giorgia meloni pm magistrati magistrato

“I GIUDICI BLOCCANO IL PAESE” - LA STRATEGIA DELLA PREMIER IN VISTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA TROVA “UN ASSIST” NELLA DECISIONE DELLA CORTE DEI CONTI DI NON CONCEDERE IL VISTO DI LEGITTIMITA’ SUL PONTE SULLO STRETTO - MELONI È INTENZIONATA A PUNTARE TUTTE LE FICHES SULLA MALA GIUSTIZIA - LA DISTANZA CON FORZA ITALIA CHE VUOLE FAR PASSARE LA RIFORMA COME UNA RIVINCITA DEL CAV SULLE TOGHE MA FRATELLI D'ITALIA SI SMARCA: “NON È LA VENDETTA DEI BERLUSCONI” - VOLANO GLI STRACCI TRA LA RUSSA E NORDIO. PER IL PRESIDENTE DEL SENATO “FORSE IL GIOCO DELLA RIFORMA NON VALEVA LA CANDELA. PER IL GUARDASIGILLI INVECE SÌ, “VALE UN CANDELABRO...”

Lorenzo De Cicco per “la Repubblica” - Estratti

 

GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - FOTO LAPRESSE

«È quasi un assist». Nella cerchia di Giorgia Meloni c’è chi racconta così la decisione della Corte dei conti sul ponte sullo Stretto, caro soprattutto a Matteo Salvini.

 

Perché da giorni la premier lavora con i fedelissimi al leitmotiv attorno a cui imperniare la campagna referendaria per la separazione delle carriere, che sarà votata stamattina al Senato, per la quarta e ultima lettura. Il ritornello, il messaggio da far passare, confidano dall’entourage della premier, sarebbe questo: i giudici bloccano il Paese.

 

Il ponte non si fa? Colpa dei magistrati. I centri in Albania? Bloccati dalle toghe. Meloni è intenzionata a puntare tutte le fiches sulla mala giustizia. Ha letto, in queste settimane, alcuni sondaggi interni. Il tema è molto sentito, soprattutto nel centrodestra.

 

ponte sullo stretto meloni salvini

E dentro FdI si sono fatti l’idea che la chiave giusta per vincere la partita del referendum sia questa: raccontare inefficienze e storture (o presunte tali) della magistratura. «Non la vendetta dei Berlusconi», confida un colonnello di via della Scrofa.

 

Quella è la lettura politica che vuole dare Forza Italia, che difatti ieri chiedeva a tutto il partito, da Nord a Sud, di istituire una «Giornata della giustizia negata» per il 21 novembre, anniversario dell’avviso di garanzia a Berlusconi nel ‘94. FI intende raccontare il «dramma» vissuto dall’ex Cavaliere e cerca «testimonial di casi emblematici», si legge nella lettera firmata da Antonio Tajani. Visioni diverse tra soci di governo, che sottotraccia stanno venendo a galla.

 

GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY ROLLI IL GIORNALONE - LA STAMPA

Prova ne è il balletto sulle piazze per celebrare la riforma, l’unica che la coalizione riuscirà a portare a dama entro le Politiche: il premierato procede a rilento, il secondo passaggio parlamentare non è stato calendarizzato nemmeno per novembre, slitterà all’anno prossimo.

 

Gli azzurri hanno già annunciato la loro adunata: oggi a piazza Navona, invitate alcune «vittime di errori giudiziari». FdI ancora non ha sciolto il nodo. Sui cellulari dei senatori è arrivato ieri un Whatsapp di preallerta: tutti convocati per mezzogiorno. Ma dove? «Seguiranno aggiornamenti».

 

C’è chi spinge per trasformare piazza Navona, a cui si aggregherà la Lega, in una manifestazione unitaria; altri invece premono per un rapido flash mob autonomo, a San Luigi dei Francesi, sotto al Senato. Tajani non ci sarà: è in trasferta in Niger. Matteo Salvini si presenterà in aula, al momento del voto, in quanto senatore.

 

meloni tajani

E Meloni? I suoi la raccontano «tentata» dal blitz a Palazzo Madama, anche se non è la sua Camera di appartenenza. Sarebbe un modo per «metterci la faccia», soprattutto dopo la sentenza di ieri della magistratura contabile, che il centrodestra intende riformare al pari di quella ordinaria: si è appena concluso l’iter in commissione a Palazzo Madama.

 

 

Archiviato il voto di oggi, il centrodestra chiederà per primo la conta, il referendum, presentando le firme di un quinto dei parlamentari.

ignazio la russa 1

 

(…) Nel frattempo il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dopo avere bollato il dibattito parlamentare dell’opposizione come «litania petulante», replicava a Ignazio La Russa, secondo il quale «forse il gioco» della riforma «non valeva la candela». Per il Guardasigilli invece sì, «vale un candelabro...». Contro-replica di La Russa: «Sia il governo sia i magistrati danno tutti troppa importanza a questa modifica». Schermaglie.

 

Ma anche il presidente del Senato insiste sul nodo vero: dal voto, previsto dopo Pasqua, non dipenderanno le sorti dell’esecutivo. «Meloni è assolutamente contraria a legare il proprio consenso a un qualsivoglia referendum».

EMPORIO ALMASRI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

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