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“TUTTI I VERBALI DELLE SEDUTE SONO CONSERVATI CON RIGORE” – IL COPASIR INTERVIENE DOPO L’ARTICOLO DI “DOMANI” SULLA “SPY STORY DI MONTECITORIO”: “PIENA FIDUCIA SULLA SEGRETERIA DEL COMITATO” –- IL QUOTIDIANO DIRETTO DA EMILIANO FITTIPALDI: “IL COPASIR NON SMENTISCE LA NOSTRA INCHIESTA” – LA CAMERA SI SMARCA DAL DIRIGENTE ROBERTO CERRETO, SOSPESO DOPO ESSERE STATO REGISTRATO MENTRE LASCIAVA UN DOSSIER ANONIMO CON UN FALSO INTESTATARIO SULLA SCRIVANIA DEL MELONIANO GIOVANNI DONZELLI: "LA VICENDA DISCIPLINARE CHE LO RIGUARDA HA AVUTO AD OGGETTO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CONDOTTE DA LUI POSTE IN ESSERE...”

CORVI, COPASIR E CARTE TRITATE: LA SPY STORY DI MONTECITORIO – FUGHE DI NOTIZIE SULL’AUDIZIONE DEL PROCURATORE DI ROMA FRANCESCO LO VOI SUL CASO ALMASRI, DOCUMENTI SULLO SCANDALO DELLO SPIONAGGIO PARAGON NON PIÙ TROVATI, FORSE ADDIRITTURA DISTRUTTI. E ANCORA: TRASCRIZIONI DI AUDIZIONI CON GRAVI OMISSIONI, COME QUELLA DEL PROCURATORE GENERALE DELLA CORTE D’APPELLO DI ROMA GIUSEPPE AMATO – SECONDO QUANTO RICOSTRUITO DA ‘’DOMANI’’, LA STORIA DEL COPASIR NELL’ULTIMO ANNO È QUELLA DI UNA SPY STORY, GIRATA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI. COME LA VICENDA DELLA SOSPENSIONE DI ROBERTO CERRETO, CAPOSERVIZIO ALLA CAMERA, INDICATO COME IL PRESUNTO “CORVO” DI MONTECITORIO, RESPONSABILE DI AVER LASCIATO UNA LETTERA PER SCREDITARE DEI COLLEGHI E DENUNCIARE IL CATTIVO FUNZIONAMENTO DEL COMITATO PARLAMENTARE CHE È CUSTODE DEI SEGRETI RIFERITI IN PARLAMENTO, E GESTISCE I DOSSIER PIÙ RISERVATI…

https://www.dagospia.com/politica/corvi-copasir-carte-tritate-spy-story-montecitorio-fughe-notizie-461638

 

 

COPASIR 'TUTTI I VERBALI DELLE SEDUTE CONSERVATI CON RIGORE'

Roberto Cerreto

(ANSA) - Le audizioni svolte dal Copasir "sono tutte registrate. I verbali delle sedute sono tutti correttamente conservati nell'archivio, supportati appunto dai file audio di tutte le audizioni e dalle relative trascrizioni. Tutto il materiale è conservato sulla base delle linee adottate dalla Segreteria del Comitato, cui va la nostra piena fiducia, su indicazione del Comitato stesso, prevedendo procedure particolarmente stringenti e rigorose per la regolamentazione e il tracciamento delle varie fasi attinenti alla produzione e alla conservazione dei resoconti".

 

Lo precisa il Copasir in riferimento ad un articolo del Domani che riferisce di "fughe di notizie" e "trascrizioni di audizioni con gravi omissioni" da parte del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.    "Preme infine al Comitato rassicurare - prosegue la nota - che i propri lavori si svolgono in un clima di assoluto rispetto e collaborazione tra i componenti, fatta salva la normale dialettica democratica, testimoniato tra l'altro anche delle numerose decisioni, anche su questioni particolarmente sensibili, assunte all'unanimità, nella consapevolezza della natura eminentemente istituzionale dell'organo".

