marina berlusconi antonio tajani

IN FORZA ITALIA SONO MESSI MALE: OLTRE TAJANI, IL NULLA – MARINA BERLUSCONI NON HA UN’ALTERNATIVA CREDIBILE ALL’ATTUALE SEGRETARIO AZZURRO. DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM, IN ASSENZA DI UN “PIANO B”, IL VICEPREMIER RESTA ALLA GUIDA DEL PARTITO, ANCHE SE COMMISSARIATO – LA CAV IN GONNELLA HA SMENTITO  DI AVERE IN AGENDA UN FACCIA A FACCIA CON IL MINISTRO DEGLI ESTERI, MENTRE CONTINUA A FISSARE INCONTRI CON I BIG A LEI VICINI, DA DEBORAH BERGAMINI AD ALBERTO CIRIO – LA PRIMOGENITA DI SILVIO SI OPPONE A UN'ACCELERAZIONE DEI CONGRESSI REGIONALI: DAREBBE TROPPO POTERE A TAJANI SULLA FORMAZIONE DELLE LISTE DEI CANDIDATI PER LE PROSSIME POLITICHE...

1. MARINA SENZA UN’ALTERNATIVA

Estratto dell’articolo di Fed.Cap. per “la Stampa”

 

MARINA BERLUSCONI DIVENTA CAVALIERA DEL LAVORO

Non esiste un piano B. Non ancora, per lo meno. Antonio Tajani resterà quindi alla guida di Forza Italia, nonostante lo strappo che si è consumato con la famiglia Berlusconi.

 

[…] il leader dovrà rilanciare dei temi davvero liberali e smetterla di usare energie per organizzare il congresso del partito in modo da blindarsi. I due, Marina Berlusconi e Tajani, hanno concordato di vedersi per accompagnare insieme quel "rinnovamento" chiesto – con una certa verve – dalla figlia del Cav.

 

antonio tajani vota per il referendum sulla giustizia

«Al momento non sono previsti incontri», viene fatto sapere da Milano. Giovedì prossimo però è l'unico giorno di questa settimana in cui le due agende potrebbero incrociarsi. Fino a mercoledì infatti Tajani sarà all'estero (prima tappa a Kiev, poi in Serbia) e dal venerdì santo al lunedì di Pasquetta difficilmente resterà in città qualcuno della famiglia. Per questo dovrebbe essere confermata a breve la data di giovedì.

 

Nel frattempo Marina continua a fissare incontri con i big di Forza Italia che considera più vicini: da Deborah Bergamini ad Alberto Cirio, da Cristina Rossello a Paolo Zangrillo. Così procede l'operazione di commissariamento "soft" del leader.

 

antonio tajani paolo barelli

La famiglia ha già fatto capire che le ultime mosse di Tajani per rafforzare la sua leadership andranno riviste: non si vuole un'accelerazione dei congressi regionali e anche l'idea di un congresso nazionale prima delle elezioni piace poco.

 

Darebbe troppo potere all'attuale segretario sulla formazione delle liste dei candidati azzurri e aumenterebbe le possibilità di una sua permanenza a prescindere dai risultati nelle urne. «Semmai – ragionano invece in queste ore – il congresso si può fare dopo le elezioni».

 

[…]  La mentalità, d'altronde, è quella degli imprenditori: Tajani verrà giudicato in base ai risultati che otterrà alle Politiche nella primavera del 2027, non per il numero di tessere che riuscirà a registrare.

 

marina berlusconi vota per il referendum sulla giustizia 6

Il terremoto ai vertici del partito sembra essersi arrestato. Le dimissioni di Maurizio Gasparri da capogruppo in Senato dovrebbero bastare, per il momento, sul fronte del ricambio generazionale chiesto dai figli del Cav. E anche il capogruppo alla Camera Paolo Barelli è un po' più tranquillo sulla possibilità di una sua permanenza.

 

Da Milano era arrivato l'ordine di sfiduciare anche lui, dopo la sconfitta al referendum, ma Tajani si era opposto minacciando di far cadere tutto, governo compreso. Situazione congelata finché non si troverà, anche qui, un'alternativa.

 

2. FORZA ITALIA, TRATTATIVA PER LA TREGUA LE TENSIONI SULLA SCELTA DEI CONGRESSI

Estratto dell’articolo di Adriana Logroscino per il “Corriere della Sera”

 

antonio tajani maurizio gasparri paolo barelli festa dei 30 anni di forza italia

[…] Antonio Tajani, che ha chiesto di incontrare Marina Berlusconi se non questa settimana la prossima, a calmare le acque: riconosce che la vittoria del No abbia pesato sulla tenuta del suo partito, ma sollecita a «non perdere ore importanti nei dibattiti del dopo voto» e a concentrarsi su «come impedire una crisi energetica».

 

Ma proprio nelle stesse ore in cui Tajani, ospite di Bruno Vespa al forum sulla cucina italiana, parla così, Roberto Occhiuto, ospite di Sky tg 24 , lancia un appello sul ricambio interno in cui affronta anche il tema che più dilania gli azzurri: i congressi regionali, annunciati da Tajani subito dopo la sconfitta, osteggiati dalla minoranza interna che li vive come un tentativo di blindarsi.

 

marina berlusconi

«Serve meno attenzione alle tessere e ai congressi e più iniziative per aprire le finestre del partito e fare entrare tanta aria fresca — dice il presidente della Calabria e vicesegretario di FI, considerato da tempo un possibile leader alternativo —. Come ha fatto Berlusconi, non dobbiamo cercare i migliori solo all’interno della politica».

 

Quindi affonda il colpo facendo pubblicamente un calcolo che gira da giorni nel partito: «Abbiamo 250 mila tesserati, quante ne ha FdI, ma un bel po’ di voti in meno di loro. Ecco. Dovremmo tentare di cercare voti più che tessere.  Di congressi tradizionali sono morti i partiti tradizionali».

 

[…+

 

gasparri occhiuto

Che la contrapposizione resti vivace, lo dimostrano anche le manovre per sostituire Paolo Barelli, capogruppo alla Camera fedelissimo e consuocero di Tajani, sul modello di quanto fatto al Senato con Stefania Craxi al posto di Maurizio Gasparri.

 

«La maggioranza del gruppo Barelli non ce l’ha più», sibilano i rivoltosi impegnati da giorni a contarsi, tentati dal ribaltone, per il momento bloccato da Tajani.

 

In realtà, però, anche loro aspettano il cenno di Marina Berlusconi, determinante nel caso del Senato. Solo se la segreteria «alzasse le barricate», dicono, «faremmo saltare il tappo».

 

marina berlusconi

Così, mentre dalla figlia del Cavaliere dovrebbero essere ricevuti, in questi giorni, Paolo Zangrillo, Giorgio Mulè, Licia Ronzulli e Alberto Cirio, determinante sarà l’esito dell’atteso faccia a faccia con il segretario.

 

Sul tavolo ci sarà sicuramente la questione congressi: si converrà su un rinvio che faccia evaporare il diktat sul rinnovamento immediato nell’organigramma del partito? Oppure, al contrario, arriverà un via libera al cambio del capogruppo e — si dice ora — anche del portavoce Raffaele Nevi, ma senza rinunciare ai congressi?

 

deborah bergamini al tg2 post

Tra i parlamentari, qualcuno avrebbe provato a suggerire nomi per una sostituzione soft di Barelli: non con uno dei parlamentari più esposti della minoranza interna — Giorgio Mulè, Deborah Bergamini, Alessandro Cattaneo — di cui si è parlato, ma scegliendo tra Andrea Caroppo, Chiara Tenerini, Tullio Ferrante e Andrea Orsini.

 

Una proposta di mediazione, si dice, ma che richiederebbe il passo indietro di Barelli contro il quale Tajani avrebbe opposto perfino sé stesso: «Piuttosto mi dimetto», avrebbe detto giorni fa. E sgradita anche alla minoranza: «I quattro candidati sono troppo inesperti». […]

antonio tajani e i suoi appelli per la pace meme 4antonio tajani e i suoi appelli per la pace meme 5

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO