paolo bonacelli

“LA PIÙ GRANDE PIAGA DI PALERMO? IL TRAFFICO!” - È MORTO A 88 ANNI L’ATTORE PAOLO BONACELLI. TRA I SUOI RUOLI PIÙ NOTI, QUELLO DELLO ZIO DI JOHNNY STECCHINO NEL FILM CON ROBERTO BENIGNI, CON CUI HA LAVORATO ANCHE IN “NON CI RESTA CHE PIANGERE”, IN CUI INTERPRETÒ LEONARDO DA VINCI – HA RECITATO IN OLTRE 120 FILM ED È STATO DIRETTO DA PASOLINI, ROSI, ANTONIONI, CAVANI – DA ULTIMO ERA APPARSO IN “IN THE HAND OF DANTE” DI JULIAN SCHNABEL, PRESENTATO ALL’ULTIMO FESTIVAL DI VENEZIA – VIDEO

 

Paolo Bonacelli

(Adnkronos) (di Paolo Martini) - L'attore Paolo Bonacelli, interprete intenso e versatile, dal teatro d'autore al grande cinema d'autore, fino alla televisione, è morto nella serata di mercoledì 8 ottobre all'ospedale San Filippo Neri di Roma all'età di 88 anni.

 

Bonacelli ha recitato in numerose commedie e con i più grandi registi italiani e internazionali come Roberto Rossellini ("Anno uno", 1974), Francesco Rosi ("Cadaveri eccellenti", 1975, e "Cristo si è fermato a Eboli", 1979), Pier Paolo Pasolini ("Salò o le 120 giornate di Sodoma", 1975, dove interpreta il duca di Blangis). Roberto Benigni, prima, gli affida il ruolo di Leonardo Da Vinci in "Non ci resta che piangere" (1984) e poi gli offre il ruolo dell'aiutante del boss latitante Johnny Stecchino nell'omonimo film del 1991, grazie al quale ottiene il Nastro d'Argento come miglior attore protagonista. 

 

Massimo Troisi Paolo Bonacelli Roberto Benigni - non ci resta che piangere

Anche la tv regala a Bonacelli la notorietà con grandi sceneggiati come, tra gli altri, "Madame Bovary" (1978) di Daniele D'Anza; "Festa di Capodanno" (1988) di Piero Schivazappa; "I promessi sposi" (1989) di Salvatore Nocita nel ruolo del padre d Gertrude.

 

Nato a Civita Castellana (Viterbo) il 28 febbraio 1937, Paolo Bonacelli si era formato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica di Roma, prima di calcare le scene teatrali con maestri come Vittorio Gassman e Luigi Squarzina.

 

Roberto Benigni e Paolo Bonacelli - Johnny Stecchino

Sul palco, fondò con Carlotta Barilli la Compagnia del Porcospino e si distinse per interpretazioni raffinate, lontane dall'immedesimazione emotiva, frutto di uno studio rigoroso del testo e del personaggio.

 

Il cinema lo rese celebre anche all'estero. Fu il detenuto Rifki in "Fuga di mezzanotte" (1978) di Alan Parker, che gli aprì le porte del successo internazionale. Ha recitato in oltre 120 film, tra i quali "Caligola" (1979) di Tinto Brass, "Il mistero di Oberwald" (1981) di Michelangelo Antonioni (1981), "Enrico IV" (1984) di Marco Bellocchio, "Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti" (1985) di Lina Wertmüller,

 

Paolo Bonacelli

"Francesco" (1989) di Liliana Cavani (1989), vestendo i panni del Santo interpretato da Mickey Rourke, "Taxisti di notte" (1991) di Jim Jarmusch, "Io speriamo che me la cavo" (1992) di Lina Wertmüller, "La sindrome di Stendhal" (1996) di Dario Argento (1996), "Panni sporchi" (1999) Mario Monicelli, "Mission: Impossible III" (2006) di J. J. Abrams, "Notti magiche" (2018) di Paolo Virzì (2018).

 

La sua ultima apparizione è nel ruolo di un prete di Alcamo in "In the Hand of Dante" (2025) di Julian Schnabel, presentata all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. 

 

paolo bonacelli foto di bacco

Attore schivo e rigoroso, Bonacelli ha attraversato la scena culturale italiana con coerenza e misura, offrendo interpretazioni mai sopra le righe, sempre profondamente consapevoli. Il suo sguardo limpido e penetrante, spesso carico di ironia o inquietudine, resterà impresso nella memoria del cinema italiano.

Paolo Bonacelli vladimiro polchi corrado augias paolo bonacelliRoberto Benigni e Paolo Bonacelli - Johnny StecchinoPaolo Bonacelli

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