giuseppe conte elly schlein donald trump vladimir putin

“DOBBIAMO TORNARE A COMPRARE GAS RUSSO” – GIUSEPPE CONTE, NELL’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO, SPARA SUPERCAZZOLE SULLA POLITICA ESTERA INVOCANDO LA VIA DIPLOMATICA PER RISOLVERE IL CONFLITTO TRA RUSSIA E UCRAINA (DOPO “I QUATTRO ANNI DI FALLIMENTI DI COLORO CHE HANNO SCOMMESSO SULLA SCONFITTA MILITARE DI MOSCA”), PARLA DEGLI “ERRORI” DI TRUMP E STRIZZA L'OCCHIO A XI (“GLI USA SONO POCO AFFIDABILI, E RISCHIANO DI FARE APPARIRE LA CINA ADDIRITTURA PIÙ RAGIONEVOLE. UN BEL PARADOSSO”). POI SPIEGA PERCHE’ SERVONO LE PRIMARIE DEL CAMPO LARGO: “COL PD ALLEANZA NON ORGANICA MA DINAMICA, SOLO SUL PROGRAMMA. GRILLO? DOPO GLI INSULTI CHE MI HA RIVOLTO, NON CI SONO PIÙ RAPPORTI” – LE PAROLE SU RENZI E LE FRECCIATE A DRAGHI - L'IDEA DEL COLPO GROSSO CON "UN PARTITO PROGRESSISTA": DAGOREPORT

DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-giuseppe-conte-si-e-lanciato-come-unico-rivale-giorgia-meloni-470149

 

Articolo di Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

ELLY SCHLEIN GIUSEPPE CONTE

Giuseppe Conte, qual è il suo primo ricordo?

«L’ospedale: a quattro anni mi ruppi il femore. Ma ho anche un ricordo bello: un compleanno, tre candeline, mia sorella Maria Pia, mia mamma e mio papà che si abbracciano felici».

 

Cosa faceva suo padre?

«Segretario comunale a Volturara Appula, il paese di mia mamma. Lì si conobbero. Lui era di Cerignola, il paese di Giuseppe Di Vittorio. I miei genitori erano gli unici nelle loro famiglie ad aver studiato, papà l’unico di nove figli. Vivevano in poche stanze. Un’immagine che mi è tornata in mente al tempo del Covid».

 

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ROBERTO GUALTIERI - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE

(…)

 

Anche lei ha conosciuto padre Pio?

«Sì, papà mi portò da lui. Ero bambino, ma me lo ricordo benissimo. E ricordo la tristezza che piombò sulla nostra casa quando poco dopo sapemmo della sua morte».

 

Prega padre Pio?

«Più da piccolo. Ora cerco una raccomandazione diretta».

 

Crede in Dio?

«Credo nel mistero, nel nostro Dio cristiano. Tutto questo che viviamo viene sempre più indagato dalla scienza, ma non può risolversi per via immanente».

 

(…) 

 

Nel suo libro, «Una nuova primavera», lei si racconta come studente con pochi soldi a Roma.

«Squattrinato, sì. Ma oggi una famiglia come la mia, con stipendi da statali, non potrebbe più mantenere due figli all’università. I miei mi mandavano un vaglia con i soldi calcolati al centesimo. Chiesi qualcosa in più, mi risposero: sei a Roma per studiare, non per divertirti. Per ripicca dissi che avrei fatto da solo. Mi sono ricordato di quell’impuntatura giovanile nella trattativa con Angela Merkel».

 

GIUSEPPE CONTE PADRE PIO MEME

Cosa c’entra la Merkel?

«All’inizio della pandemia escluse di fare debito comune dicendo: usate il Mes. Le risposi che piuttosto di usare il Mes avremmo fatto da soli. Finimmo con il portare a casa 209 miliardi».

 

Come si mantenne da solo all’università?

«Con vari lavoretti. Soprattutto all’inizio davo lezioni di diritto ad altri studenti. Poi feci il correttore di bozze. Ancora adesso, se in un testo c’è un refuso, lo becco subito».

