crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

MEME SUL MINISTRO CROSETTO BLOCCATO A DUBAI PER L ATTACCO DELL IRAN AGLI EMIRATI ARABI

DAGOREPORT

Sulle versioni di Crosetto in trasferta a Dubai, i dubbi e le contraddizioni si accozzano uno sull’altro, ma tre questioni sono certe.

 

La prima: malgrado l’ira gelida di Meloni e dei “Camerati d’Italia”, che hanno sempre maldigerito il co-fondatore di FdI come una “anomalia” di origine democristiana all’interno del partito, è da escludere l’ipotesi delle sue dimissioni, pena la caduta del governo.

 

E questa sera l’Ansa annuncia un incontro Mattarella-Crosetto al Quirinale ‘’per fare il punto sulla crisi internazionale in atto’’.

 

Un tema, per la verità, che riguarda più il ministro degli Esteri che il ministro della Difesa: il faccia a faccia era più un segno di vicinanza e solidarietà del capo dello Stato a Crosetto.

 

guido crosetto con sergio mattarella all altare della patria 2 giugno 2025

La seconda questione riguarda l’idiosincrasia del ministro della Difesa per la protezione della scorta.

 

Una fissa che lo contraddistingue da anni: è facile incrociarlo in giro per Roma alla guida della sua auto o attovagliato in qualche ristorante, senza essere circondato da uomini addetti alla sicurezza.

 

Un fatto grave (in caso di attentato, potrebbe essere coinvolta gente comune) che dovrebbe obbligare il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, che presiede il Comitato Nazionale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica (CNOSP), a imporre al recalcitrate numero uno della Difesa la presenza della scorta al suo fianco.

 

crosetto caravelli

La terza questione è anche la più “sensibile” perché non riguarda Crosetto ma la nostra intelligence.

 

L’ex spione Marco Mancini, intervistato da Aldo Torchiaro su “Il Riformista”, ha avuto buon gioco a mettere in croce l’Aise diretta da generale Gianni Caravelli, accusata di “non aver fatto pienamente il proprio dovere, adempiendo ai compiti cui è preposta”.

 

“Se i leader di USA e di Israele hanno ritenuto di non informare il nostro governo, il fatto che i ministri siano stati colti di sorpresa, e abbiano addirittura detto di non aver saputo niente, non deve trasformarsi in un atto di accusa agli alleati silenti, quanto in un allarme per l’inadeguatezza dell’intelligence.

 

MARCO MANCINI

Che esiste apposta per informare il governo attingendo da fonti che pescano oltre il livello delle notizie ufficiali. E ha clamorosamente fallito”, ha concluso Mancini.

 

Essì, l’intelligence de’ noantri ha il compito di capire, monitorare e quindi prevedere cosa, come e quando, dato che il piano di attacco all’Iran era preparato da Israele da tempo. Invece, le nostre barbe finte “sono state colte di sorpresa”.

 

I nostri 007, invece di stare lì a trastullarsi con gli spyware aspettando le comunicazioni della Cia e del Mossad, come organismo responsabile della sicurezza nazionale da minacce provenienti dall'estero, avrebbero dovuto raccogliere informazioni ed elaborare analisi al fine di avvisare in tempo il ministro della Difesa e i migliaia di turisti italici, comitive di studenti compresi, di evitare di svacanzare sulle spiagge emiratine di Dubai.

 

ALFREDO MANTOVANO ALLA CONFERENZA STAMPA DI INIZIO ANNO (2026) DI GIORGIA MELONI

Invece, sul portale “Viaggiare Sicuri”, gestito dall'Unità di Crisi della Farnesina, che fornisce informazioni aggiornate in tempo reale su ogni Paese del mondo, inclusi avvisi di sicurezza, a proposito di volare a Dubai, il servizio non segnalava alcun tipo di rischio, tutto tranquillo e sicuro, portate pure i pupi con il secchiello e la paletta, e buone vacanze. 

 

LA LOTTA ALL’INTERNO DEL GOVERNO SUL CONTROLLO DELL’INTELLIGENCE

Francesco Malfetano per “la Stampa” 

 

“Le diverse domande rimaste inevase pongono però anche una questione di metodo, peraltro non del tutto nuova per Giorgia Meloni.

 

guido crosetto giorgia meloni

In primis sulla catena delle informazioni di intelligence che vengono processate a Palazzo Chigi.

 

Secondo una delle ricostruzioni che circolano ai vertici, qualche ora dopo la partenza di Crosetto sarebbe arrivato un alert sulla stessa. Un'informazione tutto sommato ordinaria che, dati i rischi segnalati nell'area, avrebbe forse dovuto assumere un altro peso.

 

Il nodo è chi dovesse fare cosa. La delega ai servizi è nelle mani di Alfredo Mantovano ed è sulla sua scrivania che l'alert sarebbe transitato. Non c'è conferma ufficiale e il diretto interessato – intercettato da La Stampa - sceglie il silenzio.

 

Ma c'è chi sostiene che quella segnalazione non sia stata condivisa con l'intero esecutivo, allungando – assieme alla rabbia di Meloni - l'ombra dell'incidente anche sul ruolo del sottosegretario.

GUIDO CROSETTO ALFREDO MANTOVANO

 

Sottovalutazione? Valutazione tecnica? Difficile dirlo. Di certo, quando sabato mattina la presidente del Consiglio riunisce ministri e vertici dell'intelligence, il clima è già teso.

 

La reazione di Meloni viene descritta con due aggettivi che restituiscono lo stesso concetto: sorpresa e irritazione. Entrambe sarebbero state ampiamente dimostrate dalla premier in un confronto diretto avuto con Crosetto già dopo la call.

 

Un colloquio definito "franco". Non solo per il viaggio ma, appunto, per il metodo. Perché il ministro tenderebbe da sempre a muoversi con un margine di autonomia ampio, rivendicando relazioni personali, canali paralleli e – in ogni caso – il sacrosanto diritto a una vita privata.

 

GIOVANNI CARAVELLI - FOTO LAPRESSE

«Non potevano non sapere che ero lì» è la frase scandita da Crosetto però finita sotto osservazione. È proprio su questo punto che si consuma lo scarto: sapere non equivale a valutare.

 

In ogni caso l'episodio si inserisce in una tensione più profonda. Da mesi, dentro Fratelli d'Italia, si confrontano sensibilità diverse sul controllo dell'intelligence e sulle prossime nomine.

 

Dopo l'uscita di scena di Elisabetta Belloni, gli equilibri si sono fatti più fluidi e i confronti tra Crosetto e Mantovano via via più aspri. E a metà gennaio la revoca di alcune deleghe al sottosegretario – in particolare sulla resilienza dei soggetti critici – è stata letta come ulteriore avvisaglia di un riassetto ancora incompiuto.

 

ELISABETTA BELLONI - FOTO LAPRESSE

Nel perimetro, non a caso, ha preso a muoversi con maggiore agio Giovanbattista Fazzolari, probabilmente il più ascoltato tra i consiglieri della premier.

 

È in questo contesto che il "caso Dubai" diventa un detonatore. Perché mette in discussione la filiera delle informazioni e, insieme, la tenuta del coordinamento politico. Se alcuni report di intelligence pare non escludessero l'ipotesi di un attacco già nel fine settimana, perché il ministro sostiene di aver compreso la portata del rischio solo in un secondo momento?

 

GIOVAMBATTISTA FAZZOLARI - FOTO LAPRESSE

E come si concilia questa sottovalutazione con la presenza, nel suo staff, di un consigliere informale con un passato da antenna dell'Aise e noti contatti nell'area interessata dall'escalation? Il punto, in fondo, non è stabilire chi abbia sbagliato per primo. È capire se la catena decisionale regge quando il quadro internazionale accelera.

 

Rassicurazioni che, per ora, non sembrano arrivate. Nel frattempo, l'immagine del governo ne esce appannata. E in attesa che oggi il direttore dell'Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna) Giovanni Caravelli relazioni al Comitato parlamentare per la sicurezza (Copasir), in Parlamento cresce la pressione del Movimento 5 stelle attorno al ministro, agitando – ancora – la richiesta di dimissioni.

GUIDO CROSETTO BLOCCATO A DUBAI - MEME

GUIDO CROSETTO BLOCCATO A DUBAI - MEME

GUIDO CROSETTO BLOCCATO A DUBAI - MEME BY VUKICGUIDO CROSETTO BLOCCATO A DUBAI - MEMEMEME SUL MINISTRO CROSETTO BLOCCATO A DUBAI PER L ATTACCO DELL IRAN AGLI EMIRATI ARABI

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