guido crosetto donald trump giorgia meloni mark rutte

“GLI ITALIANI NON CAPIREBBERO ALTRE SPESE MILITARI. COSI’ SI PERDONO LE ELEZIONI” - DOPO IL CAOS RAI, LE ARMI: GIORGIA MELONI E’ GIA’ ENTRATA IN MODALITA’ ELETTORALE (SI POTRBBE VOTARE IN APRILE DEL 2027)! IN PREVISIONE DEL VERTICE DI ANKARA ANNUNCIA CHE RISPETTERA’ GLI IMPEGNI NATO MA NON HA INTENZIONE DI ADERIRE AL SAFE, I PRESTITI EUROPEI PER LA DIFESA – "GIGIORGIA", ALLE PRESE CON LE GRANE LEGGE ELETTORALE E VANNACCI, E' ATTESA DA TRUMP CHE DIFFICILMENTE RICORRERÀ A TONI MORBIDI QUANDO AD ANKARA, LE RICORDERÀ L’IMPEGNO DEL 5% DEL PIL PER LA DIFESA (AL MOMENTO TRA LA DUCETTA E "THE DONALD" NON SONO PREVISTI BILATERALI) - IL FOGLIO: “PREPARATEVI, È GIÀ SUONATO CON LA RAI, IL GONG. IL GOVERNO NON HA PIÙ LA FORZA DI SPENDERE IN DIFESA E IL SOLO CHE HA LA FORZA DI DIRLO È CROSETTO: IL MINISTRO CHE, PER FORZA DI COSE, NON PUÒ PIÙ DIMETTERSI…”

 

Carmelo Caruso per “il Foglio” - Estratti

 

GIORGIA MELONI DONALD TRUMP

Deponete le armi. Meloni rispetterà gli impegni Nato, si presenterà al vertice di Ankara con il 2,8 per cento di spesa militare, ma non ha intenzione di aderire al Safe, i prestiti europei per la Difesa. Nonha intenzione di attivare la Nec, la clausola di salvaguardia, perché “gli italiani non capirebbero e così si perdono le elezioni”. Non ha intenzione perché vuole che a caricarsi la scelta sia il Parlamento.

 

Non ha intenzione perché è iniziata la campagna elettorale e Vannacci fa sudare. C’è ormai chi pensa, in maggioranza, che perfino la legge elettorale sarà votata alla Camera, “ma che al Senato, vedrete, rischia di saltare…”. La Nato ha già deciso di sostenere l’Ucraina per altri due anni, con 70 miliardi, ma l’Italia ha fatto sapere di non condividere il margine temporale perché, e sono fonti diplomatiche di Chigi, “equivale a non scommettere sulla pace”. Il riarmo, sì, ma a loro!

Donald Trump Giorgia Meloni4

 

C’è un ministro della Difesa, nobile, Guido Crosetto, che da anni si batte per spiegare che spendere in sicurezza è come spendere per i ponti e strade, ma c’è un paese che ha già la febbre elettorale, da cabina.

 

Meloni ha bisogno di ventilare la sua propaganda. Il 7 e l’8 luglio vola ad Ankara per il vertice Nato (ha telefonato a Erdogan) e rivedrà Trump. Non sono previsti bilaterali con il presidente bifolco, e c’è da sperare che il 13 luglio Meloni corra a Parigi ad abbracciare ancora i Volenterosi. Resta da capire quanto rende in Italia la buona volontà. C’è un’antica promessa, fatta a L’Aja, che l’Italia intende mantenere, vale a dire raggiungere la traiettoria del 5 cento di spese militari Nato, ma c’è Vannacci, il pericolo percepito. Quanta parte italiana c’è in quei di 70 miliardi Nato a Kyiv?

MEME SU DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI

(…) Le elezioni politiche potrebbero tenersi ad aprile 2027, e Meloni e Giorgetti non vogliono che passi l’idea che il governo spenda in armi al posto della sanità. La spesa italiana in ambito Nato è già arrivata al 2,8 per cento ed è così scorporata: il 2,09 per cento sono spese militari, l’altra parte, lo 0,71 per cento, comprende spese in cybersicurezza, protezione dei confini.

 

L’impegno italiano è che nel 2035 si arrivi al cinque per cento e la crescita è stata costante, ma chi garantisce che ci sarà Meloni ancora? Il governo ha sempre sostenuto l’Ucraina ma ieri ha preteso con gli alleati Nato che il “sostegno” non fosse di due anni, ma di uno, per favorire “l’idea della pace”.

 

Non si sa ancora nulla sul secondo pacchetto di aiuti italiani a Kyiv. Sono tutte spie di un malessere che riguarda il tema armi. Nato e Safe sono questioni diverse. Oltre ad aumentare le spese Nato, il governo ha possibilità in Europa di attivare la Nec, la clausola che permette di deviare gli obiettivi di Bilancio per gli acquisti in Difesa. Sta al governo scegliere come finanziare gli acquisti: può farlo indebitandosi o ricorrendo ai prestiti Safe, europei.

 

Giancarlo Giorgetti Guido Crosetto

E’ ormai una vecchia questione che si trascina da mesi, a colpi di lettere Giorgetti-Crosetto, ma è una questione che si è fatta squisitamente politica, come in passato il Mes. Meloni e Giorgetti sono dell’opinione che sia qualcosa di “troppo tecnico” da spiegare agli italiani e che a pochi mesi dal voto rischia di compromettere la campagna elettorale. La Nec si attiva con un voto in Aula (serve la maggioranza assoluta) e Meloni esclude l’aiuto coraggioso del Pd. Filippo Sensi, uno che potrebbe votare (ma quanti sono i riformisti illuminati del Pd?), scrive: “Stiamo diventando la barzelletta d'Europa sui fondi Safe. Questo continuo pattinare non inganna più nessuno, è tempo di chiarezza sulla difesa e la sicurezza degli italiani. Basta furbate, basta fischiettare, basta rinvii. Ora”. 

 

Giorgia Meloni Guido Crosetto Giancarlo Giorgetti

(...) Sono indizi che fanno una sola prova: le spese militari non verranno davvero aumentate. Preparatevi, è già suonato con la Rai, il gong. E’ suonato con le dimissioni della commissione di Vigilanza Rai, le dimissioni della quinta giornata (direbbe il Manzoni) a pratica chiusa. L’altro giorno, un uomo che ama la Rai, come Roberto Natale, membro del cda, quota Avs, raccontava: “Posso capire le dimissioni dei membri della commissione di Vigilanza, ma che c’entra il cda Rai? Il cda Rai sta lavorando. Non è paralizzato”.

 

Si sta girando in una sola pentolaccia il peggio della propaganda: la Costituzione, la Rai, le armi, la resistenza di Kyiv, la legge elettorale… Sono già gli affari correnti della ragione. Il governo non ha più la forza di spendere in Difesa e il solo che ha la forza di dirlo è Crosetto: il ministro che, per forza di cose, non può più dimettersi.

Donald Trump Giorgia Meloni1giancarlo giorgetti e guido crosettoGIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN Donald Trump Giorgia Meloni2giancarlo giorgetti e guido crosettoDonald Trump Giorgia MeloniDonald Trump Giorgia Meloni5GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN Cerimonia di insediamento Donald Trump Giorgia MeloniDONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EMILIANO CARLI

 

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO