luciano spalletti

“PER IL SAMURAI SPALLETTI LA JUVE ARRIVA OGGI, NELLA SUA VITA, AL MOMENTO GIUSTO” – GIANCARLO DOTTO, AMICO E BIOGRAFO UFFICIALE DI "LUCIO", RACCONTA IL RITORNO DEL TECNICO: “L’UOMO È TORNATO FERRO, DOPO ESSERE STATO LANGUORE. MAI COSÌ GUERRIERO. MAI COSÌ SMANIOSO DI RIVINCITA. SE IN NAZIONALE NON CE L’HA FATTA È PERCHÉ, I CALCIATORI, LUI LI DEVE VEDERE TUTTI I GIORNI. DEVONO STARE TUTTI INSIEME NELLA STESSA GABBIA, CHE È POI LA FOLLIA LUCIDA DEL MISTER. LA JUVE, QUESTA SÌ, UNA BELLA VIRATA, UNO SCHERZO, VEDREMO SE SUBLIME O ATROCE, DEL DESTINO. LA 'SIGNORA' È SEMPRE STATA LA SUA CONCLAMATA NEMICA SPORTIVA” 

 

Giancarlo Dotto per il Corriere dello Sport - Estratti

 

luciano spalletti

 

Non fate troppe fantasie. Spalletti in bianco e nero sarà lo stesso che è stato in azzurro vario, molto azzurro, azzurro e nero, azzurro e bianco (Zenit), giallo e rosso, due volte, tutti i colori del mondo.

 

A Torino, come a Napoli, Milano, Roma, San Pietroburgo, Udine, Venezia, Empoli, Genova, Venezia, Ancona, qualunque buco o meraviglia del mondo. Il perimetro della sua testa è il perimetro del suo mondo. Vale per quasi tutti noi, ma lui esagera, come tutti i paranoici di successo.

 

Luciano è una specie di samurai. Lui va in guerra ogni volta. La sua testa è già di suo un elmo. Gli basta lucidarla ogni tanto. Va in guerra pure quando entra in un bar di Montaione e pretende di pagare a tutto il mondo, sconosciuti compresi e guai a sottrarsi.

 

Ti mette al muro (letteralmente). Quando vince, e vince spesso (vince anche quando perde), non sa che farsene, se farsene significa godere, darsi alla pazza gioia. Se perde, il dolore è invece totale.

 

spalletti buffon

Spudorato. Non si lecca le ferite, le apre, le allarga, se ne procura una accanto. Va, in quei giorni di masochismo puro, là dove lo amano, gli animali prima di tutto. La sua tenuta nella campagna a due passi da Firenze, l’unico posto in cui si consente di accettarsi, se non di amarsi. Non ha bisogno che lo calino gli altri nel pozzo dopo averlo frustato e ustionato con l’olio bollente. Nel pozzo ci si cala da solo, la corda se la fa con le sue mani di contadino, bella nodosa, la corda e la mano. Non vede l’ora. È fatto così.

 

(...)

luciano spalletti

Questa sì, una bella virata, uno scherzo, vedremo se sublime o atroce, del destino. La Juventus è sempre stata la sua conclamata nemica sportiva. Quando sgambettava ragazzino alla Fiorentina, la sua squadra del cuore, alla Roma, all’Inter e poi, peggio mi sento, il Napoli.

 

Quando la Juve era quella di Allegri, il toscano di scoglio che si dimentica di stringergli la mano a fine partita e lui lo agguanta e poco ci manca che gli mette le manette.

 

La Juve è sempre stata la sua preda mitica, in piazze così allergiche a quel nome, e tante volte ci ha lasciato le penne. Ma, altre volte, ha goduto, si fa per dire. “Non dobbiamo prendere le loro ripartenze!”, gridava come un ossesso nello spogliatoio prima della partita, cosa che gli viene bene, essendo lui un ossesso vero.

