francesca pascale gay conservatori

A CHI I DIRITTI? A NOI! FRANCESCA PASCALE, LA DONNA CHE HA L’UNICO MERITO DI ESSERE STATA EX DI SILVIO BERLUSCONI, SPOSA L'OMO-NAZIONALISMO E LANCIA IL FRONTE DEI GAY CONSERVATORI, MOVIMENTO CHE GRAVITA ATTORNO A PRO-VITA ED ESTREMISTI DESTRORSI E TENTA DI SPOSTARE GLI LGBT NELL’ESTREMA DESTRA - IL FONDATORE DELLA PAGINA “GAY CONSERVATORI”, EMANUELE ROMANELLI, SI SCHIERA CONTRO GENDER, WOKE, ABORTO E SI DICE “ORGOGLIOSO PER L’OPERATO DI NETANYAHU” A GAZA - IN UN MEME DESCRIVE L’ELETTORE GAY MEDIO DI SINISTRA COME SOVRAPPESO E TRUCCATO MENTRE QUELLO GAY DI DESTRA MUSCOLOSO E SENZA MAGLIETTA....

 

Estratto dell’articolo di Simone Alliva per www.editorialedomani.it

 

francesca pascale lancia gay conservatori 6

Sulla pagina social non ci sono simboli di partito. Solo due parole «Gay» e «Conservatori». Vogliono dimostrare che non esiste solo l’omosessuale di sinistra. Fanno i marziani e promettono un mirabolante nuovo mondo dove i diritti siano appannaggio della destra. Ma a ben guardare quel modo è vecchio, un po’ deforme.

 

Volto di questo nuovo progetto è Francesca Pascale, ex fidanzata di Silvio Berlusconi. Un anno fa ha confermato a Domani e poi smentito nel giro di 24 ore il desiderio di candidarsi con il M5s. Oggi gioca il ruolo di donna di destra esperta di diritti.

 

Una storia, dice, che è sempre stata cara a Berlusconi, su cui l’ex compagna ha investito fin dai tempi di Telecafone, con successo. A lei è stato affidato a giugno, nel mese del Pride, il lancio del «primo evento di Gay Conservatori e con la presenza di altre associazioni liberali» che si terrà a Quarto, in provincia di Napoli.

 

gay conservatori 1

Del resto proprio di Quarto è il fondatore della pagina, Emanuele Romanelli, classe 1996 che nei reel si schiera contro gender, woke, aborto («Un infanticidio»), si dice smaccatamente «orgoglioso per l’operato di Benjamin Netanyahu» su Gaza. In un meme descrive l’elettore gay medio di sinistra come sovrappeso e truccato, quello gay di destra muscoloso e senza maglietta.

 

Obiettivo: togliere «il monopolio dei diritti» alla sinistra. Non nuovissimo. Gaylib, l’associazione di gay liberali di destra ha una storia che parte a Milano nel 1997. E non è l’unica. [...]

 

Tuttavia negli ultimi anni gli studiosi hanno notato un distacco nella comunità. Come Michael Segalov ha scritto su The Independent nel 2017, «gli uomini gay hanno iniziato a buttare sotto un tir quelli che hanno meno status di loro (come le persone trans). Si aggrappano a un privilegio ritrovato: il diritto di sposarsi, le discriminazioni ridotte. Gli uomini gay adesso votano come uomini e basta, cioè in maniera opportunista. Un voto che mostra che solo alle spese dei più deboli ci si costruisce un futuro».

 

francesca pascale lancia gay conservatori 4

In Germania l’esempio più noto è quello di Alice Weidel, leader di Alternative für Deutschland, lesbica. Durante la campagna elettorale del 2017, Weidel (che non si era ancora dichiarata pubblicamente) subì un outing mediatico e fu costretta ad ammettere di essere lesbica, ma di non vedere contraddizioni tra il suo orientamento sessuale e il suo ruolo di leader di un partito di estrema destra. È da lesbica, dice, che difende l’idea di una nazione tedesca forte e chiusa in sé stessa, capace di proteggere gay e lesbiche dall’omofobia dei migranti islamici.

 

Una posizione che ritorna sulle pagine dei Gay Conservatori e anche nei discorsi di Pascale, che accusa l’associazionismo Lgbt di non parlare dei gay in Iran, ma solo dell’omofobia italiana. Posizioni rappresentative di quel fenomeno che dopo l’11 settembre 2001, nel libro Terrorist Assemblages, Jasbir Puar chiama “omonazionalismo”: la cooptazione dei diritti Lgbtq in retoriche che sostengono la superiorità dell’Occidente liberale sul resto del mondo, in chiave anti-islamica e anti-immigrazione.

gay conservatori 2

 

«La novità», spiega a Domani Massimo Prearo, ricercatore in scienza politica, «è il posizionamento dei gay di destra italiani nell’estrema destra, nella versione populista e radicale incarnata in Italia soprattutto da Fratelli d’Italia. Il termine “conservatori” non va inteso nel senso di una destra conservatrice moderata, ma nel senso dei “riformisti e conservatori” europei, il gruppo già presieduto da Giorgia Meloni al Parlamento europeo».

 

[...] Del resto la pagina può vantare vari follower noti: Italo Bocchino, Francesco Storace, Gioventù Nazionale (i giovani meloniani) ma anche Maria Rachele Ruiu, ex candidata meloniana e portavoce della lobby Pro-Vita&Famiglia. [...]

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Insomma, non conta tanto l’emergere di gruppi Lgbt di destra o estrema destra, spiega Prearo: «[...] La critica che i “Gay conservatori” fanno alla politica dell’uguaglianza Lgbt nasconde quanto siano proprio queste politiche e le battaglie dei movimenti Lgbt ad aver reso legittima e pensabile la visibilità politica dei candidati e addirittura dei leader Lgbt anche a destra». Non sono marziani, sono omonazionalisti. 

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