LE VOLONTÀ DI RE GIORGIO POSSONO ATTENDERE – GLI EREDI DI ARMANI SFANCULANO IL TESTAMENTO DELLO STILISTA MORTO POCHI MESI FA E PRENDONO TEMPO SUL NUOVO ASSETTO DELLA SOCIETÀ: NELLE ULTIME VOLONTÀ DEL FONDATORE, ENTRO 18 MESI LA FAMIGLIA AVREBBE DOVUTO CEDERE IL 15% DEL CAPITALE A POTENZIALI ACQUIRENTI INDIVIDUATI TRA LVMH, ESSILORLUXOTTICA E L’ORÉAL – MA GLI EREDI SI STANNO CONVINCENDO CHE L’APERTURA DEL CAPITALE DI ARMANI NON SIA UN OBBLIGO E SI PENSA A INGAGGIARE UN UN CONSULENTE INDUSTRIALE PER REDIGERE UN NUOVO PIANO STRATEGICO…
Estratto dell’articolo di Francesco Bertolino e Daniela Polizzi per il "Corriere della Sera"
armani haute couture by silvana armani 3
Le prime sfilate di Armani dopo la morte del fondatore Giorgio sono state un successo di critica e di pubblico. […]
Dell’Orco e gli altri membri del board della Fondazione Armani stanno studiando anche modalità e tempi dell’assetto proprietario del gruppo Armani, secondo le volontà dello stilista. Un percorso da completare senza premura, è il sentire condiviso da famiglia e manager che sul punto sarebbero concordi e compatti.
Alla Fondazione Armani, che controlla la società, spetterà individuare a quale gruppo industriale cedere il 15% del capitale di Armani. Il testamento cita in via prioritaria fra i potenziali acquirenti Lvmh, EssilorLuxottica e L’Oréal (questi ultimi due già partner commerciali) lasciando aperta la possibilità di individuare altri investitori, purché «operanti nel mondo della moda e del lusso» e «di pari standing».
Il documento pone a carico della Fondazione di avviare l’operazione entro 12 mesi per concluderla entro 18 mesi. All’interno della famiglia sta però emergendo il convincimento che l’apertura del capitale di Armani fosse non un obbligo, ma un’opzione offerta alla famiglia.
Da quanto emerge, infatti, il sogno dello stilista era che la famiglia trovasse la forza per continuare a guidare il gruppo. In caso contrario, gli eredi avrebbero potuto seguire il percorso di affiancamento a una grande realtà industriale, disegnato nel testamento dall’imprenditore. Nulla vieterebbe, quindi, ai discendenti di mantenere il timone industriale per un periodo di tempo più lungo […]
A questo fine, secondo indiscrezioni, il consiglio della società ha avviato la ricerca di un consulente industriale per redigere un nuovo piano strategico per affrontare una fase complessa per il mercato mondiale della moda. Al contempo, il board della Fondazione dovrebbe incaricare intorno alla metà dell’anno un advisor per elaborare una valutazione finanziaria preliminare di Armani alla luce dei numeri attuali e delle prospettive di crescita. La scelta potrebbe cadere su Rothschild & co che già li conosce bene.
Nel cda della Fondazione Armani, infatti, siede un partner della banca d’affari, Irving Bellotti, esperto di fusioni e acquisizioni nel mercato del lusso (ha per esempio assistito Valentino nella cessione a Mayhoola).







