d'alema meloni tajani

“TRUMP E NETANYAHU CI RIPORTANO ALLA BARBARIE. LA POSIZIONE ITALIANA È IMBARAZZATA E FURBESCA. DI FRONTE ALLA TRAGEDIA DELLA GUERRA È MORALMENTE INACCETTABILE” – MASSIMO D’ALEMA SI SCATENA SUL CONFLITTO IN IRAN: “L'UE DEVE AVERE LA SCHIENA DRITTA. LA POSIZIONE DELLA SPAGNA È FORTE E DIGNITOSA. QUELLA DELLA FRANCIA UN PO' PIÙ TIMIDA” – POI PARTE L’ATTACCO A TAJANI: “IL FLORILEGIO DELLE SORTITE DEL NOSTRO MINISTRO DEGLI ESTERI È IMBARAZZANTE. QUANDO IL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, CHE NON MI PARE UN CUOR DI LEONE, HA DETTO CHE LA CULTURA MAGA NON PUÒ ESSERE QUELLA DELL'EUROPA, LA NOSTRA PREMIER SI È SENTITA IN DOVERE DI INSORGERE PER DIFENDERLA. IO NON SONO UN PACIFISTA, MA…”

Annalisa Cuzzocrea per la Repubblica - Estratti

 

(…)

Massimo D'Alema, In Iran una scuola piena di bambine è stata bombardata - secondo più fonti - dagli Stati Uniti. 

«Trump e Netanyahu rappresentano, senza nulla togliere alla gravità delle dittature e dei regimi, un fenomeno di imbarbarimento del mondo occidentale che non solo non riuscirà ad arginare il cambio di rapporti di forza, ma rischia di far perdere anche quel primato morale, quella legittimazione derivante dalla coerenza nella difesa dei diritti umani, che è stata una delle ragioni per cui l'Occidente ha potuto garantire un certo ordine al mondo.

d'alema gorbaciov la torre di babele

 

Davanti a questo bisognerebbe ridare forza a una prospettiva democratica dell'Occidente che oggi si vede umiliata da una destra fanatica, razzista, guerrafondaia, che rappresenta una minaccia innanzitutto per le nostre democrazie. Servirebbe un'Europa con la schiena dritta». 

 

«La posizione della Spagna è forte e dignitosa. Quella della Francia un po' più timida. Si sono espressi con coraggio alcuni Paesi minori, il Belgio, l'Olanda. Ma purtroppo abbiamo una grande debolezza della Germania e del Regno Unito, dove i cittadini rimproverano al laburista Starmer di non sapersi staccare dalle politiche di Trump». 

 

Meloni ha detto: non condivido né condanno l'attacco all'Iran. 

meloni tajani

«La posizione italiana è imbarazzata e furbesca. Di fronte alla tragedia della guerra è moralmente inaccettabile». 

Ha detto lei stesso che la posizione del resto d'Europa non è molto diversa, escluso Sanchez. 

«Ma Francia e Regno Unito stanno premendo sugli americani per tornare al negoziato e fermare la guerra». 

 

Noi non lo stiamo facendo? 

D'Alema allarga le braccia.«Non diamo quest'impressione. Non sono un frequentatore del web, ma il florilegio delle sortite del nostro ministro degli Esteri è imbarazzante». 

 

Tajani l'ha accusata di aver condotto il Paese ad attaccare i Balcani insieme alla Nato senza passare dal Parlamento. 

schlein d'alema

«Gli ha risposto bene Elio Vito, che allora era capogruppo di Forza Italia, ricordandogli l'appoggio di Berlusconi all'intervento e il regolare passaggio alle Camere. Il problema è che noi siamo, con Orbán, il governo più vicino a Trump e a Netanyahu.

 

Quando il cancelliere tedesco, che non mi pare un cuor di leone, ha detto che la cultura MAGA non può essere quella dell'Europa, la nostra premier si è sentita in dovere di insorgere per difenderla. Io non sono un pacifista, ma la guerra deve avere un senso politico. Questa, come ha detto papa Leone, è illegale, immorale e pericolosa per l'umanità. Non siamo nemmeno in grado di escludere che sia mossa da interessi personali o addirittura dall'esistenza di ricatti». 

DONALD TRUMP AL GUINZAGLIO DI BENJAMIN NETANYAHU - ILLUSTRAZIONE DI MARILENA NARDI PER DOMANI

 

Come visse, allora, la decisione di intervenire in Kosovo? 

«Mi costò moltissimo. Fu una scelta drammatica. Vede, io ho un sistema nervoso abbastanza solido. Quando, nel 2000, vidi che le elezioni Regionali stavano andando male andai a letto presto dicendo a mia moglie: vado a dormire perché domani mi devo dimettere. Per il Kosovo no, non ho dormito.

 

Ma noi stavamo intervenendo per porre fine alla lunga e tragica guerra civile balcanica che era costata già 300mila morti. Sentimmo il dovere di fare qualcosa per fermarla. Ci furono discussioni aspre.

 

Al vertice Nato a Washington, Blair e Aznar volevano invadere la Serbia. Noi, la Francia, la Germania, e infine anche Clinton dicemmo no. Non volevamo cambiare nessun regime, ma imporre alle forze armate serbe, ai gruppi paramilitari serbi che stavano massacrando la popolazione del Kosovo, di ritirarsi. Il giorno in cui lo fecero, per noi la guerra era finita». 

 

massimo d'alema

L'Iran è un pericolo per Israele, una delle ragioni fondative del regime è la sua distruzione, e da anni foraggia il terrorismo, a partire da Hamas. Inoltre massacra il suo popolo, nega alle donne libertà e uguaglianza. 

«La destra vuole distruggere l'Iran perché l'Iran contrasta il disegno imperiale di Israele, non perché perseguita le donne. D'altro canto in Venezuela Trump non ha portato la democrazia, ma ha tutelato gli affari propri. La repressione nei confronti delle ragazze e dei ragazzi iraniani è orribile, ma l'Iran non costituiva una seria minaccia militare rispetto alla potenza nucleare e tecnologica di Israele». 

(…)

Crede che Meloni potrà tenere a lungo la posizione che ha scelto? 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

«Sono furbizie ipocrite che nascono dal fatto che in nessun modo può rompere col suo mondo. Il problema dell'Italia è che quella maggioranza degli italiani che è contro la destra, e contro la guerra, non ha saputo trovare alle ultime elezioni un'espressione politica unitaria. Le opposizioni hanno preso un milione e duecentomila voti in più, ma non sono serviti». 

 

Sono in grado di unirsi? 

«È persino facile, se si mette a farlo qualcuno che lo sa fare. Ma non mi chieda nomi». 

Le forze del centrosinistra sono separate dalla questione ucraina. 

 

Con il Pd che esprime il sostegno dovuto e i 5 stelle e Avs che vogliono negare armi di difesa a Kiev. Come si fa a tenere insieme posizioni così distanti? 

massimo d'alema realpolitik

«Putin è lo sponsor della destra, al suo congresso è andata la Lega e non il Pd. Detto questo, a sinistra è legittimo ritenere che sia necessario trovare una soluzione con la Russia per uscire dal conflitto. Sono d'accordo con quel che diceva papa Francesco: la guerra in Ucraina nasce da una corresponsabilità. È vero che Putin è l'aggressore, ma è anche vero che la politica occidentale nei confronti della Russia è stata sbagliata». 

 

Gli errori fatti dalla Nato giustificano l'invasione e i massacri? 

«Assolutamente no. Nemmeno la Cina l'ha mai giustificata o appoggiata, anzi ha detto: bisogna trovare una soluzione. Quando all'Onu si doveva votare la condanna dell'invasione, Cina, India e Brasile – dopo un lungo travaglio – si sono astenuti perché passasse. Peccato che gli Stati Uniti e la Corea del Nord votarono contro». 

 

E riprendere il dialogo con Putin senza che abbia mai dato segno di volere la pace, non rischia di rafforzarlo? E di rendere vana la resistenza eroica dell'Ucraina? 

«Putin sta dialogando con Trump e gli Stati Uniti d'America. Si incontrano in Paesi arabi e discutono del futuro della sicurezza in Europa, perché la nostra sicurezza dipende dal modo in cui si concluderà il conflitto in Ucraina. 

 

Il fatto che gli europei non ci siano e non abbiano nessuna iniziativa o idea politica su quale pace si possa ragionevolmente costruire con la Russia è un segno di debolezza e di confusione.

MASSIMO DALEMA ALLA PARATA MILITARE DI PECHINO

 

A meno che l'Ucraina non pensi di poter vincere militarmente o che non si voglia una guerra nucleare. Se si vuole la pace, parlare con Putin è inevitabile. L'Unione europea deve sostenere l'Ucraina e al contempo mettere sul tavolo un proprio dialogo con la Russia dicendo: siamo pronti a fare una conferenza per la sicurezza in Europa, offrendo garanzie reciproche. È quello che la Russia ha chiesto per anni, e che gli Stati Uniti non hanno mai voluto concedere». 

 

corriere della sera bombardamenti sulla serbia governo d'alemamassimo d'alema premiermassimo d'alema kosovo cover

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