 

gaetano caputi

Nell'articolo il Domani riferisce di "un anno di veleni" nel Comitato, a causa del caso Paragon e della vicenda della sospensione di Roberto Cerreto, caposervizio alla Camera con delega agli organismi bicamerali, "indicato come il presunto 'corvo' di Montecitorio, responsabile di aver lasciato una lettera per screditare dei colleghi e denunciare il cattivo funzionamento del Copasir".   

 

Il quotidiano riporta della preoccupazione del vicepresidente del Copasir, Giovanni Donzelli, dopo che sui quotidiani vengono riportati "ampi stralci della relazione del procuratore di Roma", Francesco Lo Voi, svolta nella sua audizione sul caso Paragon.  Donzelli, sempre secondo quanto scrive il Domani, chiede conto ai funzionari della Camera e allo stesso presidente Lorenzo Guerini della fuga di notizie.

 

giorgia meloni lorenzo guerini foto lapresse

Tra i funzionari di Montecitorio presenti di tanto in tanto alle sedute del Copasir c'è Cerreto, che viene sospettato di essere la "talpa".    Il giornale - tra le altre cose - riporta anche di una frase detta in audizione dal procuratore generale di Roma, Giuseppe Amato, sempre sul caso Paragon, che sarebbe poi saltata dai verbali dell'audizione in seguito trascritti.    Con la sua nota di oggi il Comitato assicura che i lavori dell'organismo si sono svolti nel pieno rispetto delle regole.

 

FONTI CAMERA, SU CERRETO VICENDA VALUTATA DA COMMISSIONE DISCIPLINA DELLA CAMERA

Roberto Cerreto

(ANSA) -  "La vicenda disciplinare che ha riguardato il dottor Roberto Cerreto ha avuto ad oggetto solo ed esclusivamente condotte da lui poste in essere e valutate così nella competente sede della Commissione di disciplina della Camera che ha ritenuto, sulla base delle procedure e dell'istruttoria svolta, di comminargli la massima sanzione prevista dal Regolamento prima della destituzione dal servizio". E' quanto fanno sapere fonti della Camera

 

È UNA SPY-LEGISLATURA. IL COPASIR SU PARAGON: «FIDUCIA NEGLI UFFICI»

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

Il Copasir, senza smentire l’inchiesta di Domani, interviene sulla spy story di Montecitorio. Ossia l’intrigo che parte dal caso-Paragon, con la coda di carte scomparse, trascrizioni di audizioni incomplete e fughe di notizie, che si estende alla vicenda del cosiddetto “corvo” della Camera.

 

intercettazioni Giuseppe Amato procuratore generale di Roma

Il sospettato numero è Roberto Cerreto, caposervizio degli organi bicamerali: per questo è stato sospeso per sei mesi al termine di un procedimento disciplinare. Tuttavia il corvo e i veleni del Copasir non sono altro che l’ennesimo capitolo di una legislatura che sembra scritta da John le Carré: tre anni densi di spionaggi e complotti.

 

La nota del Copasir

Il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, in una lunga nota, si è limitato a confermare la «piena fiducia» verso la segreteria dell’organismo, ricordando che «le audizioni svolte sono tutte registrate» e «i verbali delle sedute sono tutti correttamente conservati nell’archivio, supportati dai file audio di tutte le audizioni e dalle relative trascrizioni». Infine, il comitato specifica «che i propri lavori si svolgono in un clima di assoluto rispetto e collaborazione tra i componenti, fatta salva la normale dialettica democratica».

 

giovanni donzelli ad atreju 2025 foto lapresse

Riferimenti indiretti alla ricostruzione fatta da questo giornale sui misteri che hanno accompagnato l’organismo di palazzo San Macuto nell’ultimo anno. Veleni che hanno avuto al centro sempre l’inchiesta sullo spyware Graphite dell’azienda israeliana Paragon utilizzato per monitorare attivisti delle ong e giornalisti.

 

La spy story del Copasir, come riportato da Domani, è iniziata lo scorso anno, con l’audizione del procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi. Ad avvelenare il clima, una presunta fuga di notizie, che ha fatto finire sui giornali ampi stralci della sua relazione. Non proprio una novità nella storia dell’organismo parlamentare.

 

Poi però ad appesantire il clima ancor di più c’è stata la vicenda delle parti omesse nella trascrizione dell’audizione del procuratore di Roma, Giuseppe Amato. Un fatto scoperto solo a causa dell’insistenza di Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Copasir.

corvo camera montecitorio roberto cerreto

 

Il magistrato nella testimonianza aveva usato una formula assolutoria nei confronti del governo sul caso Paragon: «per quanto di mia conoscenza, (l’esecutivo, ndr) si è attenuto alla legge». Parole che avevano attirato l’attenzione dell’esponente di FdI, che però non ritrova quando va a rileggere il verbale finale. La trama si è infine arricchita dalla scomparsa – forse per un errore materiale – di un documento, firmato da due dirigenti di Paragon auditi dal Copasir.

 

Arriviamo così all’epilogo che, in estate, ha travolto Cerreto, il funzionario indicato come il “corvo”. La sua colpa? Aver depositato una lettera in aula Montecitorio (una seconda è stata portata al centro postale), avente come destinatario Donzelli.

 

guido crosetto informativa alla camera sugli aiuti all’ucraina

Secondo i documenti del procedimento disciplinare, è stato sanzionato per averle lasciate senza adeguate verifiche al deputato meloniano.

 

Legislatura da spie

Ma questo, appunto, è solo l’ennesimo caso di una legislatura densa di veleni, misteri e sospetti. Ma con una certezza: le operazioni di spionaggio a più livelli, tra gran commis dello stato, giornalisti e semplici attivisti.

 

La madre di tutti gli scandali è legata al software Graphite. Ancora oggi, non risultano mandanti né “utilizzatori finali” dello spyware inoculato nei dispositivi dei cronisti: al contrario le ammissioni sono arrivate per gli attivisti della nave ong di Mediterranea, spiati dai nostri servizi con il trojan israeliano. Sui giornalisti invece resta ancora un mistero di come sia fininei loro telefoni. I servizi segreti, attraverso l’autorità delegata, il sottosegretario Alfredo Mantovano, hanno respinto qualsiasi addebito, nonostante l’ammissione che sia in dotazione all’intelligence italiana.

 

Le inchieste degli organi competenti hanno condotto in un vicolo cieco.

Giuseppe Amato

 

L’altro, altrettanto clamoroso, porta direttamente a Palazzo Chigi e negli uffici dei servizi segreti italiani, in particolare dell’agenzia Aisi, la sicurezza interna. Il capo di gabinetto di Giorgia Meloni, Gaetano Caputi, è stato spiato poche settimane dopo il suo insediamento.

 

Un’operazione ripetuta più volte nel 2023, quando all’Aisi spadroneggiava Giuseppe Del Deo, legatissimo al ministero della Difesa, Guido Crosetto, poi prepensionato. La presidente del Consiglio non ha mai voluto chiarire, nemmeno dopo la domanda di Domani alla conferenza stampa del 9 gennaio: «Difficilmente posso averlo fatto spiare io, visto che spiare il mio capo di gabinetto equivale a spiare direttamente me stessa», si è limitata a rispondere la premier.

 

PASQUALE STRIANO

Ma il governo avrebbe potuto chiedere maggiori informazioni per fare piena chiarezza su un’ombra inquietante: un alto dirigente che lavora fianco a fianco della premier controllato dai servizi segreti. Il mistero, invece, continua ad aleggiare.

 

Così come resta vivo l’eco della storia diventata nota come quella “dell’auto di Giambruno”. Nell’aprile 2024, vicino all’auto dell’ex compagno della premier, due uomini sono stati sorpresi mentre armeggiavano vicino alla macchina del giornalista di Mediaset. «Erano comuni ladri», è la versione ufficiale. Ma intorno al caso montano dubbi, scattano inchieste interne, sul presunto coinvolgimento di due agenti. Senza mai una verità accertata.

 

Giuseppe Amato

Sullo sfondo c’è stato poi il caso della centrale dello spionaggio privata, la società Equalize, facente capo a Enrico Pazzali, grande amico della destra milanese ed ex presidente della fondazione Fiera Milano. Una storia in cui compaiono ex e attuali 007, che ha toccato anche il cuore del potere italiano: Roma. Degno capitolo del romanzo di spionaggio degli ultimi tre anni.

GLI INCONTRI DI PASQUALE STRIANO CON ALTRI INDAGATI

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