martella schlein de luca

ELLY A PEZZI! SCHLEIN E IL CAMPO LARGO FALLISCONO IL MINI TEST DELLE AMMINISTRATIVE – OLTRE ALLA DELUSIONE VENEZIA CON IL RISULTATO NETTAMENTE SOTTO LE ASPETTATIVE DEL GRIGIO MARTELLA, PER LA SEGRETARIA DEM, INADEGUATA A GOVERNARE LA POLITICA, BRUCIANO ANCHE I CASI DEI CACICCONI DE LUCA E CRISAFULLI CHE HANNO PRESO UNA BARCA DI VOTI SENZA IL SIMBOLO DEL PD – L’AMORALE DELLA FAVA? PER IL CENTROSINISTRA NESSUNA VITTORIA È SCONTATA, TANTO MENO QUELLA DELLE POLITICHE. LA PROSSIMA TORNATA ELETTORALE SARÀ NEL 2027 CON LE GRANDI CITTÀ, ROMA, MILANO, TORINO, BOLOGNA E NAPOLI. QUELLA CHE MELONI TEME COME LA PESTE, PERCHÉ SULLA CARTA È L’ULTIMO VOTO PRIMA DELLE POLITICHE. SEMPRECHÉ IL GOVERNO DURI FIN LÌ - DAGOREPORT

DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/politica/minchiata-piu-madornale-elly-schlein-e-stata-scelta-candidato-andrea-475313

 

 Daniela Preziosi per “Domani” - Estratti

 

È deludente Venezia, è deludente per un centrosinistra che nell’unico capoluogo di regione al voto domenica e lunedì scorsi, si era illuso di vincere in gondola, e magari con il vento in poppa, dopo i disastri del governo Meloni alla Fenice e poi alla Biennale, e invece è andata tutta al contrario. Il campo largo ha creduto ai suoi desideri, e ai sondaggi. Forse anche la capitale della cultura si è venetizzata.

andrea martella e elly schlein

 

Fatto sta che dal minuto uno dello scrutinio Simone Venturini, il giovane assessore uscente della giunta Brugnaro, suo fido scudiero, ex Udc riciclatosi come civico, si è piazzato al comando dello spoglio, di misura, ma quanto basta per vincere al primo turno, almeno secondo i dati disponibili nel momento in cui Domani va in stampa.

 

 

 

Quello che sorprende di più è la percentuale risicata di Andrea Martella, candidato di un campo largo ma non larghissimo (dentro Prc, fuori Azione che ha sostenuto la destra) che resta sotto il 40 per cento, dunque aumenta la percentuale della somma raccolta dal campo largo nel 2020, ma si ferma al di sotto della soglia della competitività. E poco rileva la piccola percentuale di Michele Boldrin, il liberale che scommetteva di fare l’ago della bilancia al secondo turno. Unica nota positiva per il Pd: è il primo partito al 24 per cento.

 

 La cartina delle amministrazioni dunque cambia di poco le sue bandierine. Ed è questa la delusione principale del centrosinistra, che sperava di intercettare almeno una parte della buona onda del referendum, di appena due mesi fa. Alla fine del primo turno, invece, quasi tutto resta così com’è. I due principali schieramenti si scambiano qualche città: passa da destra a sinistra Pistoia, in Toscana, dove Giovanni Capecchi archivia al primo turno il decennio di FdI, e seppellisce la stagione del golden boy meloniano Alessandro Tomasi; (...)

elly schlein e andrea martella

 

 

 

(...)

«Bene in Toscana», dice alle 18 in punto Igor Taruffi al Tg2. È la prima voce dello schieramento a parlare, e a lungo l’unica. Segnala anche il risultato di Avellino, dove il candidato del centrosinistra arriva al ballottaggio. Avverte che «il risultato rimane locale» e soprattutto predica prudenza: «I conti si fanno alla fine». 

 

(...)

 

 

Poi ci sono le sfide “civiche”. Nelle quali si leggono risultati indigeribili per il campo largo: a Salerno l’ex presidente della Campania Vincenzo De Luca stravince, per la quinta volta, appoggiato dal Pd locale, ma senza il simbolo di partito, che il Nazareno non ha concesso. Come a Enna, dove l’ex senatore dem Mirello Crisafulli, altro caciccone, sbanca e si permette di spernacchiare: «Niente simbolo Pd? Meglio, più voti». A Messina resta a un altro De Luca, Cateno, con la rielezione di Federico Basile, dimissionario, che spazza via il candidato di destra Marcello Scurria.

VINCENZO DE LUCA CON ELLY SCHLEIN

 

 

 

La lezione amara

Il centrosinistra si prende dunque una lezione, un bagno di realtà, mentre la destra tira un sospiro di sollievo. Gli alleati si fanno forza. «Non c’è stata la spallata del centrodestra», secondo Maria Elena Boschi (Iv): «Queste amministrative raccontano una realtà molto articolata in cui i risultati dei partiti della maggioranza mostrano numeri ben lontani dai trionfalismi di queste ore». Dal M5s viene sottolineato il «carattere locale» della consultazione.

 

 

 

mirello crisafulli

Giorgia Meloni, convinta di perdere male, non aveva quasi fatto campagna elettorale. Elly Schlein invece si è spesa quasi ovunque (non a Salerno, ovviamente, né in Sicilia). La segretaria Pd, come gli alleati, aveva scommesso in un segnale più chiaro del paese verso l’alleanza. Sarà stato anche un “minitest” (oltre 6 milioni di votanti potenziali, 626 comuni), ma il segnale è arrivato: ed è una doccia fredda.

 

 

 

Dice che per il centrosinistra nessuna vittoria è scontata, tanto meno quella delle politiche. Sconfortante anche l’affluenza: si ferma al 60 per cento, sotto di oltre 4 punti rispetto alla precedente tornata elettorale. Dunque questa tornata, “mini” quanto si vuole, è l’ultima del 2026, la prossima sarà nel 2027 con le grandi città, Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli. Quella che Meloni teme come la peste, perché sulla carta è l’ultimo voto prima delle politiche. Sempreché il governo duri fin lì.

mirello crisafulli 2elly schlein vincenzo de luca

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO