erri de luca

“SONO UN SIONISTA, LO DICO AD ALTA VOCE E NON MI IMPORTA DEL PREZZO. IL GENOCIDIO A GAZA? UNA DISTORSIONE STORICA E VERBALE” – LO SCRITTORE ERRI DE LUCA PARLA A UN GIORNALE ISRAELIANO (COME MAI NON HA RILASCIATO INTERVISTE A MEDIA ITALIANI O EUROPEI?) E DEFINISCE IL SIONISMO “IL RICONOSCIMENTO PIÙ SEMPLICE E BASILARE DEL DIRITTO DEGLI EBREI A UNA PATRIA NAZIONALE, A UNA DIFESA ESISTENZIALE E NECESSARIA - GLI INSULTI DELLA CRICCA LETTERARIA? NON MI TOCCANO. SONO VOLONTARIAMENTE ISOLATO DAL MONDO CULTURALE ITALIANO DA UN QUARTO DI SECOLO. NON HO MAI ACCETTATO DI…”

 

Da ilfoglio.it - Estratti

 

erri de luca

"L’arrivo di Erri De Luca la prossima settimana all’International Writers Festival di Mishkenot Sha’ananim a Gerusalemme, con il sostegno della Jerusalem Foundation, non è una tappa del tour promozionale di uno scrittore internazionale.

 

E’ un atto di allineamento morale contro i venti dominanti”. Così il giornale Israel Hayom. La direttrice del festival, Julia Fermentto-Tzaisler, quest’anno aveva invitato il Nobel sudafricano J.M. Coetzee, una delle figure più acclamate della letteratura contemporanea, che però ha deciso di boicottare Israele.

 

De Luca prenderà parte all’incontro “From Naples to Jerusalem”, che prevede un dialogo con il professore universitario Uri S. Cohen sul clima letterario e culturale dell’Italia contemporanea, oltre che sulle opere dell’autore partenopeo e sul suo nuovo libro che sarà presto pubblicato in ebraico. “Non è solo un romanziere e poeta di riferimento, ma anche un attivista sociale, che parla yiddish ed ebraico antico, che ha tradotto la Bibbia in modo unico” è la descrizione di De Luca che si può leggere sulle pagine ufficiali del festival.

erri de luca scalatore 2

 

“In Italia, e in gran parte dell’occidente oggi, sionista è una maledizione” dice a Israel Hayom. “Un insulto che ti lanciano per segnare i confini di ciò che è inaccettabile. Per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria.

 

Chiunque riconosca il diritto di Israele a esistere qui, chiunque veda due entità vivere fianco a fianco, è già sionista per questo fatto stesso. In Europa ci sono molte persone che la pensano così ma hanno paura della loro stessa ombra. Non sanno di essere sionisti. Io lo dico ad alta voce, e non mi importa del prezzo’.

 

erri de luca scalatore

Recentemente ha corrisposto con la sua amica, la cantante Achinoam Nini. Lei gli ha chiesto di partecipare a un evento che sta organizzando a Firenze a luglio. De Luca non ha cercato di smussare gli spigoli per compiacere qualcuno e ha posto una condizione morale esplicita. ‘Le ho detto: sarò felice di venire, ma sono sionista. Non sono capace di sedermi nella stessa stanza o condividere un palco con persone che desiderano che Israele venga cancellato dalla mappa. E, cosa più importante, non collaborerò con nessun evento o forum in cui si parli di genocidio in riferimento a Gaza’”.

 

L’uso del termine “genocidio” suscita in lui una profonda rabbia grammaticale. “So benissimo cosa sia un genocidio, e applicarlo alla guerra di Gaza è una distorsione storica e verbale. Ciò che è accaduto a Gaza è una guerra brutale e moderna, in cui il numero di vittime civili è enorme e terribile perché quando si combatte in uno spazio urbano denso, tra scuole e ospedali, la popolazione paga sempre il prezzo più alto. Lo abbiamo visto a Mosul, a Raqqa e a Mariupol. E’ l’effetto inevitabile del combattere un nemico che si trincera tra i propri civili.

erri de luca no tav

 

E’ terribile, ma non è genocidio”. La migliore prova dell’assurdità, dice, sta nel movimento operativo delle Forze di Difesa Israeliane. “Se l’obiettivo dell’esercito fosse lo sterminio di un popolo, aveva un bersaglio perfettamente immobile, dato che l’intera popolazione era concentrata dentro la città.

 

Il fatto che Israele abbia ripetutamente spostato la popolazione civile, da nord a sud e da sud a nord, per allontanarla dalle zone di combattimento attivo, rende questa accusa vuota. Non si basa su fatti o osservazioni, ma su un chiaro desiderio di insultare Israele e di ferirne la legittimità.”. Ha quindi chiarito a Nini di non essere disposto "a fare da ornamento intellettuale a gruppi che usano queste parole”.

 

erri de luca 6

La solitudine non spaventa Erri De Luca. Guarda con cortese disprezzo l’establishment culturale italiano, che ora cerca di punirlo con il silenzio o l’ostracismo. “Gli insulti della cricca letteraria non mi toccano. Sono volontariamente isolato dal mondo culturale italiano da un quarto di secolo. Non ho mai accettato di partecipare a premi letterari, né come candidato, né come giudice, né come ornamento. Non mi interessano le piccole conventicole, la politicizzazione a buon mercato delle case editrici.

 

Quando una persona è appoggiata a una parete di roccia, non ha bisogno di un critico letterario che tenga la corda”. L’amore quasi mistico di De Luca per la lingua ebraica, la Bibbia e la cultura ebraica, e di conseguenza per Israele, sembra a prima vista un enigma letterario senza radici.

 

E’ nato a Napoli, cresciuto in una famiglia cattolica e non è stato esposto nell’infanzia a nessun filo biologico di connessione. Questo enigma ha turbato non solo i suoi lettori, ma anche i suoi cari. “La guerra, la distruzione di Napoli e lo sterminio degli ebrei europei sono gli eventi in cui mi sono sentito coinvolto e personalmente impegnato, nel profondo”

erri de luca a processo

 

erri de luca 2erri de luca nel documentario di tony saccucci su lotta continua

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