“RIDATEMI MIA FIGLIA!” - VIVE A CHIUSI, DOVE SI ARRANGIA COME BADANTE A UNA COPPIA DI ANZIANI, LA DONNA A CUI LE ISTITUZIONI BRITANNICHE HANNO SOTTRATTO UNA FIGLIA

1. LA VERA STORIA DELLA MAMMA ITALIANA COSTRETTA A PARTORIRE NEL REGNO UNITO E ALLA QUALE HANNO TOLTO LA NEONATA.
Anticipazione di "Panorama" - Vive a Chiusi, dove si arrangia come badante a una coppia di anziani, la donna a cui le istituzioni britanniche hanno sottratto una figlia. Alessandra Pacchieri, 35 anni, ha altre due bambine (concepite con due diversi padri, entrambi americani), affidate alla nonna materna.

Una zia paterna, di Los Angeles, ha fatto istanza al tribunale di Firenze per prendere in affidamento le tre bambine. La madre, attraverso i suoi due legali, racconta la sua drammatica vicenda a Panorama.it. Una vera e propria odissea burocratica: gli avvocati accusano di indifferenza il consolato italiano, i ministeri della Giustizia e degli Esteri e l'ambasciata, allertati già nel maggio scorso.

Le autorità britanniche l'hanno definita instabile, costretta al ricovero coatto, al cesareo e all'affidamento della sua bimba ai servizi sociali inglesi. La piccola, avuta da un immigrato senegalese che vive in Italia, è stata messa in adozione nel febbraio scorso, a giugno Alessandra Pacchieri ha presentato appello.


2. IO, SEDATA E RAGGIRATA PER PARTORIRE, ECCO COME SI SONO PRESI MIA FIGLIA
Enrico Franceschini e Fabio Tonacci per "La Repubblica"

«Rivoglio mia figlia, soffro come un animale. Mi hanno costretto a fare il cesareo, senza dirmi niente. Il giorno del parto pensavo che mi stessero solo spostando da una stanza all'altra, mentre io dicevo che volevo tornare in Italia. Poi sono stata sedata. E quando mi sono svegliata lei non c'era più. Me l'hanno presa». Parla come parlano le mamme ferite, Alessandra Panchieri, 35 anni, di Chianciano.

È lei la donna con disturbo bipolare che ha denunciato di essere stata costretta nella contea di Essex, in Inghilterra, a dare in affidamento la propria bambina, subito dopo aver partorito il 24 agosto del 2012. «Parto cesareo che mi è stato imposto, non sono stata neanche informata», sostiene lei. Aggiungendo: «Non ho dato il mio assenso, né verbale né scritto, all'adozione di mia figlia. Il padre naturale, senegalese, e una mia parente americana, Indra Armstrong, erano disposti a prendere in affidamento la piccola. Ma i servizi sociali inglesi li hanno ignorati. Perché? Perché nessuno mi ha aiutato?».

Non sono le uniche domande che meritano una risposta in questa storia complessa, impastata com'è da vicende familiari un po' sconnesse, carte bollate, ricorsi a tribunali, istituzioni sorde. In cui c'è un giudice, Roderick Newton, della Court of Chelmsford
County, una sorta di corte d'appello, che in un documento ufficiale visionato da
Repubblica e datato 1° febbraio 2013 definisce «unusual» l'atto del suo collega Justice Mostyn della Court of Protection, il magistrato che ha deciso il 23 agosto 2012 di sottoporre Alessandra al cesareo forzato.

Scrive ancora Newton, nella sua istruttoria che ha dato il via alla procedura di adozione in Inghilterra: «I dottori che l'avevano in cura hanno sostenuto che fosse in grado di fare la madre». Impressione che però lui non ha condiviso: «Quando si è presentata davanti a me non mi sembrava stare bene».

È qui dentro, in questi due atti giudiziari in parte contraddittori, che bisogna ricercare la genesi di un caso che oltre Manica è diventato lo spunto per una battaglia a favore della trasparenza delle Corti che si occupano di materie di famiglia, portata avanti in Parlamento dal deputato liberal democratico John Hemming. E il cui riverbero però arriva in Italia, quando l'avvocato Stefano Oliva racconta le porte chiuse che si è visto sbattere davanti da quando ha preso il caso di Alessandra all'inizio del 2013 (è rientrata in Italia nell'ottobre del 2012).

«Hanno abusato dei suoi diritti in maniera indegna. Ci siamo rivolti prima al tribunale dei minori di Firenze che si è dichiarato incompetente, poi a quello di Roma, dove ci è stato detto che non potevano fare niente. A maggio di quest'anno ho contattato i ministeri degli Esteri e della Giustizia, l'ambasciata, il nostro consolato a Londra. Ho ancora il carteggio, non ci hanno aiutato».

A Londra però si racconta una storia un po' diversa. I servizi sociali britannici - sostengono fonti del consolato generale italiano - hanno contattato il tribunale dei minori di Firenze già il 26 luglio, un mese prima del parto, per metterli al corrente. Lo stesso avrebbero fatto dopo la nascita e il cesareo è stato fatto per tutelare la salute della piccola. «E Alessandra non ha mai chiesto loro di tenere la figlia, consapevole di non essere in grado. Non c'erano altri familiari disposti a prenderla in affidamento».

«Mia figlia non è pazza, si cura per un disturbo bipolare. E le hanno strappato la bimba contro la sua volontà», dice Marino Pacchieri, ristoratore con un locale sul Lago di Chiusi. Al telefono non ha voglia di aggiungere altro. Maneggia una storia più grande di lui da quando Alessandra è partita per l'Inghilterra per fare un corso di addestramento alla Ryanair, lasciando a lui le due nipoti di 11 e 4 anni, bimbe con padri diversi entrambi americani. E anch'esse tolte dai nostri servizi sociali alla potestà genitoriale di Alessandra.

 

depressa dispalle index disagio giovani depressione DEPRESSIONE

Ultimi Dagoreport

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO