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È ESPLOSA LA GALASSIA “MAGA” – GLI INFLUENCER E I PODCASTER DI DESTRA COMPLOTTARI E ISOLAZIONISTI, CHE HANNO TIRATO LA VOLATA A DONALD TRUMP, SI RIBELLANO CONTRO LA SVOLTA BELLIGERANTE DEL TYCOON – IL POST DI PASQUA SUI “PAZZI BASTARDI”, CON TANTO DI INVOCAZIONE AD ALLAH, HA FATTO INFURIARE IL PUTINIANO TUCKER CARLSON. ANCHE IL PODCASTER JOE ROGAN E IL NEO-NAZI NICK FUENTES STANNO ABBANDONANDO IL PRESIDENTE. MA LA BASE REPUBBLICANA CONTINUA A SOSTENERLO NONOSTANTE TUTTO…

Traduzione dell’articolo di Zachary Basu per www.axios.com

 

tucker carlson

Gli architetti dell’impero mediatico del MAGA sono in aperta rivolta contro il presidente Donald Trump, disgustati dalla sua minaccia di distruggere “l’intera civiltà” dell’Iran.

 

Perché è importante: la forza politica di Trump è sempre dipesa meno dalle istituzioni di partito e più da un ecosistema mediatico decentralizzato — podcaster, streamer e attivisti che traducono il suo messaggio per milioni di elettori fedeli.

 

All’inizio del secondo mandato di Trump, quella coalizione era unita, potente e sicura di sé: lo aveva appena riportato alla Casa Bianca e credeva che lui avrebbe mantenuto le promesse.

 

alex jones piange 1

Ora, le voci più influenti del movimento stanno lavorando per contenerlo, se non addirittura per farlo cadere, accusandolo di aver tradito le promesse “America First” su cui si è costruito il movimento.

 

Zoom in: ogni defezione, presa singolarmente, potrebbe essere liquidata. Insieme, però, potrebbero rappresentare una minaccia esistenziale per il MAGA.

 

Tucker Carlson ha pubblicato lunedì un monologo di 43 minuti in cui definisce la retorica di Trump sull’Iran moralmente corrotta e persino “malvagia”. Ha espresso indignazione personale per il post pasquale del presidente in cui minacciava di scatenare “l’inferno” sull’Iran, invitando i funzionari statunitensi a disobbedire a eventuali ordini che possano uccidere civili.

 

Nick Fuentes e Tucker Carlson

Alex Jones, teorico complottista di estrema destra che per anni ha difeso Trump, si è commosso in diretta definendo il presidente un “rischio demenza” e sostenendo che debba essere rimosso dall’incarico.

 

L’ex deputata Marjorie Taylor Greene, un tempo tra le alleate più fedeli di Trump al Congresso, ha definito la sua retorica “malvagia e folle” e ha chiesto la sua rimozione tramite il 25° emendamento.

 

Candace Owens, altra ex sostenitrice con milioni di follower nei podcast, ha definito il presidente un “folle genocida” e ha chiesto l’intervento del Congresso e dell’esercito.

 

donald trump megyn kelly

Tra le righe: la rivolta si estende oltre i puristi del MAGA, coinvolgendo anche la galassia di podcaster, comici e influencer della “manosphere” che hanno contribuito a normalizzare Trump tra elettori più giovani e meno ideologizzati nel 2024.

 

Joe Rogan, il gigante dei podcast che ha fornito forse l’endorsement più decisivo a Trump nel 2024, ha definito la guerra in Iran “folle, rispetto a ciò su cui si era candidato”, aggiungendo che molti sostenitori si sentono “traditi”.

 

THEO VON CON DONALD TRUMP

Theo Von, altro comico che aveva ospitato Trump nel suo podcast durante la campagna, ha dichiarato che gli Stati Uniti e Israele — e non l’Iran — sono “i fottuti terroristi”.

 

Tim Dillon, comico anti-establishment noto per i suoi sfoghi senza filtri, è stato durissimo, definendo la promessa “America First” “la più grande truffa della storia”.

 

Sneako, streamer vicino al nazionalista bianco Nick Fuentes, ha espresso rimorso per il suo iniziale sostegno a Trump e ha chiesto il suo impeachment.

 

matt walsh

Zoom out: dubbi e defezioni tormentano il MAGA da oltre un anno, in gran parte alimentati dal sospetto che Trump stia usando il movimento per servire interessi potenti a scapito dei suoi sostenitori.

 

Matt Walsh, commentatore di punta del Daily Wire, ha accolto con favore il licenziamento del procuratore generale Pam Bondi, definendolo atteso da tempo e criticando la gestione “pasticciata” dei file Epstein.

 

Mike Cernovich, tra gli influencer MAGA più seguiti su X, ha denunciato presunti episodi di insider trading, dichiarando che “la corruzione all’interno dell’amministrazione Trump mi ha demoralizzato come mai avrebbero potuto fare i miei nemici”.

 

tucker carlson turning point usa fest

Reality check: le critiche sopra descritte provengono quasi esclusivamente dall’élite degli influencer MAGA — persone con grandi piattaforme e opinioni forti.

 

La base elettorale repubblicana racconta una storia diversa: circa due terzi dei repubblicani continuano a esprimere fiducia nella gestione di Trump sull’Iran, anche se la fiducia del pubblico più ampio è diminuita, secondo un nuovo sondaggio del Wall Street Journal.

 

La podcaster conservatrice Megyn Kelly, pur criticando duramente la decisione di andare in guerra, lo ha detto senza mezzi termini: «Trump potrebbe sganciare una bomba nucleare e voterei comunque repubblicano piuttosto che democratico».

 

donald trump e joe rogan alla ufc di miami

Cosa dicono: «Ciò che conta di più per il popolo americano è avere un comandante in capo che agisca con decisione per eliminare le minacce e mantenerli al sicuro, ed è esattamente ciò che il presidente Trump ha fatto con il successo dell’Operazione Epic Fury», ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca Davis Ingle.

 

«Il presidente Trump ha fatto campagna con orgoglio sulla promessa di negare al regime iraniano la capacità di sviluppare un’arma nucleare, ed è proprio ciò che questa nobile operazione realizza. Il presidente non prende decisioni così cruciali per la sicurezza nazionale basandosi su sondaggi volatili, ma sul miglior interesse del popolo americano».

 

La conclusione: Trump ha sempre superato le opposizioni screditandole — etichettando i critici come “RINO”, “panican” o perdenti. Ma questo copione diventa più difficile da seguire quando i critici sono gli stessi che hanno contribuito a costruire il suo movimento.

DONALD TRUMP

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