marcell jacobs vince i 100 metri agli europei di roma

JACOBS TORNA A TOKYO MA L’ORO STAVOLTA LO VEDE CON IL BINOCOLO! LO SPRINTER AZZURRO CORRERA' SULLA PISTA DEL TRIONFO OLIMPICO MA ARRIVA AI MONDIALI SENZA ALCUNA CERTEZZA. DOPO L’INFORTUNIO AL BICIPITE FEMORALE SINISTRO DI LUI SI SONO PERSE LE TRACCE (HA CORSO SOLO 2 GARE NEL 2025) - L’EX ALLENATORE CAMOSSI: “RESTARE AL VERTICE È DIFFICILE, C’È SEMPRE QUALCHE INTOPPO. MA LUI È MEGLIO DI SINNER: È PIÙ PERSONAGGIO E SA COMUNICARE MEGLIO CON I GIOVANI”

Emanuela Audisio per repubblica.it - Estratti

 

marcell jacobs nella finale dei 100 metri 3

Lost in Translation. Stesso stadio, stessa pista, ma non lo stesso Jacobs. Marcell esordisce domani nelle batterie dei 100 metri. Qui a Tokyo 2020 diventò grande. Era un debuttante e si prese il mondo. Primo campione olimpico azzurro dello sprint breve. Arrivò che era al numero 12 delle graduatorie mondiali con 9”95. Si migliorò tre volte (9”94, 9”84, 9”80). E vinse.

 

Jacobs, due sole gare nel 2025

Quest’anno ha corso solo due volte (nello stesso giorno): 10”30 il suo miglior tempo. È sceso al numero 500 del mondo. I cento metri non sono un cane fedele che aspetta il vecchio padrone, vanno con quelli veloci, anche sconosciuti, basta che siano rapidi. In questa stagione in 27 sono scesi sotto i 10 secondi, Jacobs non li ha mai sfiorati. E in undici sono andati sotto i 9”90, la nuova soglia mondiale.

 

 

marcell jacobs a belve

L’oro mondiale unico titolo che manca a Jacobs

Di lui dopo l’infortunio al bicipite femorale sinistro si sono perse le tracce: era in Florida, poi a Desenzano, poi a Pechino per raggiungere il gruppo del suo coach americano Rana Reider (scelto nel 2023). Il senso di Jacobs per i mondiali è scarso: a Doha fuori in semifinale, forfait a Eugene, eliminato ancora in semifinale a Budapest. Marcell sulla pista si accende, sa combattere, ma ai mondiali non gli è mai riuscito vincere. È l’unico titolo che gli manca

 

(...)

 

Camossi: “Restare al vertice è difficile”

Nessuna citazione per Jacobs che era stato il post Bolt olimpico. Paolo Camossi, ex allenatore di Marcell, il divorzio è di due anni fa, non ha visto la gara di Parigi, ma resta un suo grande fan: «È un campione, si eccita nel momento della battaglia, ma restare al vertice è difficile, c’è sempre qualche intoppo.

 

marcell jacobs

Nel 2021 Marcell era straordinario, la sua rapidità di tocco a terra sfiorava lo 0,78 millesimi.

 

Tornando in quello stadio forse mi assalirà un po’ di emozione, anche se io ero rimasto fuori, stavo con il padre di Tamberi nel campo di allenamento accanto e seguivamo sullo schermo. Quando c’è stato il doppio trionfo ho detto a Tamberi senior: io provo a entrare nello stadio, tu seguimi, e così facendo finta di essere quelli che non eravamo e attraversando sotterranei ce l’abbiamo fatta. Attraverso lo spiraglio di un muro ho visto Marcell e a tutti e due è scappata una parolaccia. E sì perché il cronometro in un primo momento aveva dato 9”79 e ci sarebbe piaciuto molto quel tempo».

 

Jacobs l’anno scorso a Parigi con 9”85 è arrivato quinto, a sei centesimi dall’oro e a quattro dal podio. Non era scontato si riaffacciasse in finale, ma oggi a un passo dai 31 anni (li compie il 26 settembre) l’impresa sembra proibitiva. Si spera in un numero da prestigiatore, ma i cronometri sono allergici alle magie.

 

marcell jacobs 1

Forse il trasferimento in America in un gruppo che si è sfilacciato (Reider è andato a Pechino ad allenare i velocisti cinesi) non è stato una buona mossa e doveva essere più monitorato? Camossi, ora responsabile dei salti, è deciso.

 

«C‘è un verbo bellissimo e potente che si chiama scegliere. Jacobs lo ha fatto e si è assunto la responsabilità di andare all’estero, a chi mi dice che nel 2021 Jannik Sinner non era nessuno mentre Jacobs era un campione olimpico e oggi tutto è cambiato rispondo che il volume economico che muove il tennis è diverso dall’atletica e che per me Marcell è più personaggio e sa più comunicare con i giovani. Non si tratta di essere meglio o peggio, ma di avere un certo feeling.

 

marcell jacobs 4

Un’altra cosa: non ci sto con chi critica Gimbo Tamberi arrivato a Tokyo senza grandi misure, come fosse un intruso. Per quello che ha dato e quello che rappresenta trovo giusto sia qui e doveroso non chiedergli niente. Non tutto è statistica, ci vuole rispetto e riconoscenza». Vedremo se ce l’avrà la pista e se si ricorderà delle antiche orme.

MARCELL JACOBSmarcell jacobs dopo la vittoria sui 100 metri agli europei di romamarcell jacobsmarcell jacobs paolo camossi tamberi jacobsMARCELL JACOBS

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