conte schlein fratoianni renzi

"MAI PIÙ JOBS ACT" – ALLA FESTA PER I 125 DELLA FIOM A BOLOGNA, ELLY SCHLEIN, GIUSEPPE CONTE E NICOLA FRATOIANNI SI DANNO DI GOMITO PARLANDO DI SALARIO MINIMO E RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO FINO A QUANDO PARTE IL CETRIOLO CONTRO RENZI DA PARTE DI FRATOIANNI: “A FREGARE I LAVORATORI NON È STATA SOLO LA DESTRA, MA ANCHE IL COSIDDETTO CENTROSINISTRA, PER SUBALTERNITÀ CULTURALE ALLA DESTRA” – IL PUBBLICO MANDA I SUOI “BUUU” AL FANTASMA DI RENZI E CONTE GONGOLA: “CHI SONO IO PER AGGIUNGERE ALTRO?” – SCHLEIN SI SMARCA: “CON LE FORZE CHE RAPPRESENTIAMO STASERA NON SIAMO AUTOSUFFICIENTI” – BETTINI AVVERTE: “E’ NATURALE CHE RENZI SIA NEL NOSTRO CAMPO. CERTO, IL PASSATO HA LASCIATO STRASCICHI AMARI. IN PARTICOLARE NELL'ELETTORATO DI SINISTRA E DEL MOVIMENTO 5STELLE, LA CADUTA DEL CONTE II…”

1 - BETTINI (PD), RENZI NATURALE SIA NEL NOSTRO CAMPO, MA CADUTA CONTE II BRUCIA ANCORA

ONORATO CONTE BETTINI SCHLEIN

(ANSA) - ROMA, 20 GIU - "Tutti ormai sono consapevoli della necessità di unire alla sinistra e ai progressisti una componente civica, liberale, socialista, libertaria, repubblicana. Sono energie pienamente in movimento. Vedremo nelle prossime settimane come si vorranno aggregare, se in uno o piu' soggetti politici. Sono fermamente convinto che alla fine ci sara' una semplificazione virtuosa.

 

Di fronte alla destra estrema che governa, non si possono disperdere voti; dopo l'incontro assai utile dei partiti che hanno gia' consolidato una loro unita', ci sara' un percorso di allargamento, con il maturare dei tempi". Così Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd e direttore della rivista Rinascita, si esprime sulle prospettive del centrosinistra in un'intervista rilasciata al Foglio.

     

roberto gualtieri - stefano bonaccini - giuseppe conte - enrico gasbarra - goffredo bettini

"Su Renzi rispondo con semplicità. Il nostro campo è naturale che comprenda coloro che da tempo in modo chiaro si battono all'opposizione della Meloni. Renzi e' tra questi. E non gli manca efficacia e talento. Il passato ha lasciato strascichi amari. In particolare nell'elettorato di sinistra e del Movimento 5Stelle, la caduta del Conte II, un governo provvidenziale per l'Italia, brucia ancora e solleva diffidenza. Ma se oggi, su un programma chiaro di cambiamento, ritornano insieme tutte le energie democratiche, e' un fatto positivo. La segretaria del PD richiama continuamente la sua giusta linea "testardamente unitaria". In questa direzione Elly Schlein continua a spingere", riflette Bettini.

    

GIUSEPPE CONTE E GOFFREDO BETTINI ALLA CAMERA ARDENTE DI DAVID SASSOLI

"Anche Conte - prosegue - non va travisato. Non ha posto alcun veto su Renzi. Piuttosto indica un ulteriore percorso di chiarimento programmatico e di verifica sulla affidabilità degli intenti reciproci. Conte, ha parlato della necessità di amicizia tra le forze della coalizione. Amicizia e' una parola bella e impegnativa.

 

Significa non solo unirsi con l'altro, ma donarsi all'altro. Il Movimento 5Stelle ha avuto un grande merito, riconosciuto da pochi: ha tenuto la spinta anti istituzionale e populista nel perimetro democratico. Con Conte ha fatto un passo in avanti, diventando una forza di governo a pieno titolo. Ma Conte va molto oltre il suo partito, che non lo racchiude interamente. Per sensibilità, cultura, autorevolezza", conclude Bettini.