 

Nel suo libro lei dice di non aver votato Movimento 5 Stelle fino al 2018. Prima cosa votava?

«Non avevo un partito di riferimento. Guardai con interesse all’esperienza demitiana, alla sinistra Dc, quando candidò indipendenti di sinistra: Scoppola, Lipari, Ossicini. Ho votato anche radicale».

giuseppe conte beppe grillo

 

Come sono ora i suoi rapporti con Grillo?

«Dopo gli insulti che mi ha rivolto, non ci sono più rapporti. Anche se per me resta il fondatore. Una figura storica, con grandi meriti».

 

Lei scrive che Casaleggio aveva inserito nel M5S valori di destra.

«Oggi il Movimento si è dato, anche attraverso Nova, una Carta dei principi e dei valori che definisce più nitidamente la nostra identità. Che è un’identità progressista. Combattiamo per attuare il secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione: mettere tutti in condizione di essere protagonisti della vita economica e sociale del Paese.

 

giuseppe conte gaetano manfredi alessandro onorato silvia salis progetto civico italia foto lapresse

Vogliamo contrastare disuguaglianze e iniquità, mai così profonde nella storia umana, anziché consolidare lo strapotere dei gruppi imprenditoriali dominanti, dei poteri finanziari, dei fondi di investimento, del nuovo capitalismo della sorveglianza digitale».

 

Siete pronti a un’alleanza organica con il Pd?

«Nova ci vincola a una concezione dell’alleanza dinamica, non statica. L’alleanza non è un prerequisito; è un mezzo per combattere le nostre battaglie accanto a chi condivide con noi un programma nero su bianco».

 

Quindi non è scontato che Pd e M5S si presentino insieme alle prossime elezioni?

«Con loro in questa legislatura abbiamo condiviso le basi di un programma comune. Siamo già a buon punto».

GIUSEPPE CONTE DOPO L INCONTRO CON MARIO DRAGHI

 

E lei ha aperto alle primarie di coalizione.

«Mi sono reso disponibile perché ho visto nel referendum una gran voglia di partecipare. Le primarie non sono nella nostra tradizione. Mi sono convinto che possano essere il modo più efficace per trovare l’interprete migliore, ma solo dopo aver condiviso il programma.

 

Il vincitore delle primarie sarà colui che dovrà attuare il programma. Un percorso che va costruito con intelligenza, per compattare lo schieramento progressista anziché dividerlo».

 

Nel programma di governo ci saranno nuove tasse? La patrimoniale?

MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE - FOTO LAPRESSE

«No. Non dobbiamo aumentare la tassazione. Al contrario, dobbiamo alleggerire il peso fiscale e burocratico su chi apre una saracinesca, su chi tiene in piedi una fabbrica.

 

La vera ricchezza da tassare è quella di chi sta seduto dietro una scrivania a spostare masse enormi di denaro. Dobbiamo aiutare l’economia reale, e colpire l’economia finanziaria che si arricchisce parassitariamente».

 

C’è posto per Renzi nell’alleanza?

«C’è posto per chi genuinamente condividerà il programma e offrirà garanzie di affidabilità per attuarlo. Non ne voglio fare questioni personali. La politica non deve vivere sui personalismi ma su processi politici chiari, limpidi, condivisi».

 

Chi ha fatto cadere il suo governo? Renzi?

GIUSEPPE CONTE E MARIO DRAGHI

«Renzi è molto abile a intestarsi svolte e soluzioni. Ma è evidente che la mia caduta è dovuta ad ambienti finanziari interni e stranieri, che non mi hanno considerato una garanzia ai loro occhi per gestire l’incredibile massa di risorse finanziarie che abbiamo ottenuto in Europa. Draghi non ha certo aspettato Renzi. Mi risulta da varie fonti che Draghi si fosse mosso in proprio per chiedere un cambio di governo ben prima che avvenisse».

 

Quali fonti?

«Ad esempio D’Alema. Credo che Renzi sia stato tra gli ultimi ad arrendersi al governo tecnico; perché sa che con un governo tecnico i politici contano ancora meno».

 

Trump aveva simpatia per lei.

GIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP

«Una simpatia che ho sfruttato per ottenere per il mio Paese, non per dare il sangue, come ingenuamente sin qui ha fatto Giorgia Meloni. Uno dei suoi grandi fallimenti».

 

Cos’è andato a fare a pranzo con Zampolli?

«Ho ricevuto una lettera su carta intestata: l’inviato speciale di Trump, in visita ufficiale a Roma, desiderava incontrarmi. Ho ritenuto opportuno l’incontro per pregare Zampolli di riferire a Trump che stava accumulando errori su errori, a dispetto dei “signorsì” della Meloni, che l’hanno incoraggiato anziché frenarlo».

 

Com’è il rapporto con Elly Schlein?

giuseppe conte paolo zampolli

«Rispetto reciproco, nella consapevolezza che rappresentiamo due forze politiche differenti, ma possiamo costruire un solido programma che ci consenta di rimediare ai fallimenti di Meloni e di governare per cinque anni».

 

E Silvia Salis?

«L’abbiamo appoggiata come sindaco di Genova perché è risultata la candidata migliore in una situazione complicata; ma non posso dire di averne una conoscenza approfondita».

 

[…]

 

Il reddito di cittadinanza. Nel libro lei racconta di non aver seguito l’invito di Casalino a raggiungere Di Maio sul balcone.

«Non l’ho fatto perché un premier non esce sul balcone. Ma le potrei far leggere lettere che ho ricevuto e mi hanno commosso fino alle lacrime. Un padre mi raccontava di aver potuto finalmente comprare un paio di occhiali.

 

Una madre aveva potuto dare per la prima volta una bistecca ai figli. L’Italia però è così: se in un budget che sfiora i mille miliardi ne trovi otto per la sopravvivenza dei poveri, ti saltano addosso e appena possono ti mandano a casa. Se consenti a banche e assicurazioni di continuare ad arricchirsi, fai tutti felici e contenti».

 

xi jinping conte

Cambierebbe qualcosa nella gestione della pandemia? Farebbe la zona rossa nelle valli bergamasche?

«Sono questioni che anche la magistratura ha vagliato con attenzione e archiviato. Posso dire di aver operato con grande scrupolo e senso di responsabilità, sostenuto dai consigli degli esperti.

 

Con il senno di poi si continua a dire tutto e anche di più. Di una cosa sono sicuro: vedendo come sono maldestri — non riescono neppure ad adottare il piano pandemico —, se fosse toccato all’attuale governo mi sarei spaventato per la mia salute e per quella della mia famiglia e dei miei compatrioti».

 

XI JINPING GIUSEPPE CONTE

Lei firmò la Via della Seta con la Cina.

«Io firmai la Via della Seta dopo aver costretto i cinesi ad accettare principi che mai avevano sottoscritto prima — parità di condizioni, sostenibilità ambientale e finanziaria —, senza mettere in discussione l’alleanza con gli Usa, anzi rassicurandoli che era un passaggio necessario per aprire ai nostri imprenditori un mercato più ampio.

 

 Oggi con gli errori di Trump gli Usa sono poco affidabili, e rischiano di fare apparire la Cina addirittura più ragionevole. Un bel paradosso».

 

VLADIMIR PUTIN E GIUSEPPE CONTE

Lei è considerato filorusso, non solidale con l’Ucraina.

«Da subito ho condannato l’aggressione di Putin, sono stato favorevole alle sanzioni e lo sono tuttora. Ma la propaganda distorcente che mi ha calunniato trascura i quattro anni di fallimenti di coloro che hanno scommesso sulla sconfitta militare della Russia, sul cambio di regime, sul crollo dell’economia russa; anziché investire sulla diplomazia, e raggiungere un accordo oggi tanto più necessario, perché dobbiamo tornare in prospettiva a comprare gas russo».

GIUSEPPE CONTE PADRE PIO MEME

 

beppe grillo e giuseppe conte meme by edoardo baraldi

 

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO