andrea sempio chiara poggi alberto stasi

TUTTO QUELLO CHE NON TORNA NEL CASO DELL'OMICIDIO DI CHIARA POGGI (E PERCHÉ C'ENTRA ANDREA SEMPIO) - IL 38ENNE VIENE COINVOLTO NELLA VICENDA NEL 2016, QUANDO I LEGALI DI ALBERTO STASI, CONDANNATO PER L'OMICIDIO, PRESENTARONO I RISULTATI DEL DNA SULLE UNGHIE DI CHIARA POGGI SOTTO LE QUALI C'E' UNA TRACCIA GENETICA RICONDUCIBILE A SEMPIO - LA MATTINA DELL'OMICIDIO, IL 38ENNE AMICO DI MARCO POGGI, FRATELLO DELLA VITTIMA, SOSTIENE DI ESSERE ANDATO A VIGEVANO PER COMPRARE UN LIBRO. COME PROVA PRESENTA UNO SCONTRINO DI UN PARCHEGGIO MA, DOPO ANNI, NON SI RICORDA QUAL'ERA IL LIBRO CHE HA COMPRATO. NON CI SONO TESTIMONI E IL SUO TELEFONO NON SI AGGANCIA ALLE CELLE DI VIGEVANO, MA RIMANE ANCORATO A QUELLE DI GARLASCO - L’IMPRONTA 33, LE INTERCETTAZIONI NON TRASCRITTE, I MOVIMENTI BANCARI SOSPETTI E GLI ERRORI NEI VERBALI DEI CARABINIERI...

Estratto dell'articolo di Cesare Giuzzi per www.corriere.it

 

GARLASCO DELITTO

Se le coincidenze fossero prove in tribunale, allora Andrea Sempio sarebbe spacciato. Perché rileggendo la storia di questi quasi 19 anni con al centro il commesso di Montebello della Battaglia, oggi 38enne, davvero si fa fatica a non pensare male per l’incredibile serie di giochi del caso e sfortune che lo travolgono nei momenti chiave del caso Garlasco. 

 

Perché è vero che fino alla fine del 2016, quando i legali di Alberto Stasi presentarono i risultati del test «casalingo» del Dna sulle unghie di Chiara Poggi portando per la prima volta alla ribalta del grande pubblico il nome di Sempio, lui era stato fin lì poco più di un perfetto sconosciuto.

chiara poggi

 

Ma è anche vero che rileggendo a ritroso questa storia emergono davvero una serie di strane coincidenze dalle difficili spiegazioni. Eppure, per fortuna di Andrea Sempio, di tutti gli indagati, e di tutti i cittadini, le stranezze del caso, le singolari sfortune, non c’entrano niente con le accuse in un’aula di tribunale. E men che meno come prova di una eventuale colpevolezza.

 

Andrea Sempio, 19 anni compiuti da qualche mese, compare nelle indagini sul delitto di Chiara Poggi alle 9.30 di mattina del 18 agosto 2007, quattro giorni dopo il delitto. È negli uffici del comando provinciale dei carabinieri di Pavia davanti ai marescialli Gaetano Ales e Francesco Fianchini in servizio al Reparto operativo dell’Arma.

 

Una pagina di verbale dattiloscritto, tre domande. La prima riguarda tre telefonate emerse dai tabulati telefonici di casa Poggi avvenute nei giorni precedenti al delitto e partite da casa Sempio. Le famose chiamate sospette di cui, a più riprese, si parlerà negli anni a venire, e che il ragazzo dice di aver fatto per errore quando invece cercava di comunicare con l’amico Marco Poggi, fratello della vittima, senza ricordare che si trovasse in montagna in quei giorni. 

delitto di garlasco

 

La seconda domanda riguarda la sua conoscenza con Chiara Poggi: «Solo di vista, non l’ho mai frequentata, sono amico del fratello. Sapevo che la ragazza aveva un fidanzato ma io non l’ho mai incontrato e non so proprio chi sia». 

 

L’ultima domanda è più particolare (anche se nel verbale non c’è il quesito ma solo la risposta): «Marco non mi ha mai riferito di alcun particolare del rapporto sentimentale della sorella». Fine del verbale. In quei giorni, va chiarito subito, i carabinieri sentiranno decine di persone nel tentativo di ricostruire qualche possibile pista dietro al delitto.

andrea sempio

 

Diverso è però quel che accade un anno dopo, il 4 ottobre 2008, quando alle 10.30 del mattino Sempio viene convocato negli uffici del Nucleo operativo di Vigevano dai carabinieri per essere risentito. Motivo della convocazione il fatto che Sempio faccia parte della piuttosto ristretta cerchia di persone che si recavano in via Pascoli in bicicletta (si stava cercando la bici indicata nei momenti del delitto nella testimonianza dalla vicina di casa).

 

DELITTO DI GARLASCO - IMPRONTA ATTRIBUITA AD ANDREA SEMPIO

Stavolta Andrea Sempio è molto più loquace e racconta nel dettaglio il suo rapporto con Marco, la storia di quelle strane chiamate (di cui conferma la versione del 2007) aggiungendo però molti più dettagli tra i quali le risposte ricevute da Chiara Poggi. Dice anche che conosceva «la Chiara in quanto frequentavo la sua abitazione».

 

Anche se aggiunge di escludere «categoricamente di averla frequentata attesa la nostra differente età». E di non aver mai avuto amici in comune. Poi ricostruisce, rispondendo a una domanda specifica dei carabinieri, i suoi movimenti la mattina del delitto ed è in questa occasione che racconta per la prima volta la storia dello scontrino del parcheggio di Vigevano «che vi consegno». [...]

 

Fin qui tutto bene. Se non fosse che nelle nuove indagini della procura di Pavia e dei carabinieri di Milano emergono diverse stranezze ancora senza una spiegazione. E non si tratta di poca cosa. 

 

casa garlasco 7

Sempio viene sentito da due carabinieri (l’allora capitano Gennaro Cassese e il Maresciallo Flavio Devecchi) che però sembrano avere il dono dell’ubiquità visto che negli stessi identici minuti mettono a verbale di aver sentito anche altri due amici di Marco Poggi.

 

Nell’atto inoltre non si dà conto del fatto che Sempio avrebbe interrotto la deposizione per andare a casa a prendere il ticket del parcheggio. Peggio ancora è però il fatto che quella mattina - per 40 minuti - Sempio venne colpito da un malore con tanto di intervento dell’ambulanza in caserma. Una circostanza emersa solo nel 2025 dagli accertamenti dei carabinieri. Una stranezza davvero sorprendente visto il rigore con cui, di solito, vengono redatti gli atti di polizia giudiziaria. Ma tant’è.

 

rita e giuseppe poggi

Nel 2016, come detto, la mossa dei legali di Stasi porta alla prima indagine su Sempio. L’allora procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti (che poi finirà indagato da Brescia) da subito sembra credere poco alla pista alternativa. Apre un fascicolo che chiude a tempo di record. 

 

Le nuove indagini coordinate dal procuratore Fabio Napoleone scoprono una serie enorme di stranezze, come le telefonate prima dell’iscrizione nel registro degli indagati di Sempio effettuate da un carabiniere in servizio alla procura di Pavia, una cimice sull’auto di Sempio attivata in modo inusuale prima di essere installata (secondo quanto risulta a verbale) e contatti tra Sempio, i suoi legali e i carabinieri prima dell’interrogatorio del 2017.

 

ANGELA TACCIA E DANIELA SEMPIO

A questo si aggiungono intercettazioni non trascritte e vorticosi movimenti di denaro della famiglia Sempio le cui giustificazioni («erano per le spese legali») sembrano non stare in piedi davanti all’evidenza dei documenti bancari. Tanto che il padre, Giuseppe Sempio, finisce anche lui iscritto nell’inchiesta per corruzione aperta dai pm di Brescia.

