sarkozy cella

“HO VISSUTO UN INCUBO” - DOPO TRE SETTIMANE DI DETENZIONE, SARKOZY TORNA IN LIBERTA’ VIGILATA – L’EX PRESIDENTE FRANCESE, CONDANNATO PER IL CASO DEI FINANZIAMENTI LIBICI (“NON HO MAI AVUTO LA FOLLE IDEA DI CHIEDERE SOLDI A GHEDDAFI”), HA LETTO “IL CONTE DI MONTECRISTO” E SI E’ NUTRITO IN QUESTI 21 GIORNI IN PRIGIONE SOLO DI YOGURT (TEMEVA CHE GLI ALTRI DETENUTI SPUTASSERO NEL SUO PIATTO). “SARKO’” HA AFFRONTATO NON SOLO LA GALERA MA “MINACCE DI MORTE” E “LE GRIDA DI UN DETENUTO CHE SI È AUTOMUTILATO”

1 - L’EX CAPO DI STATO: «RINGRAZIO I SECONDINI» 

Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

«Non avrei mai immaginato di arrivare a 70 anni per conoscere la prigione.

 

nicolas sarkozy

Questa prova mi è stata imposta, l’ho vissuta. È dura, è molto dura, lo è sicuramente per tutti i detenuti, e solo l’umanità del personale penitenziario ha reso sopportabile questo incubo», ha detto Nicolas Sarkozy ieri mattina in videoconferenza, dal parlatoio numero 3 del carcere della Santé a Parigi, nell’udienza che doveva decidere della sua sorte. 

 

Volto pallido e provato, giacca blu, maglia nera sopra a una camicia blu senza cravatta, il presidente emerito si è collegato intorno alle 9 e 30 con la Corte di appello chiamata a pronunciarsi sull’istanza di scarcerazione. In aula, cappotto nero e occhiali scuri, Carla Bruni e due dei figli di Sarkozy, Jean e Pierre. 

 

«So che questa non è la sede per discutere nel merito, ma non ho mai avuto la folle idea di chiedere a Gheddafi alcun finanziamento. Sottrarmi alla giustizia significherebbe confessare, e non confesserò mai qualcosa che non ho fatto», ha detto Sarkozy per convincere i giudici che non aveva alcuna intenzione di fuggire.

 

carla bruni nicolas sarkozy 2

La libertà vigilata era nell’aria, ma ottenerla non è stata una passeggiata. Il presidente della Corte, Olivier Géron, ha ricordato a Sarkozy le passate condanne e anche il fatto di essere tuttora indagato — con la moglie Carla Bruni — per subornazione di testimone (l’intermediario Ziad Takieddine, grande accusatore di Sarkozy per i finanziamenti libici, morto nel settembre scorso, a un certo punto ritrattò tutto con una clamorosa e sospetta intervista in tv). 

 

Géron ha chiesto a Sarkozy spiegazioni sui redditi da lui dichiarati: 638 mila euro di salari (da avvocato), 153 mila di pensione, 2,3 milioni di consulenze e conferenze internazionali, 1,3 milioni di redditi da capitale. Soprattutto, gli ha fatto pesare di avere contattato nel 2013 l’allora capo dei servizi francesi, Patrick Calvar, a proposito delle accuse dell’entourage di Gheddafi contro di lui, il che suggerirebbe la capacità anche attuale di esercitare pressioni. Per questo Sarkozy non potrà andare all’estero, né contattare le altre persone coinvolte. 

Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy - vignetta by Osho

 

Secondo Le Point , in questi venti giorni di detenzione Sarkozy ha finito per nutrirsi solo di yogurt, perché non si fidava dello stato in cui il cibo gli arrivava in cella, temendo non tanto avvelenamenti quanto piuttosto scherzi o peggio da parte degli altri detenuti. 

 

L’ex capo di Stato è stato oggetto di grandi attenzioni da parte dei francesi comuni, che gli hanno spedito in carcere ogni giorno centinaia di lettere con parole di sostegno, ma l’avvocato Christophe Ingrain ha ricordato che il suo assistito ha affrontato non solo la prigione ma «minacce di morte» e «le grida di un detenuto che si è automutilato». 

 

Alle 13 e 30 la Corte ha concesso la scarcerazione, sia pure con i limiti citati. 

 

la prigione di sarkozy

Due ore dopo l’ex presidente ha lasciato il carcere, è salito con la moglie sulla sua Renault Espace scura ed è tornato a casa. I figli Louis e Giulia hanno postato una foto da bambini con il papà e la scritta «viva la libertà», mentre in serata Sarkozy si è rivolto ai francesi con un messaggio su X:

 

«Ora che ho ritrovato la libertà e la mia famiglia, desidero esprimere tutta la mia gratitudine a tutti coloro che mi hanno scritto, sostenuto e difeso. La legge è stata applicata. Tutta la mia energia è rivolta a dimostrare la mia innocenza. La verità trionferà». 

 

In cella Sarkozy ha letto Il conte di Montecristo , ma anche usato penna e quaderno perché «la fine della storia resta da scrivere». 

nicolas sarkozy cella

 

2 - SARKOZY, LIBERTÀ VIGILATA DOPO 20 GIORNI IN CELLA "HO VISSUTO UN INCUBO" 

Anais Ginori per “la Repubblica” - Estratti

 

Dopo tre settimane di detenzione, Nicolas Sarkozy torna libero. La domanda di scarcerazione dell'ex capo dello Stato è stata accolta dal tribunale dopo che anche la procura aveva chiesto la rimessa in libertà vigilata con il divieto per l'ex presidente di qualsiasi forma di contatto con gli altri imputati e testimoni nel dossier libico.

 

nicolas sarkozy carla bruni

All'udienza erano presenti gli avvocati, i figli e la moglie Carla Bruni. Sarkozy si è collegato dal carcere della Santé dove ha vissuto in isolamento dal 21 ottobre. «È stata dura, molto dura» ha detto ai magistrati. «Voglio rendere omaggio al personale penitenziario, per la loro umanità, che mi hanno aiutato a sopportare questo incubo». 

 

 

Sarkozy è uscito poco dopo la decisione di scarcerazione, tornando nella sua casa parigina dentro una macchina blindata dai vetri scuri, riuscendo a sfuggire a telecamere e fotografi. Non parteciperà oggi alle commemorazioni dell'armistizio né a quelle degli attentati del 13 Novembre. «La legge è stata applicata» ha scritto sul suo profilo social una volta tornato a casa. «Ora preparerò il processo di appello. La mia energia è tesa verso l'unico scopo di provare la mia innocenza. La verità trionferà» ha aggiunto l'ex capo dello Stato. Il processo di appello è previsto a marzo. 

nicolas sarkozy cella

 

La sua detenzione, scattata dopo la condanna a cinque anni per associazione a delinquere nel caso dei presunti finanziamenti libici per la campagna presidenziale del 2007, resta un inedito assoluto nella storia della Quinta Repubblica e ha provocato uno shock nella politica francese. Il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, era andato a trovarlo in carcere, ufficialmente per «accertarsi delle sue condizioni di sicurezza». 

 

Anche se gli avvocati dell'ex leader della destra francese negano qualsiasi trattamento di favore, per qualche settimana il più famoso detenuto di Francia è stato sorvegliato da quattro guardie del corpo dentro il carcere e ha potuto avere più visite di amici e familiari di quanto succede normalmente. Poco prima di entrare in prigione, Sarkozy era anche stato ricevuto all'Eliseo da Emmanuel Macron, che ha però evitato di commentare la sentenza.

nicolas sarkozy cella

 

In carcere aveva portato tre libri, una biografia di Gesù e «Il conte di Montecristo» di Alexandre Dumas. 

 

L'ex presidente ha passato le sue giornate a scrivere un diario che diventerà presto un libro. Dai profili social di Sarkozy, la famiglia aveva mostrato messaggi di sostegno inviati da cittadini francesi ma anche dall'estero. Secondo la direzione del carcere in queste settimane sono arrivate decine di lettere per l'ex presidente, una "cosa mai vista prima" nel penitenziario parigino dove sono passati grandi criminali. 

 

«Mentre mi preparo a varcare le mura del carcere della Maison de la Santé, il mio pensiero è rivolto al popolo francese» aveva detto Sarkozy al momento dell'incarcerazione. 

carla bruni nicolas sarkozy 1NICOLAS SARKOZY IN CARCEREnicolas sarkozy cellaNICOLAS SARKOZY IN CARCERENICOLAS SARKOZY IN CARCERE

(...)

Ultimi Dagoreport

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO

sergio mattarella giorgia meloni alfredo mantovano

SUL DECRETO SICUREZZA MELONI E MANTOVANO HANNO PRESO UNA “MATTARELLATA” IN TESTA – IL CAPO DELLO STATO HA ESERCITATO UNA MORAL SUASION PUNTUTA E SENZA SCONTI SULLE FOLLIE PREVISTE DAL DECRETO DEL GOVERNO: NEL FACCIA A FACCA CON IL SOTTOSEGRETARIO, MATTARELLA HA PASSATO AL SETACCIO OTTANTA PAGINE DI NORME, STRACCIANDO LE PARTI PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI, COME LO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI, CHE AVREBBE FATTO SALTARE IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, O IL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI – SU RICHIESTA DEL COLLE, ALCUNE MISURE “SENSIBILI” SARANNO SPOSTATE IN UN DISEGNO DI LEGGE CHE DOVRÀ SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE ORDINARIO (E FINIRÀ IMPANTANATO IN AULA) - LA COINCIDENZA "SOSPETTA" CON LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA E IL TENTATIVO DI NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL GENERALISSIMO....

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...