giusi bartolozzi almasri giorgia meloni carlo nordio

INIZIA LA CONTA DEI DANNI SUL CASO ALMASRI – IL DEFERIMENTO DELL’ITALIA “PER INADEMPIENZA A UNA RICHIESTA DI COOPERAZIONE” DA PARTE DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE È L’ENNESIMO SCHIAFFONE PER IL GOVERNO. LIRIO ABBATE: “IL DANNO È TRIPLICE. IL PRIMO È DI CREDIBILITÀ INTERNAZIONALE. IL SECONDO È POLITICO-DIPLOMATICO: L’ITALIA È CHIAMATA A SPIEGARE COSA È ACCADUTO E COME INTENDA COMPORTARSI IN FUTURO. E QUI SI GIOCA LA PARTITA PIÙ DELICATA: CONTINUARE A NEGARE QUALSIASI VIOLAZIONE O RICONOSCERE CHE QUALCOSA NON HA FUNZIONATO. IL TERZO È UN DANNO ISTITUZIONALE: IL CASO HA MESSO IN EVIDENZA UNA FRIZIONE TRA GOVERNO, MINISTERI, AUTORITÀ GIUDIZIARIA” – E LA PROSSIMA SETTIMANA IL GOVERNO SI PREPARA A IMPIATTARE LO SCUDO PER L'EX ZARINA GIUSI BARTOLOZZI...

1. LE CONSEGUENZE DEL CASO ALMASRI

Estratto dell’articolo di Lirio Abbate per “la Repubblica”

 

VIGNETTA DI MANNELLI SUL CASO ALMASRI - IL FATTO QUOTIDIANO

Con l'apertura all'Aia della discussione sul deferimento dell'Italia all'Assemblea degli Stati parte della Corte penale internazionale, il caso Almasri entra adesso in una fase nuova, quella delle conseguenze per il nostro Paese.

 

Non è più soltanto la ricostruzione di ciò che è accaduto nei giorni dell'arresto e del rimpatrio del generale libico Osama Njeem Almasri, accusato di crimini di guerra e contro l'umanità, tra cui torture e omicidi nel carcere di Mitiga, ma la valutazione, davanti agli Stati parte della Cpi, di una condotta già giudicata inadempiente. È qui che il piano giuridico incrocia quello politico e diplomatico, e dove si misura il peso reale di quella decisione.

MEME SU CARLO NORDIO E ALMASRI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

 

Non è una sanzione, ma sarebbe un errore considerarlo poco più di un richiamo formale. Il deferimento segna un passaggio che pesa molto nella relazione tra Roma e l'Aia. Non tanto per ciò che produce nell'immediato, quanto per ciò che certifica: una violazione già accertata e, soprattutto, una difficoltà strutturale nel dare attuazione agli obblighi internazionali.

 

La sequenza di ciò che è accaduto è ormai chiara. La Camera preliminare lo scrive con nettezza: così facendo, l'Italia ha impedito alla Corte di esercitare una delle sue funzioni fondamentali. [...] Il nodo ora è un altro: capire che cosa comporta il passaggio all'Assemblea degli Stati parte. E qui il rischio è sottovalutare la portata della decisione perché non produce effetti sanzionatori immediati. Ma il danno c'è. Ed è triplice.

almasri picchia e uccide un uomo per strada a tripoli 6

Il primo è un danno di credibilità internazionale.

 

L'Italia non è uno Stato qualsiasi rispetto alla Cpi perché è uno dei suoi principali promotori. Essere formalmente indicati come inadempienti significa incrinare un'immagine costruita nel tempo [...] le giustificazioni italiane non sono state ritenute idonee, né sul piano giuridico né su quello procedurale. [...] Il secondo è un danno politico-diplomatico. Il deferimento apre una fase di interlocuzione obbligata con gli altri Stati parte.

 

GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY MANNELLI SUL FATTO QUOTIDIANO

Non è un passaggio neutro. Il rappresentante italiano convocato davanti al Bureau dell'Assemblea è chiamato a spiegare che cosa è accaduto e soprattutto come l'Italia intenda comportarsi in futuro. In altre parole viene richiesto un impegno. Ed è proprio qui che si gioca la partita più delicata: continuare a negare qualsiasi violazione oppure riconoscere che qualcosa non ha funzionato nel rapporto tra norme interne e obblighi internazionali.

 

Il terzo è un danno istituzionale e sistemico. Il caso Almasri ha messo in evidenza una frizione tra diversi livelli dello Stato: governo, ministeri, autorità giudiziaria. La stessa magistratura italiana ha segnalato criticità, parlando di difficoltà operative legate alla mancata trasmissione degli atti e al ruolo del filtro politico. La Corte, dal canto suo, ha chiarito un principio essenziale: eventuali ostacoli derivanti dal diritto interno non possono giustificare la mancata cooperazione.

 

ALMAASTRICHT - MEME BY EMILIANO CARLI

È un punto decisivo, perché riguarda non solo questo caso, ma il funzionamento complessivo del sistema. Ed è proprio qui che il deferimento assume un significato più profondo. Non è soltanto la presa d'atto di un errore, ma una richiesta implicita di chiarimento sul futuro. Il Bureau elaborerà una relazione e potrà formulare raccomandazioni. [...] che cosa farà ora l'Italia?

 

Continuerà a sostenere che non vi è stata alcuna violazione, nonostante il giudizio della Corte, o avvierà una riflessione più ampia sul proprio sistema di cooperazione? La risposta non è solo giuridica. È, prima di tutto, politica. Perché la credibilità di uno Stato, soprattutto quando si tratta di giustizia internazionale, non si misura nell'assenza di errori. Si misura nella capacità di riconoscerli e di correggerli. In questo senso il caso Almasri non è chiuso. È appena entrato in una fase in cui le conseguenze [...]

INFORMATIVA DI MATTEO PIANTEDOSI E CARLO NORDIO ALLA CAMERA SUL CASO ALMASRI - FOTO LAPRESSE 2

 

2. “MANCATA COOPERAZIONE” ITALIA DEFERITA DALLA CPI PER AVER LIBERATO ALMASRI

Estratto dell’articolo di Gabriella Cerami per "la Repubblica"

 

Il caso Almasri piomba ancora sull'Italia, adesso deferita ufficialmente dalla Corte penale internazionale all'Assemblea degli Stati Parte per mancata cooperazione. La storia risale a gennaio 2025 quando il generale libico, accusato di torture, era stato arrestato a Torino e rilasciato due giorni dopo dalle autorità italiane, nonostante il mandato di cattura emesso nei suoi confronti proprio dalla Cpi, per poi essere rimpatriato a bordo di un volo di Stato.

IL SUPPLIZIO DI SANTA MELONI - VIGNETTA BY NATANGELO - IL FATTO QUOTIDIANO

 

[...] questo passaggio che potrebbe rivelarsi un vero e proprio banco di prova per i rapporti tra il governo e la giustizia internazionale. L'Italia ha tutta l'intenzione di difendersi e trattare. Il 17 ottobre scorso la Camera preliminare aveva messo nero su bianco il mancato rispetto degli obblighi dello Statuto di Roma. Ed è per questo che l'Italia adesso vuole apportare modifiche alla legge attuativa. L'obiettivo è affidare ai magistrati la gestione dei mandati di arresto della Cpi, lasciando alla politica un ruolo marginale.

 

Il governo italiano — si leggeva nelle motivazioni — è stato accusato infatti di non aver eseguito correttamente la richiesta di arresto e consegna del generale libico né ha attivato i canali di consultazione previsti. Il deferimento è arrivato il 26 gennaio e ieri l'ufficialità, il giorno dopo la richiesta di rinvio a giudizio, da parte della procura di Roma, per Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, nell'ambito della stessa vicenda.

GIORGIA MELONI E IL CASO ALMASRI - MEME BY FAWOLLO

 

[...] Con l'ufficio di presidenza dell'Assemblea si è già avviata una fase interlocutoria, in cui il governo potrà chiarire la propria posizione e indicare come intende garantire la cooperazione futura con la Corte. L'Italia, sottolineano fonti vicine al dossier, assumerà impegni concreti con interventi normativi o amministrativi e un rafforzamento delle procedure di cooperazione con la Corte.

 

Un primo passaggio si è già svolto con la partecipazione di un rappresentante del governo italiano alla riunione dell'Ufficio dell'Assemblea, convocata due giorni fa a L'Aia per discutere le implicazioni del deferimento. Da qui partirà il monitoraggio del Bureau, che presenterà a dicembre, alla sessione dell'Assemblea, una relazione sulle azioni intraprese dall'Italia.

Almasri Osama Najeen.

 

La questione ha ripercussioni anche interne. La prossima settimana il Parlamento deciderà se sollevare o meno un conflitto di attribuzione nei confronti della procura di Roma per il ruolo di Bartolozzi in questa vicenda. Un passaggio che potrebbe tradursi in uno scudo per l'ex braccio destro del ministro.

KISS ME LIBIA - MEME BY EMILIANO CARLI - IL GIORNALONE - LA STAMPANjeem Osama Almasri Hoabish torna a tripoli Njeem Osama Almasri Hoabish torna a tripoli LA LIBERAZIONE DI ALMASRI - VIGNETTA BY VAURO

[...]

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO