UOMINI DI POCA FED – È MORTO A CENTO ANNI ALAN GREENSPAN, A CAPO FEDERAL RESERVE PER VENT’ANNI, DAL 1987 AL 2006 – SOPRANNOMINATO IL “MAESTRO” DAL GIORNALISTA DEL “WALL STREET JOURNAL” BOB WOODWARD, È STATO IL PRESIDENTE PIÙ LONGEVO DELLA BANCA CENTRALE AMERICANA – HA AFFRONTATO QUATTRO GRANDI CRISI ECONOMICHE – SECONDO IL PREMIO NOBEL KRUGMAN, FU TRA I RESPONSABILI DEL CRAC FINANZIARIO DEL 2008…
Estratto dell’articolo di Eugenio Occorsio per www.repubblica.it
È scomparso Alan Greenspan, il “Maestro” come lo definì Bob Woodward del Washington Post nel 2001 e alla fine lo chiamarono negli ambienti finanziari di tutto il mondo per la lucida freddezza e l’efficacia con cui era riuscito a pilotare la politica della Federal Reserve, che ha presieduto dal 1987 al 2006 […]
Greenspan aveva compiuto 100 anni il 6 marzo 2026: PhD in economia alla New York University nel 1977, non ha mai esercitato la carriera accademica ma sia prima sia dopo la presidenza della Fed (fino a pochi anni fa quando fu colpito dal morbo di Parkinson) ha sempre fatto il consulente finanziario specializzato nell’analisi statistica dei flussi finanziari […]
Alla guida della banca centrale l’aveva nominato nell’agosto 1987 Ronald Reagan, e non era stata una scelta facile perché c’era da sostituire un altro gigante della finanza come Paul Volcker, l’uomo che aveva tirato fuori l’America dall’iperinflazione dei primi anni ’80. Immancabile, la prima dura prova per Greenspan arrivò quasi subito, il 19 ottobre 1987, il “black monday” per i mercati finanziari con l’indice Dow Jones più giù del 22,6%, che rimane ancora oggi la maggior perdita percentuale in un solo giorno della storia.
In tutto il pianeta si riverberarono gli effetti di quel crollo, attribuito dagli economisti a vari fattori: intanto l’“esuberanza irrazionale”, come la definiva lo stesso Greenspan, che aveva portato a una bolla speculativa in diversi settori.
[…] Dopo la crisi, con il suo carisma appunto da “maestro”, Greenspan impose a tutti ribassi incondizionati, fino all’1%, e la crisi di quell’ottobre in effetti fu superata abbastanza velocemente.
Perfino la crisi successiva, ben più drammatica, dell’11 settembre 2001, con Wall Street chiusa per dieci giorni e il Paese sconvolto, venne ridimensionata nei suoi effetti finanziari potenzialmente drammatici (in America il Pil fu negativo per un solo trimestre). Poco prima, all’inizio del 2000, c’era stata l’esplosione della bolla delle dot-com, dovuta ancora una volta secondo Greenspan a una forma di “irrazionale esuberanza”.
Ancora una volta la risposta di Greenspan era stata quella di abbassare i tassi, politica che volle intraprendere fino alla fine del suo mandato, nel 2006. Ma proprio l’estensione di questa politica ai mutui immobiliari fu vista da molti come il prodromo alla crisi dei subprime del 2007: e questa è sempre rimasta l’unica macchia della sua straordinaria carriera




