emanuele fiano

“MI HA COLPITO MOLTO VEDERE IL GESTO DELLA P38 FATTO DA RAGAZZI MOLTO GIOVANI” - L’EX DEPUTATO DEM EMANUELE FIANO PARLA DELL’IRRUZIONE DEI PRO PAL CHE GLI HANNO IMPEDITO DI PARLARE ALL’UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI DI VENEZIA: “NON POTEVO FARMI MANDARE VIA, LO DOVEVO A MIO PADRE CACCIATO A TREDICI ANNI DA SCUOLA, IN QUANTO EBREO. UN RAGAZZO MI HA DETTO: 'TU NON DEVI PARLARE PROPRIO, TU NON HAI DIRITTO DI STARE NELL’UNIVERSITÀ'. E IO HO RISPOSTO: ‘SEI TECNICAMENTE UN FASCISTA’. PERCHÉ UNO CHE VUOLE SOPPRIMERE LE PAROLE DELL’ALTRO NON APPARTIENE ALLA DEMOCRAZIA MA AI TOTALITARISMI” – “OGGI L’ANTISEMITISMO È A SINISTRA? CE N’È ANCHE A SINISTRA…” – VIDEO

https://www.repubblica.it/politica/2025/10/27/video/tensione_alluniversita_ca_foscari_studenti_pro_pal_impediscono_lincontro_con_emanuele_fiano-424941520/

 

 

 

Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera - Estratti

emanuele fiano

 

 

Emanuele Fiano, cos’è successo a Venezia?

«Ero stato invitato da un’associazione studentesca di Ca’ Foscari, Futura, per parlare di pace in Medio Oriente: due popoli, due Stati».

 

Le è stato impedito.

«Il giorno prima un’organizzazione di giovani comunisti ha annunciato una manifestazione davanti a Ca’ Foscari: “I sionisti non devono entrare all’università”».

 

Il sionista sarebbe lei.

«Gli organizzatori, d’accordo con la rettrice e credo con la Digos, hanno spostato l’incontro in un’altra sede dell’università, a San Giobbe, di fronte al ghetto. Sono andato, abbiamo iniziato, per mezz’ora ho risposto alle domande della moderatrice. Poi…».

Poi?

«Hanno fatto irruzione nell’aula una trentina di ragazze e ragazzi, tra cui alcuni studenti di Ca’ Foscari. Si sono disposti lungo le pareti, srotolando striscioni in cui denunciavano il genocidio e intimavano: fuori i sionisti dall’università».

 

E lei?

emanuele fiano contestazione

«Io ho continuato a parlare, mentre una ragazza urlava a voce altissima per zittirmi, riferendo alla mia persona opinioni che non ho mai avuto: sono sempre stato critico con Netanyahu. Siccome non riuscivano a zittirmi, un ragazzo è venuto alla cattedra, mi ha strappato il microfono e ha cominciato a leggere un mio vecchio articolo per il Foglio, su antisemitismo e antisionismo. Insomma, li abbiamo lasciati sfogare, nella speranza di poter riprendere».

 

E avete ripreso?

«Non ci hanno lasciato.Non c’è stato nulla da fare, nonostante le proteste del pubblico, che voleva mandarli via.Al che alcuni tra i ragazzi hanno rivolto al pubblico il segno della P38».

Un segno da anni 70.

«Mi ha colpito molto vedere un gesto di minaccia così antico fatto da mani così giovani, più giovani di quelle dei miei figli. Ma io non potevo farmi mandare via. Lo dovevo a mio padre».

 

Perché?

emanuele fiano e il padre

«Perché mio padre a tredici anni era stato cacciato da scuola, in quanto ebreo. Così ho avvertito che non me ne sarei andato. Sono arrivati i commessi a mandarci via: l’università alle 19 chiude. Ho risposto: “Non mi faccio sbattere fuori da quelli, aspetterò che se ne vadano prima loro”. Non potevo accettare anche quella prevaricazione».

 

Ha provato a parlare con quei ragazzi?

