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TUTTO QUELLO CHE NON TORNA NELLA SPARTIZIONE DELL’EREDITÀ DI BERLUSCONI DOPO IL LEGATO CONSEGNATO DA MARTA FASCINA AL NOTAIO - PERCHÉ IL PEZZO DI CARTA È RIMASTO IN UN CASSETTO PER OLTRE UN ANNO? COME MAI MANCA LUIGI? SI È RIFIUTATO DI CONTRIBUIRE AL GRUZZOLETTO DA LASCIARE ALLA MOGLIE “MORGANATICA”? I SOLDI AL FRATELLO PAOLO, LA “STRANA” FIRMA, I 100 MILIONI DESTINATI ALLA FASCINA SCRITTI IN MODO DIVERSO E LA CONDIZIONE SOSPENSIVA… - IL NODO DELLE DONAZIONI DEL CAV

2. IL TESTAMENTO DI BERLUSCONI, LA CARTA NEL CASSETTO E LE CINQUE ANOMALIE

Estratto dell'articolo di Mario Gerevini e Daniela Polizzi per il "Corriere della Sera"

 

meme marta fascina by osho

[…] se qualcuno volesse impuntarsi, se si creasse una crepa nel muro di compattezza, il lato debole e attaccabile del testamento Berlusconi sarebbe indubbiamente il foglio che Marta Fascina ha consegnato il 5 luglio al notaio Arrigo Roveda che l’ha registrato e pubblicato come «Testamento olografo», cioè scritto e datato dal testatore Silvio Berlusconi.

 

Anomalie e omissioni

È la carta in cui il Cavaliere, con scrittura stentata, il 19 gennaio 2022, poco prima di essere ricoverato al San Raffaele, invita i suoi eredi (meno uno) a donare 100 milioni al fratello Paolo, altrettanti a Marta Fascina e 30 milioni a Marcello Dell’Utri. Il documento è pubblico e molti, anche esperti giuristi, si sono interrogati su presunte anomalie ed omissioni. […]

LETTERA DI SILVIO BERLUSCONI AI FIGLI DEL 19 GENNAIO 2022 CON LA CONDIZIONE SOSPENSIVA 'SE NON DOVESSI TORNARE DAL SAN RAFFAELE'

 

«Cara Marina...»

«Cara Marina, Piersilvio, Barbara e Eleonora. Sto andando al San Raffaele se non dovessi tornare vi prego di prendere atto di quanto segue: dalle vostre eredità di tutti i miei beni dovreste riservare queste donazioni a …». Analizziamo i punti critici.

 

Luigi può sfilarsi

1) L’omissione: manca uno dei cinque figli, Luigi, il più giovane. Ma forse si tratta semplicemente di una dimenticanza. Il Cavaliere era in precarie condizioni di salute e non è chiaro se al momento della scrittura fosse assistito. Quando 18 mesi dopo Fascina consegna la busta al notaio, il professionista mette a verbale che si tratta di una “busta non sigillata”. Comunque sia, Luigi potrebbe cogliere la palla al balzo e non contribuire ai 230 milioni. […]

 

La firma

2) Silvio chiama il figlio “Piersilvio” ma lui è Pier Silvio. Dettaglio minimo ma indicativo della scarsa lucidità dell’ex leader di Forza Italia. Altri dettagli, la firma non per esteso: S. Berlusconi. Tra l’altro è singolare che un padre che scrive ai figli si firmi col nome puntato e il cognome. Dettaglio anche la grafia più piccola per la cifra della donazione a Fascina.

 

i tre testamenti di silvio berlusconi

Condizione sospensiva

3) «Se non dovessi tornare …». Ma poi è tornato dopo otto giorni. Quindi? Secondo vari pareri legali si tratta di una condizione sospensiva: la volontà di Berlusconi è chiaramente subordinata al verificarsi dell’evento futuro e incerto (la morte in ospedale). Il rientro a casa avrebbe reso inefficaci quelle disposizioni. E dunque il legato per 230 milioni potrebbe essere messo in discussione.

 

I doppi 100 milioni

4) L’indicazione dei 100 milioni da riservare al fratello Paolo era già contenuta in un atto del 5 ottobre 2020 che all’epoca il fondatore di Fininvest consegnò di persona fiduciariamente al notaio Arrigo Roveda. Si era dimenticato dei 100 milioni già disposti a favore del fratello? O quelli del foglio di Arcore sono aggiuntivi? E perché allora non specificarlo?

IL TESTAMENTO DI BERLUSCONI - VIGNETTA DI MACONDO

 

La busta nel cassetto

5) Quando Silvio torna dall’ospedale, nell’inverno 2022, quella busta rimane in un cassetto di Villa San Martino. Le altre due lettere erano invece nell’archivio del notaio Roveda […] . Perché l’ultimo atto, quello dei 230 milioni, è rimasto nel cassetto e non ha ricevuto una veste più formale come gli altri due? È vero che il pericolo era scampato ma poi i ricoveri si sono susseguiti e il Cavaliere ha avuto più di un anno per dare una forma più solenne a un pezzo di carta che vale 230 milioni e contiene evidenti errori. Non lo ha fatto.

 

Il verbale del notaio

i figli di silvio berlusconi con paolo e marta fascina

Così mercoledì 5 luglio Roveda è chiamato ad Arcore da Marta Fascina che tira fuori la carta. «Alla presenza di testimoni — verbalizza il professionista — mi consegna una busta non sigillata recante la scritta “ai miei figli” e la firma “S. Berlusconi” contenente un foglio di carta intestata composto da due facciate scritto con inchiostro nero, apparentemente da un’unica persona (...) che ritiene essere il testamento olografo del signor Silvio Berlusconi e che mi chiede di pubblicare». […]

 

2. IL NODO DELLE DONAZIONI IN VITA DI BERLUSCONI TUTTI GLI AFFARI DEI TRE FIGLI MINORI

Daniela Polizzi e Mario Gerevini per il "Corriere della Sera"

 

È l’ora di fare i conti nel perimetro complesso del patrimonio di Berlusconi, per capire cosa c’è in portafoglio, oltre a quanto già noto, e anche per stabilire come saranno pagati 230 milioni di lasciti a Marta Fascina (100), al fratello Paolo (100) e a Marcello Dell’Utri. Che andranno a formare il passivo dell’eredità.

IMPERO DI SILVIO BERLUSCONI - EREDITA E AZIENDE

I consulenti degli eredi dedicheranno le prossime settimane a stimare i singoli beni.

 

E un elemento fondamentale sarà anche la valutazione delle donazioni fatte in vita dal Cavaliere. A quanto risulta sarebbero numerose e di importo assai rilevante. Ne hanno beneficiato anche gli eredi?

Potrebbero riassestarsi le cifre in gioco di un’eredità da circa 4 miliardi (non esistono cifre ufficiali) che andrà per due terzi a tutti i cinque figli in parti uguali (la quota legittima) e per un terzo (la quota a disposizione di Berlusconi) solo a Marina e Pier Silvio. La legge considera la donazione fatta a legittimari del donante un anticipo di eredità quindi alla morte del donante dovrà essere imputata alla quota legittima.

 

BERLUSCONI FIGLI 3

Passaggi tecnici in una cornice di «grande serenità», ribadisce una fonte vicina alla famiglia. Ed è con questo spirito di collaborazione che si procede nelle valutazioni. Anche quelle più complicate. L’approdo finale è la divisione 60/40 dei beni. La divisione Il Cavaliere direttamente o con le sue società personali aveva vari conti in banca (con firma singola, doppia o di fiduciari) con liquidità e investimenti. Intesa Private Banking è uno degli istituti di riferimento.

 

vladimir putin con silvio berlusconi e i figli

E questa è l’area più sconosciuta e riservata, almeno dall’esterno. Gli immobili, quelli detenuti direttamente o tramite società, sono più facilmente classificabili. Poi c’è Fininvest per la quale il fondatore ha chiaramente indicato la strada della continuità attribuendo il 20% a Marina e Pier Silvio che così saliranno, insieme, alla maggioranza assoluta del 53%. Ma l’intesa tra fratelli non appare per nulla intaccata. Le due anime dei Berlusconi convivono da anni. Marina e Pier Silvio gestiscono Fininvest con le partecipazioni quotate di Mfe-Mediaset, Mondadori e Banca Mediolanum, mentre Barbara, Eleonora e Luigi hanno creato una loro holding proiettata in altri business: si chiama Holding Italiana Quattordicesima, avrà il 47% di Fininvest.

Veronica Lario con Silvio Berlusconi e i figli

 

E da un anno ha scisso le sue attività extra Fininvest nella H14. La finanza Le vitamine per la crescita delle due holding — che hanno appena traslocato nei nuovi uffici di Piazza Borromeo a Milano — sono arrivate fin dall’inizio dai dividendi Fininvest. Ma il family office si è gradualmente trasformato in piattaforma per gli investimenti, con un attivo stimato in 400 milioni (escludendo la partecipazione in Fininvest che per ora è del 21,4%). Il patrimonio si autoalimenta proprio grazie ai ritorni sui buoni affari.

 

silvio berlusconi con veronica lario la ex moglie di putin e i figli

Merito anche dell’impegno di Luigi che già nel 2017 era entrato nel board di Soldo ltd, startup nel settore fintech concepita per semplificare la gestione delle spese di famiglia nella quale aveva investito anche la Fininvest, realizzando circa 12 milioni di plusvalenza. Bocconiano, lavoro in JP Morgan a Londra e poi altre esperienze nella finanza. È su queste capacità negli affari che poi la H14 ha spiccato il volo e ora la holding di cui sono soci i tre fratelli è autonoma.

PAOLO BERLUSCONI CON LA FIGLIA NICOLE

 

Luigi è il presidente, Barbara l’amministratrice delegata, Eleonora, tre figli, si tiene più in disparte dalla vita aziendale. Ma tra i tre fratelli c’è un flusso costante di informazioni sulle attività. Tutti sono nel consiglio, affiancati da Geronimo La Russa, avvocato, figlio del presidente del Senato Ignazio La Russa. La tecnologia La ricchezza è frutto delle scommesse riuscite su imprese in crescita, nella logica del private equity, soprattutto nel settore della tecnologia e dell’innovazione per le quali Luigi ha passione e talento. Ha una fitta rete di partecipazioni. Spiccano quelle in Jakala, la società di marketing tecnologico fondata da Matteo de Brabant, nella società di consegne Deliveroo, di arredo Westwing, poi Bending spoon. Gli affari della H14 nascono dalla rete di relazioni della famiglia. Tra queste quella con i fratelli Barilla o con Angelo Moratti. In media queste quote restituiscono ritorni rotondi, attorno al 20%.

SILVIO BERLUSCONI CON LA FIGLIA MARINA

 

La H14 investe nelle aziende da supportare anche attraverso la formula del club deal, unendo cioè le forze con altre dinastie imprenditoriali.

Una delle sponde privilegiate per gli affari è Mediobanca private banking. Per la precisione Tec, acronimo di The equity club, la piattaforma per gli investimenti in club creata da Piazzetta Cuccia per captare l’interesse e la liquidità delle grandi famiglie di industriali — dal 2018 porta opportunità di investimento a dinastie come Branca, Doris, Dompé e Marzotto — e indirizzarla sulle imprese più giovani e farle crescere per uscire dal capitale con buoni rendimenti.

[...]

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