 

2 - "MAI PIÙ JOBS ACT" IL FANTASMA DI RENZI ALLA FESTA DELLA FIOM

Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “la Stampa”

GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI ALLA FESTA DEI 125 ANNI DELLA FIOM

 

È un po'la prova generale dei due eventi sul programma di governo convocati da Pd, M5s e Avs per la metà di luglio. Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni insieme sullo stesso palco, quello della festa per i 125 anni della Fiom Emilia-Romagna, in piazza Lucio Dalla a Bologna. Tra le bandiere rosse del sindacato dei metalmeccanici, come rosse sono le magliette di iscritti e delegati, con un avvertimenti chiaro: «Senza lavoro non c'è storia».

 

MATTEO RENZI - ELLY SCHLEIN - FOTO LAPRESSE

I tre leader sono perfettamente a loro agio, grandi applausi e richieste di selfie. Del resto, è la cornice ideale per parlare di salario minimo, di riduzione dell'orario di lavoro a parità di stipendio e di tutti gli altri cavalli di battaglia del fronte progressista. Nessuno chiede tira in ballo l'Ucraina o la patrimoniale, si va sul velluto.

 

Schlein, Conte e Fratoianni si passano la palla e recitano a memoria un copione simile a quello che hanno in serbo per l'8 e il 15 luglio, quando andranno in scena in una città del Sud (quasi sicuramente Napoli) e in una località del Nord ancora da definire (realtà piccola e simbolica, non Milano o Torino). Tra un «come diceva Elly» e un» ha ragione Giuseppe», elencano le varie proposte unitarie già avanzate in Parlamento, giocano facile sul terreno più congeniale […]

renzi conte schlein

 

«Il nostro programma sarà attuare la Costituzione, quel "fondata sul lavoro"», dice la segretaria Pd. «Meloni si vanta dell'aumento degli occupati – spiega Conte – ma aumenta il salario povero, noi per prima cosa faremo il salario minimo». Il presidente M5s è reduce dalla visita ai lavoratori dello stabilimento Electrolux di Forlì e ci tiene a farlo sapere.

Fratoianni, invece, scatena l'applauso ricordando che «a fregare i lavoratori non è stata solo la destra, ma anche il cosiddetto centrosinistra, per subalternità culturale alla destra. Mai più Jobs Act!», grida il segretario di Sinistra italiana.

 

renzi schlein

Non nomina Matteo Renzi, non serve: il nodo della partecipazione alla coalizione di centrosinistra del leader di Italia Viva si materializza sul palco della Fiom. Il nome poi lo fa Marco Damilano in veste di moderatore e partono i «buuu» dalla platea dei metalmeccanici. «Hanno risposto loro. Chi sono io per aggiungere altro?», dice beffardo Conte.

 

«Non è questione di personalismi, incontri di vertice, dove vai a misurare l'uno o il due per cento – aggiunge l'ex premier –. Noi vogliamo ampliare rispetto all'astensione. Ecco perché io guardo con favore anche le nuove formazioni, a quello che bolle in pentola nella società. Non bisogna guardare sempre a chi ha la più alta esposizione mediatica».

 

Tradotto: meglio Onorato di Renzi. Ci pensa Schlein a ricomporre il quadro: «Con le forze che rappresentiamo stasera non siamo autosufficienti – avverte la leader dem –. Quello che definirà l'alleanza sarà quello che vogliamo fare insieme». E aggiunge: «Preferisco che ci critichino perché ci muoviamo, piuttosto che perché siamo fermi o divisi». […] Si discute del ruolo di Renzi e, nel frattempo, c'è chi prova a tirare dentro qualcun altro, ben più riluttante.

renzi schlein

 

Sempre da Bologna, ospite di un convegno, Stefano Bonaccini fa un appello affinché anche Carlo Calenda sia della partita. […] Ma Calenda non fa una piega e ribadisce: «Noi andremo al centro. Con le nostre idee, che una volta erano anche le loro», punge, riferendosi a Bonaccini e ai riformisti Pd. «Non vogliamo stare sotto i tavoli presieduti da Schlein, Bonelli, Fratoianni e Conte – attacca –. Sta cadendo il mondo e non se ne può più di questa logica del "noi e loro" che serve a dividere il Paese». […]

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