donald trump iran

I NEGOZIATI VANNO AVANTI NONOSTANTE TRUMP – IL TYCOON HA PASSATO LA DOMENICA A MINACCIARE DI RIPRENDERE I BOMBARDAMENTI SULL’IRAN: "SE NON FERMATE HEZBOLLAH IN LIBANO E NON APRITE LO STRETTO DI HORMUZ, NON AVRETE PIÙ UN PAESE DOVE TORNARE. MA ORMAI LE SUE SPARATE NON SPAVENTANO PIÙ NESSUNO – GLI IRANIANI PRIMA SOSPENDONO LE TRATTATIVE, POI TORNANO AL TAVOLO CONSAPEVOLI DI AVERE IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO. E I COLLOQUI PROCEDONO: DALLA LINEA DI COMUNICAZIONE SU HORMUZ ALL’UNITÀ “DI COORDINAMENTO” PER IL LIBANO

CALMA PRIMA DELLA TEMPESTA - LA FOTO REALIZZATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE PUBBLICATA DA DONALD TRUMP PER MINACCIARE L IRAN

Da linea per Hormuz a unità per il Libano, progressi nei colloqui Iran-Usa

(ANSA) - Una linea di comunicazione per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz e una "unità per la gestione dei conflitti" con l'obiettivo di mettere fine ai combattimenti in Libano. Il primo round di colloqui di alto livello fra Iran e Stati Uniti in Svizzera si è concluso con "incoraggianti progressi" e le trattative al livello tecnico proseguiranno per il resto della settimana.

 

Nonostante le minacce di Donald Trump di distruggere l'Iran che sembravano poter mettere in bilico le trattative, i mediatori Pakistan e Qatar parlano di buoni risultati. E il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sembra concordare: sono stati fatti "progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano. Per l'Iran sono state concesse deroghe alle restrizioni sulle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici", ha detto su X elencando anche fra i risultati ottenuti la revoca blocco, lo sblocco di alcuni beni congelati e l'avvio di un "importante piano di ricostruzione e sviluppo".     

 

IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP

In una nota congiunta diffusa al termine dei colloqui, Pakistan e Qatar hanno riferito che le delegazioni iraniana e americana hanno negoziato in un'"atmosfera positiva e costruttiva", arrivando anche a delineare una "roadmap" per raggiungere un accordo definito entro i 60 giorni stabiliti.

 

Washington e Teheran hanno deciso la creazione di un comitato di alto livello che avrà la supervisione politica della mediazioni. I capi negoziatori riferiranno regolarmente al comitato di alto livello e guideranno i gruppi di lavoro sui temi del "nucleare, della sanzioni e del monitoraggio e delle risoluzioni delle controversie".     

 

Nel corso delle trattative Iran e Stati Uniti hanno "istituito un canale di comunicazione volto a prevenire incidenti e malintesi e a garantire il transito sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz", hanno detto i mediatori sottolineando che è stata concordata anche la creazione di una unità di coordinamento per la prevenzione di incidenti al fine di garantire la fine delle operazioni militari in Libano". Della cellula creata fanno parte Teheran, Washington e il Libano, e prevede il coinvolgimento anche dei mediatori.

 

PALAZZI DISTRUTTI DALLE BOMBE A TEHERAN - FOTO LAPRESSE

LE MINACCE DI TRUMP GELANO I COLLOQUI. IRA DELL'IRAN, MA IL NEGOZIATO PROSEGUE

 (ANSA) - La scure di Donald Trump, sempre più imprevedibile, si abbatte sui già difficili colloqui in Svizzera che, comunque, proseguono. Da Camp David il presidente ha infatti gelato l'Iran quando era già seduto al tavolo con JD Vance, arrivato a Burgenstock per archiviare definitivamente lo scontro, aprire la fase due dei negoziati e avviare una nuova stagione nei rapporti fra i due Paesi.     

 

"Se non fermate Hezbollah in Libano e non aprite lo Stretto di Hormuz, non avrete più un Paese dove tornare", ha minacciato il tycoon, suscitando l'immediata replica di Teheran. "Stia attento a quello che dice, il nostro esercito è pronto a rispondere", ha tuonato il capo negoziatore Mohammed Bagher Ghalibaf, prima di lasciare con la sua delegazione la sede delle trattative senza però farle saltare. I colloqui infatti sono proseguiti e continueranno a livello tecnico da lunedì.     

 

TRUMP PARAGONA LA SUA POLITICA SULL IRAN A QUELLA DI OBAMA

Le minacce del commander-in-chief hanno spiazzato il suo vice che, accanto ai negoziatori di Pakistan e Qatar, aveva poco prima parlato di "incontro storico" e di "progressi" nei negoziati. "Trump ci ha chiesto di voltare pagina" e il "nostro obiettivo è rimodellare il Medio Oriente con la diplomazia", aveva spiegato con toni distensivi, lasciandosi andare anche a una battuta.

 

"Le due persone più importanti nella mia vita sono un'indiana e un pachistano. L'indiana è mia moglie e il pachistano è il capo dell'esercito Asim Munir: nell'ultimo mese ho parlato più con lui che con chiunque altro", aveva scherzato prima di mettersi al lavoro con a fianco Steve Witkoff e Jared Kushner, gli inviati di Trump nei confronti dei quali l'Iran nutre profondo scetticismo.     

 

IL REGALO DEGLI IRANIANI A TRUMP

Le sue parole di distensione però hanno avuto breve durata. Prima in un'intervista Fox e poi su Truth, Trump è tornato ad alzare i toni. "Se l'accordo fallisce, ci possiamo prendere lo Stretto di Hormuz e imporre un pedaggio" oltre a un 20% del petrolio, ha detto minaccioso.

 

Poi rivolto all'Iran: "Se lo chiudete, non avrete più un Paese". Sul suo social ha poi esortato Teheran a fermare "i suoi proxy in Libano", le milizie di Hezbollah che minacciano Israele. In caso contrario, ha avvertito, "colpiremo di nuovo l'Iran molto duramente". Parole che hanno avuto come effetto quello di interrompere i colloqui, senza comunque farli saltare del tutto. Per protesta, la delegazione iraniana ha lasciato il tavolo ma non l'hotel svizzero, proseguendo quindi dialogo.     

 

"Tutte le parti sembrano soddisfatte dell'andamento" delle trattative e "riteniamo che questo primo ciclo di colloqui stia gettando le basi per costruire fiducia in vista del futuro", ha riferito un diplomatico americano a Axios tracciando un primo bilancio dei colloqui. Le trattative hanno riguardato anche lo Stretto di Hormuz con gli Stati Uniti che hanno ribadito che deve restare aperto. "Sono stati fatti progressi su questo fonte", ha aggiunto il diplomatico sottolineando che i colloqui si sono concentrati anche su tutti gli elementi dell'accordo sul nucleare, oltre che sulla tregua in Libano.     

donald trump - guerra in iran

 

L'incontro era iniziato in salita proprio fra le tensioni fra Israele e Libano e la condizione posta dall'Iran di far rispettare il cessate il fuoco fra i due Paesi prima di affrontare il nodo più spinoso del confronto, ovvero il nucleare. L'Iran non rinuncerà al suo diritto di arricchire l'uranio, ha chiarito il presidente Masoud Pezeshkian prima dell'avvio dei colloqui scatenando la rabbia di Trump.

 

"Deve stare attento a come parla e mettersi in riga", ha detto il commander-in-chief. L'Iran senza il nucleare e Hormuz aperto sono i due obiettivi del presidente, target che al momento appaiono più che sfuggenti. Teheran infatti sostiene di aver richiuso lo Stretto e ha dichiarato che resterà bloccato fino a una tregua in Libano.

 

guerra iran

Ma Benyamin Netanyahu ha già assicurato che l'Idf resterà nel sud del Paese, mentre Hezbollah ha respinto qualsiasi ipotesi di zona di sicurezza israeliana in Libano. "Trump è impegnato a un cessate il fuoco in tutta la regione", ha assicurato Vance che, fra i suoi obiettivi in Svizzera, ha quello di ottenere un invito iraniano per gli ispettori dell'Onu a visitare i siti nucleari colpiti dagli Stati Uniti. Le rassicurazioni del vicepresidente però rischiano di non essere prese seriamente dagli iraniani visto come Trump lo ha scavalcato e, di fatto, indebolito.

DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH guerra in iranpete hegseth e donald trump - guerra all iran

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