 

C’è poi la questione del Dna sulle unghie di Chiara. La presenza dell’Y, ossia la linea paterna di Sempio, nella traccia genetica viene giustificata come un semplice «contatto secondario», ossia la vittima avrebbe toccato una superficie con cui sarebbe in precedenza venuto in contatto l’amico del fratello.

 

TELEFONO INSANGUINATO - DELITTO DI GARLASCO

Al di là della discussione sul come (la tastiera del computer, il telecomando, il passamano della scala…) a risultare singolare secondo la nuova indagine dei pm di Pavia è il fatto che c’è il Dna di Sempio ma non quello degli altri amici, che pure frequentavano la casa come lui, né quello di Marco e del padre che ci vivevano. Nel maggio del 2025 spunta poi l’impronta 33 sulle scale che portano alla cantina e dove è stato trovato il corpo di Chiara.

 

Un’impronta (non si capisce ancora se insanguinata o meno) che nel 2007 non era stata ritenuta attribuibile, ma che per la procura di Pavia e i carabinieri appartiene invece a lui. Sempio a quel punto dice che potrebbe averla lasciata quando scendeva in cantina per prendere i giochi dalla taverna, anche se prima non aveva mai menzionato il seminterrato tra le stanze frequentate nella villetta. Anche in questo caso c’è poi la stranezza (o la sfortuna) che su quella scala non risultano impronte degli altri amici, o di altri frequentatori di casa, soltanto alcune tracce di Marco che però ci abitava, ovviamente.

DELITTO DI GARLASCO - CASA POGGI

 

I pm pavesi sostengono oggi che lo scontrino di Vigevano presentato nel 2008 sia un falso alibi. In sostanza che non sia suo (su questo ci sarebbe un supertestimone che lo avrebbe smentito) e che Sempio non sia mai andato a Vigevano. Sempio non ricorda oggi, anche se in effetti è passato molto tempo, quale fosse il libro che voleva comprare quel giorno e le celle telefoniche agganciano il suo telefono sempre nei pressi di Garlasco (ma non venne presa all’epoca quella di Vigevano). Inoltre non ci sono testimoni che lo avrebbero visto. 

 

Poi ci sono le suggestioni. Come le foto che lo ritraggono fuori dalla villetta dei Poggi insieme ad altri curiosi (non molti per la verità) poche ore dopo il delitto. Ma anche gli ambigui post su Facebook in corrispondenza con la sentenza di condanna definitiva di Stasi e quella strana citazione dal Piccolo principe. C’è poi la presenza di un video girato a scuola che ritrate Sempio in aula mentre scherza con alcuni compagni scaricato proprio sull’hard disk del pc di Chiara. 

 

angela taccia andrea sempio 2

E da ultimo il tema che Sempio scrisse tra il 2014 e il 2015 quando frequentava un corso professionale. Durante un laboratorio di giornalismo, infatti, l’odierno indagato si dilettò in un articolo su un caso di cronaca: scelse l’omicidio di Chiara Poggi ripercorrendone la trama e le fasi giudiziarie (Stasi era ancora sotto processo). Quell’articolo è stato cercato a lungo dagli investigatori ma purtroppo (o per sfortuna) non ne è mai stata trovata traccia. 

marco poggichiara poggi 5ANDREA SEMPIOandrea sempiochiara poggi 7delitto garlasco 2curiosi e parenti davanti la villetta di garlasco il giorno dell omicidio di chiara poggi 2angela taccia andrea sempio 1DELITTO DI GARLASCO - RICOSTRUZIONE DELLA SCENA DEL DELITTOimpronta mai repertata nel delitto di chiara poggiil bagno della villetta di garlasco 2casa garlasco 1stefania cappa alberto stasiDELITTO DI GARLASCO - LA SCENA DEL CRIMINE andrea sempio davanti alla villetta di garlasco nel giorno dell omicidio di chiara poggi 2DELITTO DI GARLASCO - MACCHIE DI SANGUE ACCANTO AL TELEFONOandrea sempio 1stefania e paola cappa 4STASI - MEME BY EMILIANO CARLI

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