 

Quel 23 aprile 2023 quasi palindromico a Torino, gol finale di Raspadori e scudetto napoletano in tasca. Nella sua vita accade, però, anche qualcosa di molto juventino, molto gobbo, molto intimo, chiamatelo un presentimento, racconta la sua bellissima biografia fantasma, quando Spalletti dedica diverse pagine commosse a Riccardo e Alessio, i due ragazzi delle giovanili della Juve, annegati nel laghetto di Vinovo. Già, il destino. De Laurentiis s’impuntò feroce due anni fa su quella clausola, il giorno dell’addio. Una sanguinosa penale da pagare se Spalletti fosse andato nei dodici mesi successivi in un club italiano.

gennaro gattuso luciano spalletti

 

La fobia, in realtà, era che raggiungesse Giuntoli alla Juve. Non accadde e non sarebbe mai potuto accadere. Arrivò, invece, un’altra chiamata, di quelle che ti fanno perdere la testa, se la testa è quella di Spalletti. La Juve arriva oggi, nella sua vita, al momento giusto. «Devo rimettere a posto le cose… la maniera in cui sono uscito dalla Nazionale, la delusione che ho procurato a me e ai tifosi…». Lo Spalletti che parla così è una garanzia.

 

L’uomo è tornato ferro, dopo essere stato languore. Il ferro con cui monta e inchioda le sue opere geniali sparse nella tenuta di Montaione. Mai così guerriero. Mai così smanioso di rivincita.

 

locatelli icardi insigne totti spalletti

Se in Nazionale non ce l’ha fatta è perché, i calciatori, lui li deve vedere tutti i giorni, li deve toccare, se li deve coccolare, minacciare, spintonare e accarezzare. Devono stare tutti insieme nella stessa gabbia, che è poi la follia lucida del mister, spaventarli e poi sbalordirli all’improvviso con inaudite dolcezze. Col tempo, e se le cose andranno bene, le dolcezze prenderanno il sopravvento.

 

Qualche giorno fa si sono incontrati a Roma, lui e l’amico Silvio Baldini. Si sono abbracciati e detti cose affettuose. Bello vederli insieme e meditare. Due bug del sistema, trovarseli in Nazionale, due soggetti la cui dismisurata passione è un attentato costante. Solo che uno non ce l’ha fatta e l’altro rischia di farcela. Baldini, che è un folle vero, attraversato da lampi di genio, ha raggiunto un suo nirvana, è diventato una Bambola mistica tutta d’un pezzo, inalterabile e intangibile.

luciano spalletti allegri

 

Non ha più quasi nemmeno bisogno di proferire verbo. E, se verbo deve essere, preparatevi al meglio o al peggio. Lui non ha filtri. E funziona. Ragazzi, non ancora intossicati dalle manfrine e dai dollari del mondo, sono ancora lì, disponibili a farsi affascinare da uno così. Spalletti ci ha creduto davvero.

 

Ha sguainato e sguaiato la sua iperbole, ma i ragazzi erano nel frattempo cresciuti, s’erano fatti scaltri, ricchi e saputi, viziatelli alquanto, non più disponibili all’incanto. La ferita di Spalletti non è stata la sconfitta, l’esonero e nemmeno la pesante gogna dei soliti vigliacchi alla tastiera. Ma, l’essersi offerto in pasto con tanto candore, illudendosi d’essere un re, e invece era solo un eccentrico signore un po’ fuori di testa. Si è mostrato nudo e alla fine era solo grottesco.

 

luciano spalletti giancarlo dotto (3)

È andato alla guerra, si è voltato, l’ora dell’incubo, e dietro di lui c’era solo il suo Sancho Panza di sempre, Marco Domenichini. Anni fa, su queste pagine, scrissi una specie di lettera aperta ai tifosi napoletani. “State certi, con Spalletti vi divertirete sicuro”. Facile profezia. Si divertirono, eccome, moltissimo. Non mi resta che replicarla e trasferirla ai tifosi della Juventus. Mi sento di aggiungere una cosa. Kenan Yildiz sarà il suo Francesco Totti di oggi e domani. Nella migliore delle versioni possibili.

totti spalletti amaro montenegromalcom pagani silvio baldini luciano spalletti (2)alex del piero kenan yildizyildiz vlahovicsilvio baldini malcom pagani giancarlo dotto lele adani luciano spalletti (3)luciano spallettigiancarlo dotto lele adani luciano spallettilele adani luciano spalletti (3)lele adani malcom pagani silvio baldini luciano spallettiluciano spalletti giancarlo dottosilvio baldini malcom pagani giancarlo dotto lele adani luciano spalletti (4)totti spalletti amaro montenegro

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…