vladimir putin donald trump

“I LEADER EUROPEI FISCHIETTANO IN UN MODO FRANCAMENTE IMBARAZZANTE” – GIULIANO DA EMPOLI E LA VERGOGNOSA RASSEGNAZIONE EUROPEA AL TRUMPISMO: “STIAMO ASSISTENDO AD UN PESTAGGIO: L’UNO MENA CALCI, L’ALTRO, INVECE DI METTERSI I GUANTONI, RESTA IMMOBILE” – “IL FINE ULTIMO DI TRUMP È UN CAMBIO DI REGIME ALL’INTERNO DEGLI STATI UNITI E A LIVELLO GLOBALE. DOVE AL SISTEMA DELLA DEMOCRAZIA LIBERALE SUBENTRA UNA NUOVA FORMA DI GOVERNO. CHE DELLA DEMOCRAZIA TIENE L’INVOLUCRO, MA LA SVUOTA. NON È PIÙ UNA DEMOCRAZIA LIBERALE” – “GIORGIA MELONI? SE LA VISIONE DI TRUMP E PUTIN È UN’EUROPA IN CUI LE ISTITUZIONI PERDONO POTERE E LE NAZIONI SONO GOVERNATE DA PARTITI DI DESTRA, BEH, QUELLO È IL SUO MONDO. POI QUEL MONDO NON CORRISPONDE ALL’INTERESSE NAZIONALE DELL’ITALIA, MA QUESTO È UN ALTRO DISCORSO. SE IL TEMA È LA SOPRAVVIVENZA, SOPRAVVIVE ALLA GRANDE"

Alessandro De Angelis per “La Stampa”

 

GIULIANO DA EMPOLI

Eccoci, Giuliano Da Empoli: “L’ora dei predatori”, atto secondo.

«L’Europa ricorda il prefetto de La lettera rubata di Edgar Allan Poe. Cerca quella lettera dappertutto, senza vedere che era lì sul tavolo, in bella vista. Lo era anche questo scenario, prima ancora che Donald Trump ritornasse alla Casa Bianca».

 

Diamo un titolo alla lettera.

«La fine dell’Occidente per come l’abbiamo conosciuto dalla fine della Seconda guerra mondiale. Quello vissuto come una comunità di destino fondata su un modello di democrazia, Stato di diritto, separazione dei poteri, diritti delle minoranze e multilateralismo».

 

meme sul premio fifa per la pace a donald trump 3

Occidente contro Occidente, cioè Europa.

«Quella di Trump è un’altra idea di Occidente che pure esiste nella nostra storia. Un Occidente che si ripiega sui valori tradizionali, che punta esclusivamente sulla forza per imporre i propri interessi e torna ad una logica imperiale, fondata sulla supremazia delle imprese tecnologiche, sempre più importanti anche nella dimensione militare».

 

C’era una volta l’America.

«L’America first è un impero che si concentra su di sé e sul suo “cortile di casa” e che nel mondo fa accordi con altri imperi, come Russia e Cina. Con l’appendice di un’Europa considerata poco più di un terreno di conquista».

 

trump putin meme 3

Perché questo furor anti-europeo?

«Per Trump la guerra contro l’Europa è la prosecuzione della sua guerra contro le élite americane, tutte peraltro caratterizzate da questa componente transatlantica, non solo quelle democratiche».

 

Poi c’è l’elemento geopolitico.

«Prima ancora c’è il disegno spietato per cui l’Europa debole è una preda interessante da sbranare e far sbranare dalle Big Tech. Poi c’è il risparmio degli europei, che serve a finanziare il debito americano».

 

Rispolveriamo una parola antica: ideologia.

«Il fine ultimo, anche ideologico, è un cambio di regime all’interno degli Stati Uniti e a livello globale. Dove al sistema della democrazia liberale subentra una nuova forma di governo. Che della democrazia tiene l’involucro, ma la svuota. Non è più una democrazia liberale».

 

attacco russo a kiev 10 ottobre 2025 3

Ma a Trump conviene davvero il collasso dell’Europa?

«Trump non è un pensatore strategico. L’unico precetto di Keynes che applica è: “Nel lungo periodo siamo tutti morti”... Il predatore pensa all’accaparramento del qui ed ora. Ecco la convenienza a sostituire l’Europa come soggetto, anche regolatorio, con un po’ di staterelli nell’orbita americana. Se possibile, anche politicamente affini».

 

E Putin, a sua volta, ha accentuato la sua postura aggressiva.

«Lui, a differenza degli europei, non ha fatto finta di non veder arrivare Trump. Anzi, ha scommesso sul ritorno. Lo scenario ora è perfetto. Putin sogna di restaurare l’impero allargando l’influenza e poi di sedersi al tavolo dove si decidono le sorti del mondo. Nella versione lunga del documento americano sulla sicurezza si prefigura l’ipotesi di un C5, “core”, col quale governare il mondo in sostituzione del G7: Stati Uniti, Cina, India, Russia, Giappone».

 

GIULIANO DA EMPOLI

Parliamo della consapevolezza dell’Europa.

«Di fronte a questo assalto esplicito, i leader europei fischiettano in un modo francamente imbarazzante. Così, invece di trovarci di fronte ad uno scontro tra visioni diverse, stiamo assistendo ad un pestaggio: l’uno mena calci, l’altro, invece di mettersi i guantoni, resta immobile».

 

Tranne sull’Ucraina. Ma manca tutto il resto.

«E l’assenza di tutto il resto, però, impatta anche sull’Ucraina. Perché è evidente che, al di là del sacrosanto invio delle armi, quel problema non lo risolvi se non lo inquadri nell’ambito della costruzione di un nuovo ordine mondiale. E ci risiamo: manca lo scatto nella direzione di una maggiore integrazione».

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL VERTICE DI SHARM EL-SHEIKH

Rispolveriamo Jules Benda: il tradimento dei chierici.

«Beh, abbastanza: i chierici restano incatenati alle logiche del sistema precedente senza capire l’unica opportunità anche obbligata di questa fase. Trump e quelli come lui hanno allargato la sfera del possibile, dimostrando che nulla è impossibile».

 

Yes, we can…

«“Yes, I can”: vi dimostro che non c’è tabù che non possa essere violato. Se la risposta è “Oddio come è cattivo”, allora la prossima tappa è che al futuro C6 non si siede l’Europa ma la Germania guidata dall’Afd».

 

Ecco, Giorgia Meloni. Riuscirà a rimanere in mezzo al guado mentre l’Oceano si allarga?

DONALD TRUMP - VOLODYMYR ZELENSKY - CASA BIANCA, 17 OTTOBRE 2025 - FOTO LAPRESSE

«Posizione perigliosa, però sa che le dico? Se la visione di Trump e Putin è un’Europa in cui le istituzioni europee perdono potere e le nazioni sono governate da partiti di destra, beh, quello è il suo mondo. Poi quel mondo non corrisponde all’interesse nazionale dell’Italia, ma questo è un altro discorso. Se il tema è la sopravvivenza, sopravvive alla grande».

DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI A SHARM EL-SHEIKH - MEME BY OSHO attacco russo a kiev 10 ottobre 2025 4trump putin meme 1GAVIN NEWSOM TROLLA DONALD TRUMP attacco russo a kiev 10 ottobre 2025 2trump putin meme 2vladimir putin e donald trump - meme by 50 sfumature di cattiveria DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...