guido stazi

GUIDO STAZI AL TIMONE DELLA CONSOB SBLOCCA L’IMPASSE SULLE NOMINE - GRAND COMMIS LIBERALE, STAZI, ATTUALE SEGRETARIO GENERALE ANTITRUST, È UNA FIGURA TECNICA. DOPO 9 ANNI TORNA IN CONSOB (E’ STATO SEGRETARIO GENERALE DURANTE LA PRESIDENZA VEGAS) E DOVRÀ GESTIRE LA PATATA BOLLENTE DEL RISIKO BANCARIO. LA SUA NOMINA PUÒ ACCELERARE LE SCELTE SU ANTITRUST (IN QUOTA FDI, CON SAVERIO VALENTINO, FIGLIO DI GIUSEPPE, GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE, IN POLE) E ANAC (IN QUOTA LEGA)...

Silvia Valente per MF – Milano Finanza - Estratti

 

Il destino del rinnovo dei vertici della Consob e dell’Antitrust, in un tandem Guido Stazi e Saverio Valentino, è davvero interconnesso come ribadito più volte dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e anticipato a MF-Milano Finanza, dal sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon.

GUIDO STAZI

 

Dopo mesi di discussioni, veti e rinvii, ieri in cdm è arrivata la fumata bianca sulla presidenza della Consob come scritto lunedì sera da milanofinanza.it: avvio della procedura di nomina di Guido Stazi, attuale segretario generale dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Un profilo tecnico, come si legge in un altro articolo in pagina, e come auspicato da tutte le forze politiche, in primis da Forza Italia.

 

Si tratta del primo passo di un iter complesso. La proposta della premier e la deliberazione del consiglio dei ministri finiscono poi in Parlamento, dove sono chiamate a esprimersi con un parere (non vincolante) le commissioni Finanze di Camera e Senato. La decisione ufficiale avviene infine con un decreto del presidente della Repubblica. Ma i giochi appaiono fatti.

saverio valentino

La maggioranza di governo ha trovato una quadra anche per sbloccare lo stallo, di ormai due mesi, sul nome del sostituto di Roberto Rustichelli alla presidenza dell’Antitrust.

 

Stando a quanto confermato da autorevoli fonti parlamentari a MF-Milano Finanza (cfr l’anticipazione nel numero del 15 maggio), la scelta sarebbe caduta su un altro profilo tecnico, l’avvocato Saverio Valentino, componente dell’Agcm dal 2023.

 

L’ufficialità dovrebbe arrivare a ore o al massimo pochi giorni. Iscritto all’ordine degli avvocati di Roma dal 1999 e di New York dal 2001, Valentino è un esperto della materia: si è prevalentemente occupato di diritto della concorrenza italiano ed europeo, patrocinando dinanzi alle corti amministrative e civili italiane (compresa l’Autorità garante e altre authorithy estere), nonché di fronte al giudice ue e alla Commissione europea.

(…)

 

GUIDO STAZI

STAZI

Andrea Ducci per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Il suo maestro indiscusso è stato il liberale liberista Franco Romani. Un accademico, che nelle affollate aule di giurisprudenza della Sapienza degli anni '70, teneva le lezioni seduto sulla cattedra con le gambe incrociate.

 

«Non usava i libri di testo, ricorreva soltanto alle dispense e aveva consuetudine con i migliori economisti e accademici liberal dell’epoca», a raccontarlo in una recente intervista è stato Guido Stazi, designato dal Consiglio dei ministri di ieri sera alla guida della Consob.

 

Il governo dopo tre mesi di stallo ha, dunque, scelto il nuovo presidente dell’Authority che vigila sui mercati finanziari.

 

La formazione di Stazi, romano classe 1957, è connotata dalla matrice liberale del pensiero di Romani, del quale è stato prima allievo e, poi, assistente, ma nel suo percorso ci sono altri tre mentori che ne hanno stimolato il percorso intellettuale e culturale: sono, come lui, tutti giuristi, Natalino Irti, Giuseppe Tesauro e Antonio Catricalà. Con questi ultimi due Stazi ha anche lavorato nell’epoca che li ha visti al vertice dell’Antitrust.

 

Non a caso, all’indomani della loro scomparsa è intervenuto sulle pagine di Milano Finanza con un ricordo per tratteggiarne il corredo giuridico e la radicata cultura istituzionale. «In memoria di Tesauro, protagonista della costruzione dell’Antitrust europeo» è l’articolo dedicato al giurista napoletano che ha guidato il Garante della concorrenza dal 1998 al 2005, mentre «Catricalà o l’eccellenza nel governo delle istituzioni» è il suo ricordo del presidente dell’Antitrust nel periodo dal 2005 al 2011.

GUIDO STAZI

 

Stazi, attuale segretario generale del Garante della concorrenza, è, insomma, un tecnico e l’avvio della procedura di nomina delle ultime ore sancisce il superamento del braccio di ferro politico nella coalizione di maggioranza.

