schlein conte foto centrosinistra

"È L’IMMAGINE DEL CAMPO STRETTO" – DOPO LA FOTO IN OSTERIA DELLA BANDA DEI 4 LEADER PROGRESSISTI SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, I RIFORMISTI DEM AFFILANO I COLTELLI: “QUEL VERTICE È UN BOOMERANG CHE RISCHIA DI UMILIARE IL RIFORMISMO CENTRISTA” - "CONTE HA IMPOSTO ALLA COALIZIONE DI NON INVITARE RENZI AL TAVOLO MENTRE SCHLEIN ESCE INDEBOLITA. LO SCATTO FA VEDERE L'ALLARGAMENTO AL CENTRO COME UN PROCESSO ACCESSORIO” - DELLA VEDOVA DI +EUROPA: "SE LA LORO STRATEGIA È L'AUTOSUFFICIENZA, AUGURI" – DALLA FOTO DI VASTO AL TEMPO DI BERSANI, VENDOLA E DI PIETRO AL PATTO DELLA BIRRA, AL CENTROSINISTRA LE FOTO "ICONICHE" DEI LEADER NON HANNO PORTATO GRANCHÉ BENE…

1 - SCINTILLE DOPO IL VERTICE DEL CAMPO LARGO, 'QUELLA FOTO È UN BOOMERANG' 

 (di Luca Ferrero) (ANSA) – Alta tensione a poche ore dal vertice con cui i leader del campo progressista hanno rilanciato i lavori sul programma in vista delle politiche. A far discutere, ancora una volta, sono più gli assenti che i presenti.

NICOLA FRATOIANNI, GIUSEPPE CONTE, ELLY SCHLEIN, ANGELO BONELLI

 

Nell'osteria di Campo de' Fiori, accanto a Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, mancava la componente moderata del centrosinistra: da Matteo Renzi a Riccardo Magi.

 

I fari si accendono così su una galassia centrista ancora lontana dal fare sintesi. "È la foto del campo stretto", il commento più soft che arriva dai riformisti Pd. Dove, tra i malumori, i più agguerriti puntano il dito: "quel vertice è un boomerang, un incidente che rischia di umiliare il riformismo centrista".

 

Parole che riaccendo le frizioni interne ai dem, mentre si accendono i battibecchi tra chi c'era e chi no. Avs difende il perimetro della coalizione ritratto in foto e +Europa va all'attacco. Dalle file M5S, intanto, c'è chi torna ad alzare il veto su Renzi ingaggiando la sfida muscolare con Iv. 

   

 Nel mezzo dei fuochi incrociati, dal Nazareno arrivano segnali distensivi. Ieri, la segretaria avrebbe sentito personalmente sia Renzi che Magi: un modo per rassicurarli sul fatto che il vertice non deve essere affatto considerato come il tavolo di coalizione sul programma. "Quello si aprirà a settembre", è la linea tenuta dai vertici del Pd.

 

giuseppe conte alessandro onorato elly schlein assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse 2

Dove si consolida un ragionamento: la coalizione non finisce in quella foto, il perimetro è quello delle alleanze per le regionali, con dentro anche Iv. Insomma, la segretaria - che convoca una direzione per martedì - resta "testardamente unitaria". Ma la medesima linea non è condivisa in ogni angolo della tavola imbandita a Campo de' Fiori.

 

    Conte ripete ai suoi una riflessione fatta anche a ridosso del vertice e che suona così: "nessuna preclusione, ma valutare bene i compagni di strada". Chiara Appendino alza il tiro. "Renzi è inaffidabile, averlo in coalizione farebbe perdere voti e sarebbe tafazziano", dice facendosi portavoce di una posizione non trascurabile nella pancia del Movimento. "Appendino si permette di dare ad altri patenti di affidabilità quando è stata condannata", la replica affilata del vicepresidente Iv Enrico Borghi. 

matteo renzi e i riformisti - vignetta by osho

    Battibecco, però, che non trova grossi seguiti ai vertici dei rispettivi partiti. Renzi, in partenza per Chicago per l'inaugurazione dell'Obama Presidential Center, non raccoglie "le polemiche di chi pensa di essere autosufficiente".

 

Il leader di Italia Viva non sembra preoccupato e ai suoi ripete: liberarsi di Giorgia Meloni è un obiettivo troppo grande per lasciarlo naufragare tra litigi e veti. Ai vertici del Movimento, intanto, resta l'alert. E qualche big fa da contrappunto ad Appendino.

 

"anziché dare lustro a Renzi, dobbiamo lavorare a nuove intese", ragiona un pentastellato di peso. Lasciando intendere che i dubbi non sono su tutta la galassia centrista. E infatti Conte è stato uno dei primi a sostenere Progetto Civico di Alessandro Onorato, in competizione al centro con Casa Riformista di Renzi. 

    "Conte ha imposto alla coalizione di non invitare Renzi al tavolo mentre Schlein esce indebolita", affonda a microfono spento un riformista di spicco. Che non nasconde lo "stupore" condiviso da buona parte dell'ala dem più moderata. "

 

giorgio gori lorenzo guerini filippo sensi marianna madia pina picierno lia quartapelle

La foto fa vedere l'allargamento al centro come un processo accessorio", ragiona un altro parlamentare dem. Che guarda di traverso alle dichiarazioni che giungono da Avs.

 

"Pd, M5S e Avs oggi rappresentano circa il 42% dei consensi e si assumono l'onere di fare un passo avanti", dichiara Fratoianni. "Se la loro strategia è quella dell'autosufficienza, auguri", attacca Della Vedova di Più Europa. Mentre per Magi la "foto centrosinistra è a stessa di un anno fa". Bonelli di Avs, però, non molla. "Un tavolo a 9, con tutte le formazioni di centro, - spiega - è impraticabile".

 

Da qui la spinta perché si "consolidi un'area civica e moderata". Lo stesso appello arriva da un'altra parte della galassia centrista, quella rappresentata da Ernesto Ruffini. Che invita a lasciare da parte le "frammentazioni" per "costruire uno spazio comune per le forze riformiste ed europeiste".

 

vendola bersani di pietro patto di vasto

    Intanto, le piazze sul programma lanciate per luglio sono in costruzione. Ai punti programmatici già condivisi verrà affiancato almeno un pacchetto di proposte sull'energia. Mentre di primarie i leader non avrebbero parlato. Anche se c'è chi inizia a considerare l'ipotesi del doppio turno. 

 

2 - L'ALLEANZA DEI SELFIE 

Francesca Schianchi per “la Stampa” - Estratti

 

Altre elezioni politiche laggiù all'orizzonte, altra foto simbolo: eccoli qui, quattro amici al bar, pardon al ristorante, che vorrebbero cambiare il mondo o almeno il governo del Paese. I leader di AvS Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, il presidente del Movimento cinque stelle Giuseppe Conte, la segretaria dem Elly Schlein più sorridente di tutti, ché questa benedetta unità la predica da tre anni e mezzo e suggellarla con una (nuova) foto le sembra il suo Himalaya scalato fino in vetta. 

 

speranza zingaretti di maio conte patto di narni

Uno scatto che serve a indicare una svolta: si potrebbe chiamare il patto del Paradiso, dal nome della piazza in cui si sono incontrati, che più di buon auspicio di così non si potrebbe. Sapendo però che la comunicazione in politica conta eccome, ma una fotografia non è ancora un programma: per dire, gli stessi protagonisti, con l'aggiunta del leader di +Europa Riccardo Magi, brindavano allegri in un'istantanea del settembre 2024 al termine della Festa di AvS, il patto della birra fu battezzato quella volta.

 

Due mesi e mezzo fa, sorridevano bersagliati dai flash dei fotografi alla manifestazione improvvisata la sera della vittoria del No al referendum, e già si sentivano con un piede a Palazzo Chigi. Eppure, non è che da quegli scatti, promesse di rivoluzioni, il percorso dell'alleanza abbia fatto grandi passi avanti. 

 

A dire il vero, fossero i quattro protagonisti superstiziosi, dovrebbero anche prendere con le pinze foto e scatti iconici, che al centrosinistra non hanno portato granché bene. Mentre di là, nel centrodestra, è una carrellata di immagini che da decenni certificano sempre la stessa coalizione – metti Salvini al posto di Bossi o Meloni al posto di Fini, sposta l'ordine degli addendi, cioè dei pesi elettorali, ma il risultato non cambia – di qua sono anni di faticosi abboccamenti e plateali rotture. 

conte schlein bonelli fratoianni magi patto birra

Spesso precedute da immagini pensate come garanzia di percorso comune. 

 

Prendi la famosa foto di Vasto, settembre 2011: il governo Berlusconi ostaggio dello spread e delle cene eleganti; il segretario Pd Pier Luigi Bersani, il leader di Italia dei valori Antonio Di Pietro e quello di Sinistra e libertà Nichi Vendola su uno stesso palco della cittadina abruzzese, obiettivo prepararsi insieme alle elezioni considerate ormai prossime.

 

Solo che alla caduta di Berlusconi parte il governo Monti, nel frattempo gli outsider Cinque stelle crescono come uno tsunami, Di Pietro fa alleanza con Ingroia: risultato, la foto di Vasto resta negli annali come simbolo della non vittoria del centrosinistra del 2013. 

 

fratoianni schlein conte bonelli al monk

O in tempi più recenti, altro scatto da ricordare, la foto di Narni, ottobre 2019. 

Dopo anni di attacchi sanguinosi, Pd e Cinque stelle hanno appena fatto partire il governo Conte Due, stesso premier di prima ma maggioranza di centrosinistra.

 

A sostenere il candidato comune alle Regionali umbre eccoli lì, in prima fila, l'allora leader stellato Luigi Di Maio e l'allora segretario dem Nicola Zingaretti, che a breve incoronerà il presidente del consiglio «punto di riferimento dei progressisti»: sembrava l'inizio di una lunga storia, invece in Umbria sarà un disastro (vittoria del centrodestra col 57 per cento), e arrivati alle Politiche, tre anni dopo, divisi Pd e Cinque stelle dalla scelta di far cadere il governo Draghi, ognuno va per la sua strada garantendo la vittoria a Giorgia Meloni e alla sua coalizione.

 

A voler essere pignoli, si potrebbe ricordare anche il bacio di Carlo Calenda all'allora leader dem Enrico Letta per sancire l'alleanza per le Politiche 2022: uno scatto durato poco più di una storia di Instagram, le poche ore che ci mise il fondatore di Azione a scappare a gambe levate dalla coalizione. 

fratoianni conte schlein bonelli

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