christian raimo valerio carocci

GIÙ IL SIPARIO: DIETRO IL CIVISMO EDUCATO C'È SOLO PREPOTENZA - LO SCRITTORE CHRISTIAN RAIMO AZZANNA VALERIO CAROCCI: "È FACILE FARE BATTAGLIE SULLE SALE CINEMATOGRAFICHE, DIFENDIBILI CON I REGISTI FAMOSI; È PIÙ DIFFICILE METTERSI INSIEME A UN SINDACATO DEGLI INQUILINI. LA POSIZIONE DI CAROCCI È QUELLA DI CHI HA INCASSATO MEZZO MILIONE DI EURO L'ANNO DA CAMPIDOGLIO E REGIONE CON ASSEGNAZIONI DIRETTE, SENZA GARA. NON BASTA LA FIRMA DI KEN LOACH PER RIVENDICARE UNA POSIZIONE POLITICA SULLA CITTÀ SE QUELLA POSIZIONE È RIMASTA ASSENTE OGNI VOLTA CHE IL CONFLITTO NON RIGUARDAVA IL PROPRIO PERIMETRO" - IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, CHE SI SENTE L’UNICO DEPOSITARIO DELLE BATTAGLIE DE’ SINISTRA A ROMA, RISPONDE CON LA SOLITA ARROGANZA: “NON SONO IO CHE HO ABBANDONATO IL VALLE PER UN INCARICO A BIBLIOTECHE DI ROMA. SEI PREOCCUPATO CHE HAI PERSO L’UNICO SPAZIO DI VISIBILITÀ CHE AVEVI? MI CHIAMI SOLO QUANDO SEI ASSESSORE E MI CHIEDI AIUTO PER OTTENERE FONDI PER LE TUE INIZIATIVE CHIEDENDOMI DI INTRODURTI A ZINGARETTI E FRANCESCHINI, MI VERGOGNAI PER TE . ANCORA LO TENGO QUELL’AUDIO. SEI VERAMENTE UN INCOERENTE FALSO" - RAIMO LO TUMULA: “MA CHE CAZZO STAI A DÌ. FAI BATTAGLIE SOLO PRO DOMO TUA. SEI ABITUATO A UNA COMUNITÀ E UNA PRATICA POLITICA DOVE LE CRITICHE VENGONO PRESE PER LESA MAESTÀ. NON HAI TUTTA QUESTA CREDIBILITÀ"

Dall’account Facebook di Christian Raimo

 

Christian Raimo2

C'è qualcosa di fastidiosamente teatrale in questo momento in cui si avvicinano le elezioni e si scopre all'improvviso il problema della casa e dei fondi immobiliari.

 

Valerio Carocci, presidente della Fondazione Piccolo Cinema America, ha lanciato nelle ultime settimane un'offensiva pubblica durissima contro il Pd romano e il sindaco Gualtieri sulla vicenda dell'ex Cinema Metropolitan come questione simbolica contro la fondiimmobiliarizzazione di Roma: uno spazio di quasi 2200 metri quadri su via del Corso, chiuso dal 2010, che in base a un accordo tra Regione e Comune diventerà un'area commerciale su tre piani, con una sala residua da 100 posti.

 

Carocci ha depositato ricorso al TAR il 27 dicembre 2025 e, dopo che Dagospia ha sollevato sospetti su un presunto accordo tra finanziamenti pubblici e silenzio politico (250mila euro dal Campidoglio e 300mila dalla Regione per le arene estive, in cambio della rinuncia alle barricate) ha risposto con una replica documentata, sostenendo che il ricorso precede di mesi qualunque stanziamento.

 

VALERIO CAROCCI CON ROBERTO GUALTIERI E FRANCESCO ROCCA ALLA PRESENTAZIONE DEL CINEMA IN PIAZZA 2026

All'improvviso nasce una indignazione, nasce una mobilitazione, e visto che ci siamo nasce anche una lista civica.

 

Mai visto Carocci in un picchetto per uno sfratto, in una battaglia contro la gentrificazione, nel contribuito a una inchiesta sui fondi immobiliari, in una battaglia sull'edilizia residenziale pubblica, a Laurentino 38, mai visto ai Mercati generali contro Hines, o per opporsi a uno sgombero tranne, c'è da dire, quando capitalizzò la battaglia per i beni comuni inizio anni '10 a favore della realizzazione di uno spazio privato, il cinema America appunto. 

 

Ma soprattutto di cosa parliamo quando parliamo di gentrificazione.

 

zingaretti valerio carocci

La Fondazione Piccolo Cinema America opera da anni nel cuore di Trastevere, uno dei quartieri romani in cui la turistificazione e la gentrificazione si sono spinte all'inverosimile. Trastevere è snaturato, è trasformato in quartiere per ricchi e per turisti, con affitti d'oro su Airbnb.

 

Carocci non ha mai criticato pubblicamente questo processo, tranne a maggio 2026 (goodmorning America!), dicendo che il cinema America è la resistenza contro la gentrificazione (what?).

 

È facile arrivare alle elezioni e pensare che le battaglie politiche si facciano a colpi mediatici contro il sindaco, sempre da soli, come se si fosse eccezionali, come per i fondi ad hoc, è facile fare battaglie sulle sale cinematografiche, difendibili con le firme di registi famosi, fotogenici per i media internazionali; è più difficile mettersi insieme a un sindacato degli inquilini, a un avvocato antisfratto a difendere i diritti nella deregolamentazione degli affitti, a lottare la manutenzione delle case Ater a Laurentino 38, a Tor Bella Monaca, o a Quarticciolo. 

 

CINEMA AMERICA

Mi sembra incredibile che di tutte le persone che si mobilitino ora per il cinema Metropolitan non abbiano visto come Trastevere sia diventata negli ultimi vent'anni il laboratorio più avanzato di quello dell'estrazione di rendita monopolistica dal capitale simbolico collettivo: l'autenticità popolare, la storia, il cinema, e ovviamente lo sfondo di Roma, tutto come brand venduto pezzo per pezzo al turismo globale.

 

La Fondazione Piccolo America ha fatto qualcosa contro la delibera 140 che ha rischiato di desertificare la vita sociale e culturale di Roma? Si è mobilitata contro gli studentati privati?

 

christian raimo

Era in piazza gli sgomberi che hanno cancellato esperienze come il Nuovo Cinema Palazzo? Che ne pensa Carocci del nuovo spazio Palazzo San Lorenzo? C'è stata qualche mobilitazione del Piccolo America contro il porto crocieristico di Fiumicino? E sullo stadio? E sugli sfratti delle case Enasarco?

 

Il modello imprenditoriale della Fondazione va esattamente nella direzione opposta a contrastare la gentrificazione. Il progetto del multisala diffuso a Trastevere, Cinema America, Cinema Troisi, una terza sala, con una società al 51 per cento della Fondazione e al 49 per cento di investitori privati dell'audiovisivo, è strutturalmente un'operazione di concentrazione di capitale culturale nel quartiere più gentrificato di Roma.

 

Quello che si potrebbe chiamare, basta leggersi due articoli di David Harvey in croce, produzione di rendita monopolistica dal capitale simbolico collettivo: il cinema come brand del rione, il rione come brand della città, la città come brand del turismo globale, il marketing di magliette e tazze del cinema.

 

Fare cinema anche di qualità in quel contesto non è neutro: è partecipare, inconsapevolmente o no, alla macchina della valorizzazione.

francesco rocca valerio carocci

 

Nell'ultimo libro di Giovanni Semi, È il capitalismo, bellezza!, appena uscito per Einaudi, si vede come funziona il meccanismo di messa a rendita del capitale non solo simbolico della cultura. Non è questione di mala fede, ma una semplice evidente questione di posizione.

 

La posizione di Carocci è quella di chi ha incassato mezzo milione di euro l'anno da Campidoglio e Regione attraverso assegnazioni dirette, senza gara, senza governance pubblica interna alla fondazione, e non ha mai messo in discussione una che dirsi una delle criticità della trasformazione della città.

 

Non basta la firma di Ken Loach per rivendicare una posizione politica sulla città se quella posizione è rimasta sistematicamente assente ogni volta che il conflitto non riguardava direttamente il proprio perimetro.

 

nicola giuliano antonio monda valerio carocci foto di bacco

La battaglia sul Metropolitan è giusta? Grazie al cazzo. Esiste un movimento di lavoratori della cultura che da almeno vent'anni rivendica spazi e gestione pubblica. Il 12 giugno c'è stata una mobilitazione nazionale dei lavoratori della cultura, con una piattaforma a chiedere gestione pubblica, benecomunista e reddito per i precari della cultura, e una piattaforma grande, frutto di mesi se non anni di elaborazione. È possibile che i processi politici possano essere sostituiti da un elenco di firme di attori e registi vip? Davvero si pensa che questa sia la politica?

