veltroni schlein

“UN ERRORE PUNTARE TUTTO SULLE PRIMARIE INVECE DI STILARE UN PROGRAMMA CHE OFFRA SOLUZIONE AI PROBLEMI” – DOPO PRODI E BERSANI, ANCHE UN ALTRO PADRE NOBILE DEL CENTROSINISTRA WALTER VELTRONI, STRONCA I GAZEBO DEL CAMPO LARGO: “LE PRIMARIE DI COALIZIONE SONO UNA ANOMALIA PERICOLOSA. FURONO SPERIMENTATE PRIMA DELLE ELEZIONI DEL 2006. E PURTROPPO NON AIUTARONO LA COESIONE DELLA COALIZIONE. LA SOLUZIONE MIGLIORE E’ QUELLA DI LASCIARE AGLI ELETTORI LA FACOLTÀ DI SCEGLIERE, CON IL LORO VOTO, IL PARTITO PIÙ FORTE CHE ESPRIMERÀ DUNQUE LA LEADERSHIP DI GOVERNO. E’ IL PROGRAMMA IL VERO VINCOLO DELL’ALLEANZA. ALTRIMENTI, TRA LE BOMBE E LA RECESSIONE, TORNERÀ A FARSI VIVO IL FANTASMA DELLA SINISTRA: TAFAZZI"

Walter Veltroni per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

walter veltroni

Ma davvero? Il mondo sembra scivolare verso l’abisso della guerra e l’incubo di una nuova recessione mondiale, l’Ucraina combatte per difendere la propria integrità dall’invasione russa, Gaza è rasa al suolo e la Cisgiordania rischia di essere annessa, le popolazioni di Iran e Libano vivono e muoiono sotto i bombardamenti, lo stretto di Hormuz condiziona la situazione energetica e finanziaria del mondo intero, il presidente degli Stati Uniti, senza falsa modestia, ritiene di essere Dio, ma un Dio cattivo che parla male del Papa.

 

 

(...)

 

Il referendum vinto in Italia di larga misura consegna una clamorosa sconfitta della destra ma non automaticamente il successo allo schieramento progressista. Si è votato per difendere una Costituzione che non può essere cambiata in quel modo, si è votato per dare un segno di stabilità ai necessari bilanciamenti della democrazia. È un voto contro l’esecutivo, fatto nuovo e importante, ma non di per sé il mandato a governare all’odierna opposizione.

WALTER VELTRONI GIULIANO AMATO

 

Insomma un contesto drammatico, in cui sono in gioco la vita e la morte di persone, stati, democrazie, in cui la recessione può allargare ancora di più la forbice tra chi ha e chi non ha. E insieme segni di nuova partecipazione, di nuova consapevolezza che muovono le opinioni pubbliche a riconquistare il proprio destino.

 

Storia, non cronaca.

 

urbano cairo walter veltroni foto lapresse

Ma il possibile paradosso, per la sinistra italiana, è quello di affrontare questo mare di rischi e queste nuove possibilità parlando solo di sé stessa, delle regole per la scelta di chi dovrà sedersi a Palazzo Chigi, tanto le elezioni sono già vinte e la destra già sbaragliata. E allora, in questa tempesta, giù decine di interviste sulle primarie, con un dibattito stravagante iniziato senza neanche consentire, a milioni di cittadini felici per l’esito del referendum, di godere finalmente per una vittoria.

 

veltroni dini prodi ulivo

Alle persone che aspettano mesi per fare una tac, a chi non riesce a fare la spesa, ai genitori che riconoscono il disagio dei loro figli, alle ragazze che non sono sicure di tornare a casa incolumi la sera, ai lavoratori angosciati che la crisi e l’intelligenza artificiale non portino via l’occupazione, non credo interessi assai se le primarie del campo largo saranno on line, a due turni, con federatore compreso o «papa straniero», definizione che tradisce l’età di chi la propone, visto che l’ultimo pontefice italiano è di cinquant’anni fa.

 

Ma davvero la sinistra vuole discutere di questo, nella stagione cruciale che precede le prossime elezioni? Mi chiedo, da mesi, perché i partiti democratici non abbiano per tempo convocato grandi mobilitazioni civili contro Trump e la sua politica, non abbiano percepito dall’inizio la gravità del processo di trasformazione della forza guida dell’Occidente in una autocrazia e del rischio che questo avrebbe comportato per il mondo intero.

 

antonio misiani walter veltroni elly schlein

E mi chiedo perché non sia cominciato tra le forze che vogliono comporre un fronte progressista un serio confronto programmatico volto non a licenziare un testo di centinaia di pagine, ma dieci idee forza sulle quali chiedere il consenso degli italiani. Idee forza perché chiare e condivise: sull’Ucraina, sugli Stati Uniti d’Europa, sulla sicurezza, sul salario minimo… E invece tutti a parlare di primarie e a immaginare scenari che non si realizzeranno mai, fumosi, stantii, arzigogoli che prevedono, tanto tutto è già vinto, chi andrà a Palazzo Chigi, chi al Quirinale, chi alla presidenza di Camera e Senato.

 

walter veltroni luciano fontana foto lapresse

Proviamo a fare ordine. Le primarie hanno senso all’interno di un partito che, per scegliere il proprio leader e sottrarre questa decisione all’arbitrio di poche persone, chiama i suoi militanti ed elettori a valutare profili e idee di vari candidati. Le primarie di coalizione, diciamoci la verità, sono una anomalia pericolosa. Furono sperimentate prima delle elezioni del 2006 ma in un contesto in cui il risultato del confronto tra Prodi, Bertinotti, Mastella e di Pietro era scontato. E purtroppo non aiutarono la coesione della coalizione.

 

occhetto veltroni

Ci sono oggi tre modi in cui una coalizione può scegliere il suo leader se esso non è «naturale», in quanto espressione di una forza politica molto più grande delle altre.

 

 

Il primo è quello che si sta per inerzia affermando, un confronto, immagino aspro, tra candidature forti che vorranno far prevalere l’originalità della loro scelta identitaria e che fin dalla fissazione delle regole cercheranno di portare acqua al proprio mulino. Un inedito che mi sembra molto rischioso, prima, durante e soprattutto dopo. E che richiederebbe, comunque, un preventivo, vincolante, accordo di programma.

 

walter veltroni

La seconda è quella di sedersi attorno a un tavolo, guardarsi negli occhi pensando agli italiani e non a sé stessi e chiedersi se esista qualcuno, come avvenne nel 1996 con Prodi, che possa interpretare lo spirito della coalizione.

 

Ricordo comunque che anche questa scelta non bastò, tanto che quel governo, tra i migliori della storia repubblicana, durò solo due anni. La terza soluzione è quella di lavorare intensamente a un programma di coalizione che sia cemento e guida dell’azione di un possibile governo a presentarsi uniti alle elezioni lasciando agli elettori la facoltà di scegliere, con il loro voto, il partito più forte della alleanza che esprimerà dunque la leadership di governo. Indicata così dalla chiara volontà degli elettori progressisti. Tutto trasparente, oggettivo.

 

Questo mobiliterebbe i singoli elettorati e avverrebbe con la partecipazione di tutti cittadini, in forma chiara e indiscutibile. Non online, non a doppio turno, non con le contestazioni sul voto di questo o di quello.

 

walter veltroni

In questi mesi ci si occuperebbe non di organizzare le campagne dei candidati alle primarie, forse, legittimamente, più numerosi dei leader di partito e ci si potrebbe concentrare sul programma, vero vincolo dell’alleanza, e sulle emergenze sociali e di contesto internazionale.

 

Altrimenti, tra le bombe e la recessione, tornerà a farsi vivo, con la sua tuta nera e il suo sospensorio bianco sul quale si assesta, giulivo, robuste bottigliate, il fantasma della sinistra: Tafazzi. Ma, stavolta, non ci sarebbe davvero nulla da ridere.

walter veltroni achille occhetto enrico mentanaandrea salerno walter veltroniwalter veltroniARMANDO COSSUTTA -WALTER VELTRONI - MICHELE SERRA

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