antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

DAGOREPORT

antonio tajani. foto lapresse

Quel merluzzo lesso di Antonio Tajani si è messo in quella posizione difficilissima, detta "cul de sac". Sarà lui l'unico ministro dei grandi paesi dell'Unione Europea, che sarà presente alla riunione del “Board of peace”, che si terrà domani a Washington.

 

Il ciociaro ex monarchico di Ferentino, che si è sempre vantato del suo europeismo senza limitismo, sarà lì a fare il voyeur del "comitato d'affari" messo insieme dal Gangster della Casa Bianca: tra dittatori, monarchi assoluti, autocrati d’ogni foggia, la presenza del "maggiordomo" di Casa Meloni sancirà l’ingresso dell’Italia, seppure come “osservatore” (ma osservatore de che, non s’è ancora capito) nel club privato con cui Trump sogna di archiviare l’Onu.

 

MANFRED WEBER CON ANTONIO TAJANI AL CIRCOLO DEGLI ESTERI

Tajani, si diceva, è finito in cul de sac per almeno due motivi. Il primo, e più evidente, è l’imbarazzo personale di fronte ai suoi elettori e “danti causa”. Chi vota Forza Italia, infatti, è un ceto moderato che non accetterà mai la legge del più forte  di Donald Trump e i suoi tentativi di demolire il multilateralismo che, dal dopoguerra, ha sempre governato il mondo.

DONALD TRUMP PRESENTA IL BOARD OF PEACE A DAVOS - FOTO LAPRESSE

 

 

 

 

 

 

 

Che alla "padrona" del partito, Marina Berlusconi, non piaccia il trumpismo-senza-limitismo, è confermato dalla sua  intervista al “Corriere della Sera”, una settimana fa, in cui sferzava il Gangster di Mar-a-Lago: “Sono sempre più preoccupata. Prima schierarsi con gli Stati Uniti significava stare dalla parte giusta della storia. Oggi non ci sono più certezze. L’unica regola di Trump è cancellare tutte le regole. E lui la chiama libertà”.

 

E ancora: “Legge del più forte, prevaricazione, affarismo… Ma ci rendiamo conto che dentro il suo Paese sta provando a smontare tutti i sistemi di bilanciamento e controllo? E che dire dell’uso della violenza contro il dissenso?”

 

Marina Berlusconi

Le parole di Marina sono state rinfacciate a Tajani anche alla Camera, ieri pomeriggio, dai parlamentari del  Pd, che le ha utilizzate per "incastrare" il ministro degli Esteri di fronte all’evidenza delle sue contraddizioni.

 

Perdere la faccia di fronte a Marina Berlusconi, però, non è l’unica preoccupazione di Tajani: va ricordato ricordato che quel "Cuor di Melone" del capo della Farnesina è anche il vicepresidente del Partito popolare europeo. E per il Ppe, saldamente a guida tedesca, il "Board of peace" è uno schiaffo ai valori della democrazia.

 

Lo ha fatto capire chiaramente la trimurti crucca al vertice del PPE: Manfred Weber, Friedrich Merz e Ursula von der Leyen.

 

MARCO RUBIO E FRIEDRICH MERZ - CONFERENZA SULLA SICUREZZA DI MONACO

Il primo è stato Weber, presidente del PPE e amico personale di Tajani. In un’intervista a “Repubblica”, che anticipava il discorso di Friedrich Merz alla Conferenza per la sicurezza di Monaco, Weber è stato chiarissimo: “I pilastri fondamentali dell'ordine mondiale stanno cambiando in modo radicale e a una velocità vertiginosa. […]

 

C'è troppo affidamento su Washington. La speranza che torni la vecchia America. E lo dico chiaramente, sono un transatlantico, voglio il partenariato con l'America. Ma la vecchia America che conoscevamo non tornerà più. L'Europa deve affrontare questa realtà e acquisire finalmente consapevolezza di sé”.

 

antonio tajani. foto lapresse

Il giorno stesso, il 13 febbraio, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, è salito sul palco di Monaco e ha tenuto un discorso durissimo contro gli Stati Uniti. Parole inedite con cui Berlino archivia la storica alleanza con gli Usa: “Tra di noi e l’America c’è una frattura. L’Ue deve diventare più sovrana. La nostra vacanza dalla storia mondiale è finita”.

 

Infine, la sempre pavida Ursula, che non ha proferito parola, ma ha voluto precisare che la scelta di inviare la Commissaria croata Dubravka Suica a Washington, alla riunione del Board of Peace, non significa che l’Ue aderirà alla congrega di puzzoni messa in piedi da Trump: “Ci saremo ma non come partecipanti e nemmeno come osservatori”.

 

donald trump e ursula von der leyen

“Insomma una vera e propria dissociazione ammantata con un velo di diplomazia. Non solo non ci sarà von der Leyen, ma nemmeno uno dei sei vicepresidenti della Commissione”, commenta Claudio Tito su “Repubblica”

 

E dire che Giorgia Meloni ha provato in tutti i modi a cavalcare la presenza di Dubravka Suica e degli altri Paesi europei alla riunione di Washington.

 

Giorgia Meloni voleva a tutti i costi volare fra le braccia di Trump e ha provato fino all’ultimo a convincere Merz ad aderire spedendo un suo rappresentante. Ma lo spilungone crucco ha risposto, seccamente, “Nein”, ribadendo come i valori europei siano in contraddizione con l’ideologia "Maga", e rivendicando il suo pragmatismo diplomatico. Della serie: Io parlo con Trump, ma non vuol dire che aderisco alla sua politica. Del Board of Peace non condivido la forma e i metodi…

 

L'ex commissario Ue Mario Monti si è spinto oltre sostenendo che l'ideologia "Maga" dei vari Trump e Bannon sia incompatibile persino con la Costituzione italiana. 

 

PAPA LEONE XIV - MERCOLEDI DELLE CENERI

Ci sarebbe stato anche un colloquio tra il consigliere diplomatico di Meloni, Fabrizio Saggio, e il suo omologo tedesco, Günter Sautter. L’italiano avrebbe provato a sondare il collega, che per chiudere la questione avrebbe invece tirato in ballo nientemeno che il Vaticano.

 

Sautter avrebbe infatti riferito a Saggio che le perplessità tedesche sul Board of Peace sono condivise in toto dalla Santa sede.

 

Una settimana fa, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, che conosce bene il Medioriente essendo il Patriarca latino di Gerusalemme, ha definito l’iniziativa di Trump una ”operazione colonialista”, ribadendo quello che ha già detto più volte: “Non si può decidere per i palestinesi senza i palestinesi".

 

pietro parolin

Una presa di posizione così forte da parte di un cardinale molto in vista non può che essere stata pronunciata senza un “imprimatur” di Papa Leone. E ieri è intervenuto il suo braccio destro, il cardinale Pietro Parolin per confermare che il Vaticano “non parteciperò al Board of Peace”: “Ci sono punti che lasciano perplessi, punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni”.

 

La diplomazia vaticana si muove in sincrono, come non succedeva da tempo. Parolin si sente molto a suo agio con Leone XIV: i due si muovono sulla stessa linea strategica, a differenza di quanto avveniva con Bergoglio, considerato troppo “tattico” e imprevedibile in politica estera. 

 

DONALD TRUMP PRESENTA IL BOARD OF PEACE A DAVOS - FOTO LAPRESSE

Non a caso oggi è stato lo stesso Papa Prevost a "scomunicare" indirettamente, con molta diplomazia, il nuovo ordine trumpiamo: "Noi oggi possiamo sentire nelle ceneri che ci sono imposte il peso di un mondo che brucia, di intere città disintegrate dalla guerra:

 

le ceneri del diritto internazionale e della giustizia fra i popoli, le ceneri di interi ecosistemi e della concordia fra le persone, le ceneri del pensiero critico e di antiche sapienze locali, le ceneri di quel senso del sacro che abita in ogni creatura".    

 

 

il cardinale Pierbattista Pizzaballa a gaza per natale

TAJANI, CHE FIGURA DA MERLUZZONE – LA PARTECIPAZIONE DEL MINISTRO DEGLI ESTERI ITALIANO ALLA RIUNIONE DEL BOARD OF PEACE TRUMPIANO METTE IN GRANDE IMBARAZZO FORZA ITALIA E IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, A DISAGIO RISPETTO AL CLUB DEI PUZZONI CREATO DAL PRESIDENTE USA – TAJANI HA FATTO DI TUTTO PER EVITARSI IL VIAGGIO A WASHINGTON, CHE LO PONE IN DISSENSO CON LA LINEA DEL SUO PARTITO: LA SUA FOTO IN MEZZO A DITTATORI, AUTOCRATI E MONARCHI ASSOLUTI SARÀ UNA MACCHIA SULLA SUA CARRIERA DI EUROPEISTA – LA COMMISSIONE INVIA UNA PROPRIA RAPPRESENTANTE IN PERLUSTRAZIONE, MA NON ADERIRÀ NÉ COME PARTECIPANTE, NÉ COME OSSERVATORE…

https://www.dagospia.com/politica/tajani-figura-merluzzone-partecipazione-ministro-degli-esteri-italiano-464572

 

EMMANUEL MACRON FRIEDRICH MERZ KEIR STARMER - CONFERENZA DI MONACO

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI PORTA L’ITALIA NEL CLUB DEI PUZZONI GLOBALI! IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE SARÀ L’UNICA GRANDE POTENZA EUROPEA A ENTRARE NEL “BOARD OF PEACE” DI DONALD TRUMP, INSIEME A DITTATURE, REGIMI MILITARI, AUTOCRAZIE E MONARCHIE ASSOLUTE DOVE I GIORNALISTI VENGONO FATTI A PEZZETTI - IL NOSTRO PENSIERO VA A MARINA BERLUSCONI: UNA SETTIMANA FA IN UN’INTERVISTA AL “CORRIERE” HA TUONATO CONTRO TRUMP (“LA SUA UNICA REGOLA È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE. E LUI LA CHIAMA LIBERTÀ”), E SI RITROVA IL SEGRETARIO DEL SUO PARTITO, ANTONIO TAJANI, IN PARTENZA PER WASHINGTON A BACIARE IL PANTOFOLONE DEL TYCOON, IN MODALITÀ MAGGIORDOMO DI CASA MELONI...

https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-giorgia-meloni-porta-l-italia-i-puzzoni-disgraziato-paese-464492

 

antonio tajani. foto lapresse.

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