«Certo. Ho parlato con il portavoce, che diceva cose assurde. Gli ho spiegato cos’è il sionismo. Ma altri due o tre, guardandomi dritto negli occhi, mi hanno detto: “Di quello che tu rispondi non ce ne può fregare di meno. Tu non devi parlare proprio. Tu non hai diritto di stare nell’università”».

 

E lei cos’ha replicato?

«“Tu sei tecnicamente un fascista. Perché uno che vuole sopprimere le parole dell’altro non appartiene alla democrazia ma ai totalitarismi”. A quel punto si sono bloccati. Sono usciti. E io sono uscito dopo di loro».

 

Con quali sentimenti?

emanuele fiano contestazione a ca'foscari

«Ero scioccato. Pensavo che avrebbero parlato e poi mi avrebbero lasciato proseguire. E poi quel gesto della P38. Quegli occhi di ghiaccio, senza alcun patimento, con cui mi dicevano: tu qui non puoi parlare. Ho ripensato agli anni bui. Agli anni di piombo. Al 1938. E mi sono commosso pensando a papà. A quando il preside gli disse: Nedo Fiano, tu te ne devi andare».

 

Secondo lei l’hanno attaccata in quanto difensore di Israele, o in quanto ebreo?

«Non direttamente in quanto ebreo. Se devo dire la verità, all’inizio del suo sermone il portavoce ci ha tenuto a dire: noi non siamo antisemiti, rifiutiamo l’antisemitismo. Ma se tu rifiuti il diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico, è antisemitismo. Un conto è criticare la storia di Israele, il che rientra nella libertà di pensiero e di espressione.

 

Ma se tu neghi che un popolo possa costituirsi in Stato, allora sei antisemita. Poi si può vedere come si esplica questo diritto. Si può discutere dei confini: io ad esempio sono da sempre per la restituzione dei Territori occupati. Ma se tu mi neghi il diritto di avere uno Stato, allora l’antisionismo si trasforma in antisemitismo».

attivisti pro palestina interrompono emanuele fiano all universita ca foscari di venezia 2

 

Suo padre le ha raccontato di quando fu cacciato da scuola?

«Tante volte, non solo a me. Ma la sua vita, su cui stiamo girando un film, l’ho scoperta solo quando avevo quattordici anni. Prima non me ne aveva mai parlato. Di quel numero tatuato sul braccio – A5405 - diceva che era un numero di telefono. Poi un giorno mi portò a una conferenza, in una sala della comunità ebraica. E gli ho sentito raccontare la sua vita».

 

(…)

Suo padre sopravvisse ad Auschwitz.

«Cinque anni dopo la cacciata da scuola, nell’ottobre del 1943, riuscì a nascondersi dai primi rastrellamenti nazisti, nella sua Firenze. Ma doveva uscire per fare lavoretti in nero e poter mangiare. Lo presero il 6 febbraio 1944 in via Cavour, in pieno centro. Due mesi dopo era a Fossoli, nel campo di smistamento, dove lo raggiunsero i suoi genitori. Poi presero gli altri parenti, per ultima la nonna. Il 16 maggio partirono per Auschwitz.

 

attivisti pro palestina interrompono emanuele fiano all universita ca foscari di venezia

A ottobre papà fu trasferito nei lager nel Nord della Polonia. Venne liberato dagli americani l’11 aprile 1945 a Buchenwald. Il più bel ricordo della sua vita era il profumo di pulito del soldato che lo liberò: avevamo il bagno pieno di quelle saponette all’arancia, marca Lifebuoy, che papà comprava a Livorno al mercato americano. Degli undici membri della famiglia Fiano fu l’unico a tornare. Tutti gli altri sono stati uccisi ad Auschwitz».

 

Suo padre ha tenuto quasi mille conferenze nelle scuole. Dopo di lui, cominciò Liliana Segre.

«Le ho parlato. Ha iniziato il suo intervento nella commissione del Senato che porta il suo nome, contro l’antisemitismo e il linguaggio d’odio, mandandomi un affettuoso, materno pensiero e abbraccio».

 

attivisti pro palestina interrompono emanuele fiano all universita ca foscari di venezia.