 

Risposta di Valerio Carocci

christian raimo - l aria che tira

Scusa prof, alzo la mano: ti sei scordato di dire che abbiamo bloccato una speculazione di 50 cinema abbandonati frutto di un accordo Rocca e Gualtieri, componente politica, la seconda, di cui facevi parte. In ogni caso è la grande categoria di cubature più grande abbandonata a Roma.

 

Su cui non ti sei mai espresso e non hai mai contribuito alla battaglia. Forse eri assente a scuola, come anche il giorno che abbiamo reso noto di aver presentato ricorso sul metropolitan il 27 dicembre e comunicato che presenteremo sospensiva . Gli unici.

 

Ma d’altronde non sono io che ho abbandonato il Valle per accettare un incarico a biblioteche di Roma.

 

valerio carocci ai funerali di michela murgia

Non è che sei preoccupato che hai perso l’unico spazio di visibilità che avevi?

Detto questo potresti anche confrontarti e chiamare prima di scrivere ste fandonie. Mi chiami solo quando sei assessore e mi chiedi aiuto per ottenere fondi per le tue iniziative chiedendomi di introdurti a Zingaretti e Franceschini, mi vergognai per te . Ancora lo tengo quell’audio.

Sei veramente un incoerente falso.

XX Gossip Girl

 

Risposta di Christian Raimo

Ma che cazzo stai a dì. Ti sto dicendo che fai battaglie solo pro domo tua, senza mai il coinvolgimento di altri, che non ti interessa la questione fondamentale, pubblico vs privato, ma solo una diversa gestione del privato. È una critica politica, prenditela. In qualunque assemblea risponderesti punto su punto.

 

sala cinema troisi

Ti dico che purtroppo non frequenti le assemblee.  Che butti lì un progetto politico come se fosse un nuovo marchio da lanciare sul mercato. Sei abituato a una comunità politica e una pratica politica dove le critiche vengono prese per lesa maestà. Io non ho abbandonato nessun Valle.

Sono stato fino all'ultimo giorno dello sgombero, e oltre. Sto ancora a fare le assemblee con le persone che c'erano allora, ancora ci prendiamo cura dell'archivio.

 

CHRISTIAN RAIMO

Dico, con una dose colossale di eufemismo, che tu invece, ma non tu come persona, ma il tuo progetto, non hai tutta questa credibilità rispetto agli exoccupanti per come hai messo a frutto battaglie di altri e per altro. Sempre per la stessa ragione: abbiamo lottato e lottiamo ancora per gestione pubblica, addirittura benecomunista come pensavamo allora e come io penso ancora sia possibile oggi.

 

Ho accettato l'incarico a biblioteche, che è un accollo gigantesco e gratuito, pensando di poter cambiare qualcosa da dentro, tipo migliorare la situazione per cui le biblioteche hanno un personale gravemente sottodimensionato. Quando ho visto che, come membro del cda, non potevo fare molto, mi sono dimesso. Senza nessun clamore.

 

inaugurazione cinema troisi

Quel sottodimensionamento sta ancora lì, e è una battaglia che ancora faccio mia. La politica non è la relazione personale. E sta cosa di Zingaretti e Franceschini fa ridere. Secondo me te la stai inventando, ma anche qui sti cazzi. Mette i brividi questa cosa che registri le telefonate, come se avessi a che fare con i mafiosi, e poi dici: perché non mi hai chiamato?

 

E Zingaretti e Franceschini li ho mandati a cagare talmente tante volte in pubblico, come si fa in politica tra persone che cercano il conflitto politico e non le guerricciole e i posizionamenti, che se una volta su cento ho pensato che forse aveva senso fare una battaglia comune, davvero sarò stato un bel coglione, per come mi rispondi ora, e per tutte le ragioni politiche, non personali, che ti ho scritto sopra, e ti ho detto nelle volte che ci siamo visti.

Valerio Carocci

 

L'unica volta che mi ricordo che ti ho chiamato per un piacere sarà stato otto anni era perché volevo fare una proiezione in un parco disperato non so dove e ti ho chiesto se sapevi dove rimediare un proiettore.

 

Non mi ricordo manco come andò. Ma certo ho smesso per la paura - evidentemente fondata - che un interesse pubblico, come quello mio di allora, potesse venir preso per un piacere privato.

 

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-massi-nel-paese-si-e-inventato-compromesso-storico-477990

CINEMA AMERICA CINEMA TROISI CINEMA AMERICA valerio carocci

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