 

(...) Il profilo di Stazi è quello di un «tecnocrate» che conosce meccanismi, trappole e dinamiche operative delle authority italiane, dopo avere trascorso trent'anni di carriera ricoprendo molteplici ruoli all’Antitrust, all’Autorità di garanzia nelle comunicazioni, oltre che nella stessa Consob, dove nel 2013 è stato voluto dall’allora presidente Giuseppe Vegas per l’incarico di segretario generale.

 

(…) Nel 2017 Stazi si è trasferito all’Antitrust come responsabile del Comitato valutazioni economiche, per poi ricoprire dal 2022 il ruolo di segretario generale. Al Garante della concorrenza, del resto, ha svolto larga parte della carriera a partire dal 1997, trascorrendo un triennio alla Direzione istruttoria finanza assicurazioni. Negli anni successivi, sempre sotto la presidenza Tesauro, arriva lo scatto di carriera con la guida della Direzione istruttoria industria. Il 2005 segna per Stazi un ulteriore avanzamento con il passaggio all’Autorità delle comunicazioni, dove il presidente Antonio Calabrò lo sceglie come capo di gabinetto.

 

COMPETERE SECONDO LE REGOLE

Guido Stazi per www.milanofinanza.it -ESTRATTi

 

GUIDO STAZI

La dialettica tra Stato e Mercato, di carattere politico, economico, sociale e culturale, è da secoli la matrice del mondo moderno. E il concetto di concorrenza, inteso come contesa sociale ed economica che interessa gli affari privati ma anche la cosa pubblica, nasce insieme agli individui che organizzano razionalmente le loro attività, fin dall’antichità; Esiodo, nel VII sec. a.C.: «La stirpe delle Contese non fu unica, ma sulla terra ce ne sono due: chi è saggio loderebbe l’una, l’altra è riprovevole; hanno un animo diviso in due. L’una fa crescere la guerra malvagia e la lotta, la crudele,…..l’altra……sveglia al lavoro anche l’inoperoso». 

 

(…)

 

 

 

LE AUTORITÀ INDIPENDENTI 

STEFANO MANNONI GUIDO STAZI COVER

Il ritardo con cui sono state poi istituite le autorità di regolazione nei vari settori, dall’energia ai trasporti passando per le comunicazioni (l’Arera, l’Agcom e l’Art), rispetto ai processi di privatizzazione e liberalizzazione dei settori dell’economia interessati, non ha impedito loro di operare in modo efficace, in raccordo con le istituzioni europee e con le altre autorità di regolazione dei Paesi Ue. 

 

Questi organismi hanno alzato in modo considerevole il livello di competenza e di expertise della regolazione in settori fondamentali per lo sviluppo delle imprese e il benessere della collettività. A beneficio della qualità dei servizi erogati dalle aziende e delle relative tariffe, con un’attenzione dei diritti dei consumatori sconosciuta nell’amministrazione tradizionale. Ma anche favorendo lo sviluppo tecnologico e competitivo delle aziende regolate in un contesto non più monopolistico ma concorrenziale. 

 

GUIDO STAZI

Occorre segnalare, d’altra parte, una costante opera di erosione delle loro competenze, da parte dei governi e dei parlamenti che si sono succeduti, per riportare negli ambiti ministeriali compiti che la legge in origine aveva affidato in via esclusiva alle autorità indipendenti. Le Autorità indipendenti, non solo l’Antitrust e le Autorità di regolazione, ma anche quelle che operano nei mercati finanziari (Banca d’Italia, Consob e Ivass), il Garante della privacy, l’Autorità anticorruzione, hanno comunque dato un contributo fondamentale alla crescita e alla modernizzazione del nostro Paese. 

 

Moltissimo dovranno e potranno ancora fare, con l’insegnamento dell’esperienza e anche degli errori occorsi. Comunque garantendo libertà e competizione nei mercati, diritti di cittadini e consumatori; purché restino indipendenti dall’influenza di governi e partiti, come da imprese regolate e gruppi di pressione. È l’indipendenza, che non vuol dire irresponsabilità, il denominatore comune di queste istituzioni, che va preservato e difeso nell’interesse dell’economia, della società e della democrazia italiana. 

 

 

STAZI MANNONI COVER

LA SFIDA DEI NUOVI MONOPOLI 

Soprattutto in un momento in cui a livello interno, complice la crisi, la politica rilancia la fallace panacea statalista e, a livello internazionale, le imprese Big Tech, veri e propri Stati paralleli, finiscono sul banco degli imputati del Congresso degli Stati Uniti, con l’accusa di monopolizzare l’economia profittando della crisi. Insomma, come la storia ci ha insegnato, il Popolo, rappresentato dai parlamenti deve tenere alta la guardia nei confronti dei monopoli, pubblici e privati; ricordando sempre ai moderni sovrani, i governi, che la legittimazione democratica è garante della legittimazione concorrenziale che combatte il potere monopolistico, evitando l’abuso degli uni sugli altri dei protagonisti nell’arena economica, siano essi privati che pubblici. (riproduzione riservata) 

 

 

GUIDO STAZI

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