Secondo lei quegli studenti sapevano quel che è accaduto nel ghetto di Venezia? Conoscevano la razzia, opera non dei nazisti, ma dei fascisti italiani?

«Non lo so. Sapevano molto di me, citavano cose che avevo scritto. Non so cosa sappiano della Shoah, e certo non ci pensavano. Per loro io ero un difensore di Netanyahu, un complice della strage dei palestinesi. Un sionista. E ai sionisti è precluso il confronto, il diritto di parola».

 

Lei è stato per anni bersaglio dell’estrema destra, per aver voluto la legge che vieta i simboli fascisti.

«Vivo sotto scorta da quindici anni».

 

E ora si ritrova sotto attacco da sinistra.

«Ho difficoltà a pensarli “di sinistra”. Del resto non dico mai la parola al singolare, ma al plurale: le sinistre, le destre. Questi non hanno nulla in comune con me. Le sinistre sono varie. Io sono un socialdemocratico, ho ben presente cos’è stata la dittatura del comunismo bolscevico, Stalin, i gulag. Tutti i veri progressisti sono contro qualsiasi dittatura, contro ogni forma di prevaricazione. Non si può essere di sinistra se si lotta per la libertà di qualcuno prevaricando quella di qualcun altro. Non puoi lottare per la libertà dei palestinesi se neghi la parola a un italiano ebreo che cerca di spiegare le ragioni di Israele».

 Oggi l’antisemitismo è a sinistra?

«Ce n’è anche a sinistra. Non nella mia sinistra. Non nel Pd e negli altri partiti. Ma occorre essere molto attenti con la categoria dell’antisemitismo. Criticare il governo Netanyahu è ovviamente lecito. Cancellare il diritto del popolo ebraico ad avere uno Stato diventa antisemitismo».

NEDO FIANO NUMERO TATUATO AUSCHWITZ

 

Vede il rischio del ritorno alla violenza politica?

«Osservo che il conflitto mediorientale ha una sua particolarità, un tale grado di violenza, un tale numero di morti a Gaza, una tale ferocia come quella del 7 ottobre, che questo livello di violenza viene esportato nel dibattito politico occidentale. Il conflitto russo-ucraino non ha generato episodi come il mio. Abbiamo visto striscioni inneggianti al 7 ottobre, definito il giorno della resistenza. Abbiamo visto sventolare bandiere di Hamas.

Abbiamo sentito giustificare le esecuzioni sommarie. Un simile livello di estremismo criminale fa sì che i giovani siano presi in una spirale. Dove si arriva, questo non lo so, dipende se ci sono in giro cattivi maestri. Certo, che Liliana Segre, senatrice a vita e superstite di Auschwitz, debba girare con la scorta, la dice lunga su quanta violenza ci sia in giro» .

EMANUELE FIANO EMANUELE FIANO E IL PADRE NEDOEMANUELE FIANO COVER

Ultimi Dagoreport

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO

sergio mattarella giorgia meloni alfredo mantovano

SUL DECRETO SICUREZZA MELONI E MANTOVANO HANNO PRESO UNA “MATTARELLATA” IN TESTA – IL CAPO DELLO STATO HA ESERCITATO UNA MORAL SUASION PUNTUTA E SENZA SCONTI SULLE FOLLIE PREVISTE DAL DECRETO DEL GOVERNO: NEL FACCIA A FACCA CON IL SOTTOSEGRETARIO, MATTARELLA HA PASSATO AL SETACCIO OTTANTA PAGINE DI NORME, STRACCIANDO LE PARTI PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI, COME LO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI, CHE AVREBBE FATTO SALTARE IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, O IL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI – SU RICHIESTA DEL COLLE, ALCUNE MISURE “SENSIBILI” SARANNO SPOSTATE IN UN DISEGNO DI LEGGE CHE DOVRÀ SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE ORDINARIO (E FINIRÀ IMPANTANATO IN AULA) - LA COINCIDENZA "SOSPETTA" CON LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA E IL TENTATIVO DI NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL GENERALISSIMO....

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...