schlein salis conte

MA ELLY, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX PER LE PRIMARIE, LO SA CHE GIUSEPPE CONTE LE VINCEREBBE A MANI BASSE? – IL SONDAGGIO “IZI” CONSACRA IL LEADER DEL MOVIMENTO 5 STELLE CHE SBARAGLIEREBBE TUTTI I POSSIBILI CANDIDATI ALTERNATIVI (ANCHE SILVIA SALIS, CHE INFATTI DICE NO AI GAZEBO). ELLY SA CHE ANCHE UN PEZZO DI PD È PRONTO A SOSTENERE PEPPINIELLO? MA LA SEGRETARIA CON UNA FIDANZATA E TRE PASSAPORTI SI FA FORTE DEL PRECEDENTE DELLE PRIMARIE DEM: DOPO I CONGRESSI NEI CIRCOLI, RIBALTO’ NEI GAZEBO LA SFIDA CON BONACCINI (CHE NON LA VIDE ARRIVARE)…

Marco Damilano per "Domani" - Estratti

 

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE

Lunedì sera Elly Schlein è stata ripresa mentre correva felice verso piazza del Popolo, dove si era radunata una folla per festeggiare la vittoria del No al referendum. L’immagine di una leader che è sempre chiamata a correre, a vincere le competizioni non da favorita, ma da imprevista. 

 

(...)

 

Invece, il trionfo inatteso dei No, con la leader del Pd che era stata tra i pochi a scommettere su questa battaglia, ha costretto tutti a rivedere la loro strategia. Il primo a farlo è stato Giuseppe Conte. Fino a lunedì pomeriggio il leader dei Cinque stelle era gelido sull’ipotesi di primarie per scegliere il candidato premier del campo progressista.

 

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

Invece ora ha rotto gli indugi e ha annunciato che intende correre, per vincere. Una mossa di sapore politicista, mentre le piazze si riempivano di cittadini festosi, ma che è servita a Conte per evitare che Schlein si intestasse la leadership politica del No, ma è anche dettata da un dato di fatto.

 

I sondaggi sono dalla sua parte. Almeno per ora.

 

Il sondaggio Il sondaggio esclusivo dell’Istituto Izi per Domani, effettuato all’indomani del voto referendario, il 24 e il 25 marzo, dice che se si votasse oggi per le primarie del centrosinistra Conte vincerebbe contro ogni avversario.

 

Primo con il 38 per cento in una competizione a quattro, con la sindaca di Genova Silvia Salis al secondo posto con il 30,4, terza Schlein al 18,9, quarto il candidato di Avs Nicola Fratoianni o Angelo Bonelli (12,6).

 

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ROBERTO GUALTIERI - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE

Ma Conte vincerebbe anche in una competizione a tre (seconda Salis, terza Schlein) e a due: con quasi il 60 per cento contro Schlein e contro Salis. In caso di duello Schlein-Salis, sarebbe invece la sindaca di Genova a prevalere sulla segretaria del Pd, con il 55 contro il 49.

 

 

Questo il punto di partenza, tra elettori che al 61,1 per cento ritengono che le primarie siano ancora uno strumento utile per scegliere il candidato premier. Una percentuale alta, ma lontana dai quattro milioni e mezzo che nel 2005 votarono per le prime primarie di coalizione che nominarono Romano Prodi candidato premier contro Silvio Berlusconi.

 

Parteciparono tutti leader della coalizione, a cominciare da Fausto Bertinotti, partecipò soprattutto il popolo del centrosinistra.

 

Nel 2012, nuove primarie di coalizione, con il leader di Sel Nichi Vendola, la consigliera del Pd veneto Laura Puppato, Bruno Tabacci e i due candidati maggiori per cui il Pd cambiò le regole di accesso: Pier Luigi Bersani, il segretario del Pd, e il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

 

 

schlein fratoianni bonelli conte

Le sagome cartonate di Bersani e di Renzi abbracciati accolsero i delegati dell’Assemblea Pd all’hotel Ergife, l’idea di mettere le sagome cartonate dei due candidati era stata di Pippo Civati.

 

«Vuole fare una foto tra i due candidati?», «Vuol partecipare alle primarie?

 

» chiedeva ai dirigenti una giovanissima videomaker, si chiama Elly Schlein. Vinse Bersani, al ballottaggio, sessanta a quaranta per cento. Ma non-vincerà le elezioni.

SONDAGGIO IZI PER DOMANI

Servono le primarie? Le primarie servono prima di tutto a formare il campo: elettori di partiti diversi che si mescolano nei gazebo insieme sono una spinta per la successiva campagna elettorale.

 

E l’apertura di Conte certifica la definitiva adesione dei Cinque stelle alla coalizione di centrosinistra: una vittoria della strategia unitaria di Schlein, eletta segretaria quando le opposizioni erano andate in frantumi, consegnando nel 2022 il paese a Giorgia Meloni. Il secondo obiettivo è affidare la scelta del candidato premier agli elettori e non agli accordi di partito, i sondaggi, le agenzie di comunicazione.

 

Decadono i papi stranieri, i federatori a tavolino, anche Salis infatti dalle primarie si sta tirando fuori.

giuseppe conte elly schlein 4

Il terzo è rimescolare le carte, come ha riassunto Dario Franceschini sulla Stampa del 25 marzo: «La nuova sfida è fare sintesi tra l’area moderata e i giovani di sinistra radicale che hanno votato No al referendum sulla Costituzione».

 

In assenza di una nuova legge elettorale che il referendum ha allontanato, con l’attuale Rosatellum vale quanto detto da Luigi Zanda su Domani: candidato premier è il leader del partito maggiore della coalizione, ovvero Schlein.

 

Con una legge che obbliga la coalizione a indicare prima il candidato premier le primarie diventerebbero invece inevitabili, e allora lo scontro di sposterà sulle regole: aperte o chiuse, a turno unico o a doppio turno, con quanti candidati.

franceschini schlein salis

Dibattiti non appassionanti.

 

Le primarie recinto di apparati tengono lontani i giovani e gli elettori astenuti dai gazebo. Ancor più i giochi di corrente di cui già si parla: un pezzo di Pd pronto a sostenere Conte alle primarie (e non la segretaria), in cambio di future posizioni governative in caso di vittoria.

 

L’occasione di Schlein Per Schlein, data ora per battuta, sono l’occasione per proseguire l’operazione di ricucitura e di allargamento dell’elettorato. Non a caso la campagna di ascolto del Pd si intitola “L’Italia che sentiamo”, che riecheggia quella vincente dell’Ulivo di trent’anni fa, l’Italia che vogliamo.

 

silvia salis elly schlein 7

Di certo, la leader dovrà ricominciare a correre. Come fece alla fine del 2022, quando decise di candidarsi alla segreteria del Pd contro il presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che era strafavorito. Bonaccini vinse tra gli iscritti al Pd con il 53 per cento, Schlein si fermò quasi venti punti sotto, al 35. I sondaggi sul voto dei gazebo, in calendario per la settimana successiva, erano in linea: Bonaccini era sopra il 60 per cento, in vantaggio di venti punti. Invece vinse Schlein. Non l’avevano vista arrivare. Ora la corsa ricomincia.

CONTE SCHLEIN SALIS DECAROMANFREDI SCHLEIN SALIS

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