italo bocchino giorgia meloni

“IL RUOLO DI INCENSATORE NON SI ADDICE A BOCCHINO” – FILIPPO CECCARELLI STRONCA L’ULTIMA FATICA LETTERARIA DELL’EX FINIANO, “GIORGIA, LA FIGLIA DEL POPOLO”: “BOCCHINO È UOMO DI MONDO, DI TALK E DI INSOSPETTABILI RELAZIONI; E INSOMMA, RITROVARSELO AGITARE IL TURIBOLO PER 200 PAGINE FA PENSARE A UN'ESALTAZIONE TUTT'ALTRO CHE DISINTERESSATA, SIA PURE IN TEMPI D'IMPRONTITUDINE E SGANGHERATEZZA” – “TALI RIDONDANTI OSSEQUI SFUGGONO DI MANO QUANDO MAGARI CI SI PORTA DIETRO QUALCOSA DI CUI FARSI PERDONARE. IN QUESTO SENSO, ‘CONVERTITOSI’ (DICE LUI) IN EXTREMIS SEBBENE ANTEMARCIA, BOCCHINO RITENNE DI INVIARE PER WHATSAPP LA FOTO DELLA TESSERA DEI FRATELLI RICEVENDONE IN CAMBIO DA MELONI UNA FACCETTA SORRIDENTE E UN...”

 

Estratto dell’articolo di Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

 

ITALO BOCCHINO - GIORGIA LA FIGLIA DEL POPOLO

Non sempre la profusione d'incenso riesce come dovrebbe. Accade quando le lodi destinate a salire in cielo insieme al fumo fanno pensare a qualche piaggeria e nella nube profumata si avverte – eccolo là - l'inconfondibile odorino del potere.

 

Si perdoni il contesto rituale, ma a proposito del suo ultimissimo libro in gloria della premier, il ruolo di incensatore non si addice a Italo Bocchino. A partire dal titolo: Giorgia, la Figlia del Popolo, cui segue un meno stentoreo, ma risoluto Perché Meloni piace agli italiani (Solferino, 17 euro); e proseguendo con la bianca copertina che nella grafica fa il verso al primo volume di Antonio Scurati su Mussolini.

 

Ora, Bocchino è uomo di mondo, di talk e di insospettabili relazioni qui parzialmente e strategicamente menzionate; un napoletano svelto e accorto, un simpatico pirata cresciuto alla scuola del trickter Tatarella ("'mbruogl'aiutami!"); e insomma, ritrovarselo agitare il turibolo per 200 pagine fa pensare a un'esaltazione tutt'altro che disinteressata, sia pure in tempi d'improntitudine e sgangheratezza.

ITALO BOCCHINO - GIORGIA, LA FIGLIA DEL POPOLO

 

Si dirà che tali ridondanti ossequi avvengono spesso e volentieri. Ma vieppiù sfuggono di mano quando nel Palazzo tutto dipende da una persona sola e/o da sua sorella; quando non si ha la pazienza di aspettare come va a finire; quando si scrivono più libri di quanti se ne leggano; e infine quando magari ci si porta dietro qualcosa di cui farsi perdonare.

 

In questo senso, "convertitosi" (dice lui) in extremis sebbene antemarcia, Bocchino ritenne di inviare per whatsapp la foto della tessera dei Fratelli ricevendone in cambio da Meloni una faccetta sorridente e un gelido riconoscimento: "Chi l'avrebbe mai detto".

 

Ma a tutto c'è un rimedio o un investimento, per cui adesso Giorgia è "stella", "Regina d'Europa", "punto di riferimento per l'intero Occidente". Ardono nel braciere omaggi, invocazioni e giaculatorie, "destino", "capolavoro", "nuova era"; tutto ciò che Lei incrocia assume un respiro epico, dai rapporti famigliari, "il miracolo italiano delle due sorelle", alla "sovraumana abnegazione" dell'apprendista premier e giù pagine su un certo congresso giovanile svoltosi a Viterbo, sull'"unicità" di Colle Oppio, sulla "generazione Atreju", fino alla "corazza di titanio" entro cui si fa forte a Palazzo Chigi.

 

GIORGIA MELONI 1

[...]  Ciò nondimeno, il registro scelto suona messianico. Paravento, s'intende, ma pur sempre messianico, l'attesa è finita, la Figlia del Popolo ha raccolto attorno a sé "la diaspora". Dalla cui storia di correntismi tardo missini e rimasticature per salvare capre e cavoli di Fini si esce esausti; mentre si salvano, al contrario, alcuni irriverenti bozzetti tipo una telefonata di fortuna con Prezzolini o una specie di maledizione interna che avrebbe procurato lutti.

 

Niente, in compenso, su Santanchè, Giambruno, Alessandra Mussolini e Telemeloni; poco sul premierato, il minimo sindacale su Trump, felicemente contenuto il vittimismo.

arianna meloni alla presentazione del libro di italo bocchino alla gnam

 

 

Noto al pubblico per l'assidua e drammaturgica presenza sugli schermi in partibus infidelium de La7, Bocchino si proclama a ragione "volto televisivo del melonismo", riconoscendo in quest'ultimo il "punto d'arrivo di un fiume carsico che è diventato poderosa e fragorosa cascata".

Ora, può anche darsi che in futuro Meloni venga rivalutata [...] . Ma intanto è senso comune che sia circondata da gente così così. Ecco invece che qui Bocchino descrive la "fiaba collettiva", la "meravigliosa comunità", "un'orchestra accordata all'unisono". A tutti - o quasi - assegna con astuzia un posticino nella Grande Storia, mentre Arianna sorella e Fazzolari, secondo cui Giorgia "ha aperto un nuovo immaginario alle bambine italiane", godono un trattamento privilegiato.

 

Quando lo scorso anno fu presentato a Palazzo Madama il precedente libro di Bocchino, Perché l'Italia è di destra (sempre Solferino), La Russa e Arianna proposero che fosse adottato nelle scuole; e anche se in prima fila c'era Valditara, sono cose che si dicono per dire, i bastoncini d'incenso non costano poi tanto e si acquistano pure online.

italo bocchinogianfranco fini e italo bocchinoGIANFRANCO FINI OFFICIA IL MATRIMONIO DI ITALO BOCCHINO E GIUSEPPINA RICCIitalo bocchino finiitalo bocchino italo bocchino a otto e mezzo 6ITALO BOCCHINO E GIORGIA MELONIitalo bocchino al buffet

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...