blackout venezuela maduro

MADURO BRANCOLA NEL BUIO  – IL DITTATORE ACCUSA GLI STATI UNITI PER IL BLACKOUT: “ATTACCO CIBERNETICO ELETTROMAGNETICO”. MA IL NODO È LA CENTRALE DI GURI, CONTROLLATA DALLO STATO E DALL’ESERCITO – IL COLLASSO DEL SISTEMA PER MANCANZA DI MANUTENZIONE, RISORSE E CAPACITÀ TECNICHE. I BLACKOUT SONO LA NORMA DA UN DECENNIO – PURE L’INDUSTRIA PETROLIFERA  FUNZIONA AL 25% RISPETTO AGLI ANNI PRE-CHAVEZ – IL GOVERNO NEGA IL DECESSO DI 80 NEONATI – VIDEO

 

 

 

VENEZUELA, LE CAUSE DEL BLACKOUT: ACCUSE E MISTERI DIETRO UN SISTEMA AL COLLASSO

Rocco Cotroneo per www.corriere.it

blackout venezuela 15

 

Il sistema al collasso

L’intero sistema elettrico in Venezuela è entrato in collasso nel pomeriggio di giovedì 7 marzo, quando a catena e in pochi minuti è saltata la luce nel 95 per cento del Paese. Da allora i tentativi di riattivare stabilmente il servizio sono stati vani. Venerdì 8 marzo l’energia elettrica è tornata in alcune aree del Paese, ma è saltata di nuovo in serata. Sabato è stato un altro giorno di blackout totale, domenica in alcuni quartieri di grandi città la situazione stava normalizzandosi.

 

MADURO

La centrale idroelettrica di Guri

Il nodo della crisi è la centrale idroelettrica di Guri, nello stato Bolivar al sud del Venezuela, che arriva a produrre il 70 per cento del fabbisogno nazionale. È la più grande del Paese, la seconda dell’America Latina e ad essa è interconnesso tre quarti del sistema elettrico nazionale.

 

marco rubio

Controllato dallo Stato e dall’esercito, sull’impianto è impossibile verificare informazioni indipendenti, ma qualcuno ha riferito di un grande incendio. La versione ufficiale resta quella di “un attacco cibernetico elettromagnetico”, come ha detto Nicolás Maduro, orchestrato dagli Stati Uniti in combutta con la destra venezuelana. Il senatore Usa Marco Rubio, nemico numero uno del chavismo, ha risposto ironicamente su Twitter che è lui il responsabile, per avere premuto un tasto sbagliato sul suo smartphone.

 

La “norma” dei blackout

blackout venezuela 14

In realtà il sistema elettrico venezuelano è al collasso, e da molti anni, per mancanza di manutenzione, risorse e capacità tecniche. I blackout sono la norma da un decennio, anche se non di questa entità. Le centrali termoelettriche - nonostante il Venezuela sia seduto sulle più grandi riserve di petrolio del mondo - soffrono anch’esse di seri problemi e non sono state in grado in questi giorni di funzionare a sufficienza per coprire i buchi di Guri.

nicolas maduro

 

La mancanza di carburante e le difficoltà nei trasporti hanno poi impedito un rapido rifornimento dei generatori di emergenza, con le tragiche conseguenze che si sono sentite soprattutto negli ospedali.

 

Lo scontro politico e le accuse

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Come l’industria petrolifera, che oggi funziona al 25 per cento rispetto agli anni precedenti al chavismo, anche quella elettrica è desueta per mancanza di risorse. Le politiche populiste fanno sì che la luce in Venezuela costi pochissimo, il sistema è al 100 per cento nazionalizzato dal 2007 e gli investimenti sono molto bassi. La crisi vera e propria iniziò nel 2010 a causa di una siccità intensa che fece abbassare parecchio il bacino di Guri.

 

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Chávez dichiarò l’emergenza elettrica nazionale, lanciò un piano di razionamento ma i black out continuarono. Secondo l’opposizione nel settore elettrico sono state sottratte enormi risorse pubbliche, cioè denaro intascato da privati invece che investito. La versione ufficiale del governo è invece sempre quella del “sabotaggio”.

 

L’ipotesi Maduro

juan guaido

Un’altra ipotesi, senza riscontri, sui recenti episodi vedrebbe il governo di Maduro come responsabile dei blackout per capitalizzare sulla disperazione popolare, in momento nel quale la strategia dell’opposizione guidata da Juan Guaidó sembra essere arrivata a un punto morto. Si tratta di una “ricetta cubana”, suggerita come sempre dall’Avana, ha dichiarato l’ex capo dell’intelligence militare Hugo Carvajal, già pensionato, ma finora il più alto in grado del regime ad aver abbandonato Maduro.

 

BLACKOUT VENEZUELA, MEDICI E GOVERNO NEGANO MORTI, ANCHE NEONATI

Da www.ansa.it

 

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Dianela Parra, presidente del Collegio di medici dello Stato di Zulia, in Venezuela, ha smentito che siano morte 296 persone, fra le quali un'ottantina di neonati, nell'ospedale di Maracaibo, capitale dello Stato, a causa del blackout elettrico che paralizza il paese sudamericano da giovedì scorso. Una notizia che era stata rilanciata dal senatore Usa Marco Rubio. Secondo José Manuel Olivares, deputato oppositore e medico, sono 21 finora i decessi segnalati in varie regioni del Paese. Il numero dei neonati non è noto.

 

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Anche il governo nega morti in ospedali - Il ministro della Sanità del Venezuela, Carlos Alvarado, ha detto che le informazioni su pazienti morti a causa del blackout che paralizza il paese da giovedì scorso "sono assolutamente false", sottolineando che si tratta di "notizie tendenziose che cercano di creare angoscia nella popolazione". In dichiarazioni trasmesse dalla Tv pubblica, Alvarado ha indicato che dopo un monitoraggio delle strutture sanitarie del paese il suo dicastero ha potuto stabilire che nel 90% di queste ci sono generatori elettrici funzionanti da almeno due giorni. "Questo ha permesso di garantire la vita di varie centinaia di pazienti, che si trovavano in aree critiche dei nostri centri pubblici", ha spiegato il ministro, aggiungendo che "ci sono stati 15 o 17 pazienti che sono stati spostati verso altre strutture a causa di problemi, ma senza nessuna conseguenza grave". 

GUAIDO

 

Iberia cancella volo per Caracas - La compagnia aerea spagnola Iberia ha cancellato il suo volo Madrid-Caracas, con scalo a Santo Domingo, che doveva arrivare oggi nella capitale venezuelana, a causa del blackout che compromette gran parte delle operazioni nell'aeroporto internazionale di Maiquetia. Da parte sua, un'altra linea aerea spagnola, Air Europe, ha annunciato che i suoi equipaggi non pernotteranno più a Caracas, dopo che i piloti ed assistenti di volo arrivati domenica da Madrid hanno subito un violento tentativo di rapina, che si è concluso con una sparatoria davanti all'albergo dove alloggiavano, nel centro della capitale. Membri dell'equipaggio hanno raccontato ai media spagnoli che un gruppo di uomini armati in motocicletta ha inseguito il furgone nel quale viaggiavano dall'aeroporto al centro della città, e hanno cercato di rapinarli quando sono arrivati in albergo. Il personale di sicurezza dell'hotel è intervenuto, scambiando colpi di arma da fuoco con i ladri.

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