LA FAIDA DELLE TOGHE – LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI MAGISTRATI SI È SCHIERATA CONTRO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, CON L’ANM CHE PORTA AVANTI LA CAMPAGNA PER IL “NO” IN VISTA DEL REFERENDUM: DAL PROCURATORE AGGIUNTO DI ROMA, GIUSEPPE CASCINI, AL SOSTITUTO PROCURATORE ANTIMAFIA, NINO DI MATTEO – SUL FRONTE DEL “SÌ” C’È UNA TRUPPA PIÙ RISTRETTA, GUIDATA DA TONINO DI PIETRO. L’ULTIMO ACQUISTO È L’EX PROCURATORE GENERALE DELLA CASSAZIONE, LUIGI SALVATO, CHE HA CAMBIATO IDEA A SORPRESA – LA DESTRA ATTACCA IL COMITATO PER IL “NO”: “L’ANM HA GIÀ VERSATO 500 MILA EURO…”
Estratto dell’articolo di Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”
comitato per il no al referendum sulla giustizia - enrico grosso e antonio diella
C’è chi dice No. Ma c’è anche chi dice Sì. E, via via che si avvicina il referendum sulla riforma Nordio — in data ancora da fissare dopo il 15 marzo — cresce la polarizzazione tra le toghe. Con critiche incrociate, amplificate dalla politica.
Contro la riforma della separazione delle carriere, doppio Csm con membri togati sorteggiati e istituzione di un’Alta corte disciplinare con sanzioni inappellabili, l’Associazione nazionale magistrati ha fondato il comitato «Giusto dire NO». Moltissimi si sono già spesi contro la modifica costituzionale, a fianco di battitori liberi come il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri.
Carlo Nordio e Silvia Albano e antonio di pietro ad Atreju - foto lapresse
Naturalmente ci sono i vertici Anm, a cominciare dal presidente, Cesare Parodi (Mi) e dal segretario generale Rocco Maruotti (Area Dg), pm a Rieti, il vicepresidente Marcello De Chiara, Giudice della Corte d’appello di Napoli (Unicost); e ancora il vicesegretario, pm a Rimini, Stefano Celli, Paola Cervo (Area Dg) giudice di sorveglianza a Napoli, Chiara Salvatori (Mi) giudice civile a Roma, Monica Mastrandrea (Unicost) giudice a Torino.
Ma in campo sono scesi anche l’ex presidente Anm, Giuseppe Santalucia, presidente di sezione in Cassazione, Giuseppe Cascini procuratore aggiunto a Roma, Domenico Pellegrini presidente del Tribunale dei minori di Genova ed Enrico Infante nuovo procuratore di Foggia.
Ma anche la presidente dell’ufficio gip Milano, Vincenza Maccora, Cristina Ornano presidente del Tribunale di sorveglianza di Cagliari, Piergiorgio Morosini presidente del Tribunale di Palermo, Mimmo Truppa presidente aggiunto dell’ufficio gip di Bologna, Domenico Santoro gip a Milano, come Chiara Valori.
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Ma si sono schierati anche Domenico Canosa, consigliere della Corte d’Appelo dell’Aquila, Andrea Vacca, pm a Cagliari, il procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, il procuratore generale di Cagliari, Luigi Patronaggio e il procuratore della stessa città, Rodolfo Sabelli, insieme con gli ex presidenti dell’Anm Luca Poniz, ed Eugenio Albamonte, entrambi per il No.
[…] Tra i nomi più conosciuti anche Nino Di Matteo e pensionati come gli ex presidenti della Corte di cassazione, Margherita Cassano ed Ernesto Lupo, e gli ex procuratori di Torino Marcello Maddalena e Giancarlo Caselli. In più, dicono all’Anm, «la stragrande maggioranza degli iscritti che sono il 98% dei magistrati, quasi 9.300».
Ma si fa sempre più numerosa anche la schiera dei favorevoli alla riforma, accanto all’ex pm di Mani Pulite, Antonio Di Pietro. Tra i fondatori del comitato SìRiforma, presieduto dall’ex vicepresidente della Corte costituzionale, Nicolò Zanon, figurano: il consigliere di Cassazione, Giacomo Rocchi, il procuratore di Parma, Alfonso D’Avino, il procuratore di Lecce, Giacomo Capoccia, il pm Paolo Itri, Rosita D’angiolella, consigliere di Cassazione, Ettore Manca presidente di sezione del Tar di Lecce e componente del Cpga (il Csm dei giudici amministrativi) e Raimondo Orrù, viceprocuratore onorario a Roma.
Ma ci sono anche Giuliano Castiglia, ex Gip a Palermo e ora Presidente della Corte di Giustizia Tributaria di Primo Grado di Palermo, e la pm Annalisa Imparato. E ancora il procuratore di Varese, Antonio Gustapane e l’ex procuratore generale della Cassazione, Luigi Salvato, che ha lasciato stupiti i fautori del No per aver cambiato idea: fino a pochi mesi fa definiva la riforma inutile e dannosa.
Ma a tenere banco ieri è stato lo scontro sui finanziamenti dei comitati. Nel mirino dei fautori dei Sì sono finiti i fondi che l’Anm sta destinando alla campagna del No. Gaia Tortora all’Anm: «Chi finanzia la vostra campagna?». Enrico Costa (Fi) rincara: «L’Anm ha già dato al comitato 500 mila euro. Ma perché se un partito riceve da un soggetto più di 100 mila euro viola la legge e nessuno si meraviglia che l’Anm abbia aumentato le quote e le versi al comitato?».
giorgia meloni e cesare parodi - incontro tra anm e governo a palazzo chigi
L’Anm: «La campagna è gestita dal comitato GiustodireNo che è di natura civica e riceve contributi dell’Anm e di privati». E i comitati, aggiunge Maruotti, «non hanno limiti nella raccolta di donazioni, né vi si applica la legge sui finanziamenti ai partiti».





