antonio angelucci mario sechi alessandro sallusti

DIETRO IL LICENZIAMENTO DI MARIO SECHI DALLA DIREZIONE DI “LIBERO” C’E’ L’IRRITAZIONE DELL’EDITORE ANTONIO ANGELUCCI, EX DEPUTATO DI FORZA ITALIA POI PASSATO ALLA LEGA CON CUI È STATO ELETTO, PER L'ECCESSIVO SCHIACCIAMENTO DELLA LINEA DEL QUOTIDIANO SULLE POSIZIONI DEL SOTTOSEGRETARIO FAZZOLARI, BRACCIO DESTRO DI MELONI – NON SOLO: IL CLIMA DI ASTIO, TRA IL GIORNALISTA SARDO E I SUOI EDITORI, SI E’ ACUITO NEGLI ULTIMI MESI ANCHE PER L'OSTILITA' DI SECHI SU UN POSSIBILE INVESTIMENTO DELLA FEDERTENNIS DI BINAGHI SU “LIBERO” – IL “FATTO” RIVELA: “GLI ANGELUCCI AVEVANO FATTO LA BOCCA AL TESORETTO PORTATO IN DOTE DA FEDERTENNIS, MAGARI SOTTO FORMA DI PUBBLICITÀ. BINAGHI INVECE ALLA FINE HA SCELTO DI ENTRARE CON UNA QUOTA NE ‘LA STAMPA’ - ORA GLI EDITORI CONTANO DI RECUPERARE COPIE AFFIDANDOSI A SALLUSTI" (AUTORE DI BEN DUE BIOGRAFIE DELLA DUCETTA...)

1 - LA SCORTA PER LE MINACCE E IL LICENZIAMENTO DA LIBERO SCONTRO SECHI-ANGELUCCI

Estratto dell’articolo di Irene Famà per “La Stampa”

 

mario sechi

«Angelucci mi ha appena licenziato». La resa dei conti arriva ieri intorno alle 17 quando il direttore di Libero Mario Sechi viene costretto a lasciare il posto. Il giornalista si sfoga sui social e il primo commento pubblicato su X è sibillino: «Libero». Subito dopo aggiunge: «Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti». Fonti vicine alla società editrice di Libero all'Adnkronos bollano la ricostruzione come «strumentale».

 

giampaolo angelucci

I tempi, sostengono, non collimano e il «richiamo alle minacce ricevute ha il solo effetto di presentare la vicenda come una ritorsione personale». Sechi, ricostruiscono, «non sarebbe stato licenziato direttamente da Angelucci, ma sollevato dall'incarico nell'ambito delle decisioni editoriali del quotidiano, legate anche all'insoddisfacente numero di copie vendute». E il direttore «ne sarebbe stato informato già da diverse settimane».

 

Degli attriti tra l'editore e il giornalista si vociferava da giorni. Secondo voci e indiscrezioni che si rincorrono nei palazzi della politica, a irritare Antonio Angelucci, editore di riferimento per l'area di destra, ex deputato di Forza Italia poi passato alla Lega con cui è stato eletto, sarebbe stato l'eccessivo schiacciamento della linea del quotidiano su certe posizioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, braccio destro di Giorgia Meloni.

 

ANTONIO ANGELUCCI - FOTO LAPRESSE

Sechi, cinquantotto anni, direttore de Il Tempo dal 2010 al 2013, dell'agenzia Agi dal 2019 al 2023 e poi capo dell'ufficio stampa di Palazzo Chigi per tre mesi e ventitré giorni, ha guidato il quotidiano fondato da Vittorio Feltri dal 2023 sino a ieri. Ora, dicono i bene informati, la nuova nomina potrebbe arrivare già nelle prossime ore. E secondo Il Foglio ci sarebbe l'intenzione di richiamare Alessandro Sallusti, direttore prima di Libero, poi del Giornale, che ha scritto con la premier il libro "La versione di Giorgia".

 

mario sechi

Angelucci, editore oltre che di Libero anche de Il Tempo e Il Giornale, completa in questo modo la rivoluzione dei direttori delle tre testate. Da dicembre dello scorso anno, infatti, sono cambiati tutti. E ancora. Oltre alle ragioni politiche che riguarderebbero il delicato equilibrio all'interno della coalizione di centrodestra tra Lega e Forza Italia, evidenti anche all'interno del microcosmo editoriale, alcune delle incomprensioni tra Angelucci e il suo ormai ex direttore sarebbero riconducibili ad alcuni articoli, sollecitati da ambienti vicini al senatore leghista, che Sechi si sarebbe rifiutato di pubblicare.

 

GIAMPAOLO ANGELUCCI

[…] Fonti vicine alla società editrice di Libero, però, invitano a non fare confusione e definiscono «improprio» unire i due episodi: la scorta e il licenziamento. All'Adnkronos sottolineano come le misure di tutela nei confronti di direttori di giornale ed esponenti dell'informazione «non siano un fatto eccezionale. E, in altri casi, risultino anche più estese e rilevanti». […]

 

2 - SOLDI, LINEA PRO GIORGIA E BALLETTO SULLA SCORTA: ANGELUCCI SILURA SECHI

Estratto dell’articolo di Lorenzo Giarelli per “il Fatto quotidiano”

 

Mario Sechi è imbestialito. Fumantino e orgoglioso, ieri a metà pomeriggio ha comunicato alla redazione che in serata avrebbe firmato l’ultimo editoriale da direttore di Libero, senza nascondere di averla presa malissimo: “Angelucci mi ha licenziato proprio mentre mi minacciano di morte”. E anche questa volta, come sempre quando si parla di giornali (soprattutto di destra), la questione è politica ancor più che editoriale.

 

mario sechi

[…] Mercoledì, infatti, Sechi – che sarà sostituito da Alessandro Sallusti – ha deciso di aprire il giornale (titolone in prima pagina, editoriale e due pagine di articoli all’interno) sulle minacce a lui rivolte dagli anarchici che gli sono costate la scorta: “Vogliono ammazzare il direttore di Libero”. Una situazione che […] gli stessi editori minimizzano. Gli Angelucci infatti non hanno gradito questa personalizzazione, vista come un estremo tentativo di barricarsi alla guida di Libero da parte di Sechi, puntando su un fatto in grado di far convergere la solidarietà pubblica sul direttore e di mettere in cattiva luce l’onorevole leghista e il figlio imprenditore.

 

GIAMPAOLO ANGELUCCI (2)

Dettaglio non secondario: mentre Libero faceva delle minacce a Sechi un caso nazionale, gli altri giornali del gruppo (Il Tempo e Il Giornale) non dedicavano neanche una riga alla vicenda, chiaro segnale al direttore.

 

[…] Chi conosce gli Angelucci parla di “una sceneggiata” pensata solo per metterli in difficoltà, visti i comunicati di vicinanza a Sechi arrivati persino dal Quirinale. Non solo. Gli Angelucci fanno pure sapere che “misure di tutela nei confronti di direttori di giornale non sono un fatto eccezionale e, in altri casi, risultano anche più estese e rilevanti”. Una sconfessione pubblica che rivela posizioni inconciliabili e un clima di astio, acuito negli ultimi mesi anche da diverbi per esempio su un possibile investimento della Federtennis sul quotidiano.

 

alessandro sallusti

Come anticipato dal Foglio, gli Angelucci avevano fatto la bocca al tesoretto portato in dote da Antonio Binaghi, n. 1 del tennis, magari sotto forma di pubblicità. Binaghi invece alla fine ha scelto di entrare con una quota ne La Stampa, a dire degli Angelucci anche per colpa dell’atteggiamento ostile di Sechi. Ora gli editori contano di recuperare affidandosi a Sallusti, a sua volta cacciato quando venne chiamato Sechi, col problema che nel frattempo le copie sono crollate. Ci sarebbe anche Pietro Senaldi, attuale condirettore, ma gli Angelucci non lo amano e anzi, in passato avrebbero ragionato anche su come accompagnarlo alla porta, operazione però ritenuta troppo onerosa.

angelo binaghi foto mezzelani gmt099

 

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO