblica e l’imprenditore e psicoterapeuta Federico Bianchi di Castelbianco, ruotano i loro aiutanti. Persone che lavorano al ministero e alcuni dipendenti delle aziende di Bianchi di Castelbianco nelle vesti di complici.

 

giovanna boda 1

Lo schema era semplice. Da un lato Boda, secondo il sostituto procuratore Carlo Villani, favoriva in tutti i modi l’imprenditore nell’assegnazione degli appalti, principalmente corsi nelle scuole. Dall’altro l’imprenditore ripagava il capo dipartimento ricoprendola d’oro. In totale, ha calcolato la Guardia di finanza, Boda e alcuni componenti del suo staff, hanno incassato tra denaro contante e omaggi vari una cifra che supera i 3 milioni di euro. Mentre Bianchi di Castelbianco ha visto le sue società (o comunque a lui riconducibili) come l’Istituto di Orfanologia, la Com.e – Comunicazione & Editoria, Edizioni scientifiche Ma.gi. e la fondazione Mite, vincere bandi per 23 milioni di euro nel triennio tra il 2018 e il 2021. […]

ARRESTO DI FEDERICO BIANCHI DI CASTELBIANCOmaria elena boschi matteo renzifederico bianchi di castelbianco 1giovanna boda 3federico bianchi di castelbiancoSTRALCI DELLE CARTE GIUDIZIARIE SU FEDERICO BIANCHI DI CASTELBIANCOmatteo renzi maria elena boschi

Ultimi Dagoreport

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....

giorgia meloni peter thiel

FLASH – COME MAI FRATELLI D’ITALIA, DI FRONTE ALLA CALATA DI PETER THIEL SU ROMA, HA SCELTO IL SILENZIO ASSOLUTO? NESSUN ESPONENTE DI PESO DEL PARTITO È ANDATO A PALAZZO TAVERNA A VIOLENTARE LE SUE ORECCHIE CON GLI SPROLOQUI SULL’ANTICRISTO DEL FONDATORE DI PALANTIR: C’ENTRA IL VATICANO, CERTO, MA ANCHE IL REFERENDUM. A CINQUE GIORNI DAL VOTO, MEGLIO EVITARE UN NUOVO ELEMENTO DI POLEMICA ESOGENA. E POI C’È LA QUESTIONE LEGA, LA VERA OSSESSIONE DELLA MELONI: NON ESSENDO PRESENTE NESSUNO DEL CARROCCIO ALLE CONFERENZE DI THIEL, LA SORA GIORGIA ERA TRANQUILLA (LA MELONI NON VUOLE  SCOPRIRSI A DESTRA, LASCIANDO IL MONDO ULTRA-CATTOLICO A SALVINI)

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...