ignazio la russa

VIDEO-STRACULT! “SEMBRA CHE I POLITICI VIVANO IN UN'ASSEMBLEA D'ISTITUTO PERMANENTE” - “LA STAMPA” INFILZA L’HORROR SHOW DEL MAI PALUDATO LA RUSSA CHE HA DATO DEL “COGLIONE” AL SENATORE DEM ANTONIO NICITA (CHIAMATO PURE "CITA", COME LA SCIMMIA DI TARZAN) E L’IRONIA SUL PENTASTELLATO LICHERI (“INTERVENTONE”): “VAL LA PENA CHIEDERSI SE NON SIA PIÙ EFFICACE UNA COMUNICAZIONE UN PO' MENO SCADENTE. DIREI CHE TRA LE TANTE NOSTALGIE CHE TORNANO DI MODA, FORSE È ORA DI FAR TORNARE DI MODA ANCHE L'ESSERE PRESENTABILI” – LA STILETTATA A SALVINI CHE IN TV PARLA DEI CAMPI ROM DOVE “I BAMBINI VIVONO NELLA MERDA IN MEZZO AI TOPI” – VIDEO

 

Assia Neumann Dayan per “la Stampa” - Estratti

 

ignazio la russa

Allora, io non la farei più lunga di quello che è, ma questo è quello che è: al mattino una persona si sveglia, va su internet e dà un'occhiata alle notizie.

 

Questa persona si è dimenticata di fare il pieno alla macchina e viene a conoscenza dell'esistenza di un posto chiamato Stretto di Hormuz pieno di mine, legge che la Gran Bretagna ha deciso di sostituire Winston Churchill con tipo una lontra sulle banconote, questa persona vede che siamo a tanto così dalla terza guerra mondiale,

 

e pensa che per fortuna sta in Italia, Giorgia Meloni dice che non siamo in guerra, al governo avranno capito che la situazione è grave, che bisogna tenere un tono, un atteggiamento, una serietà, e che non bisogna mettere le lontre sulle banconote al posto degli statisti. Poi va avanti a leggere il giornale e vede un video in cui il Presidente del Senato dà del «coglione» a un senatore, e pensa che forse era meglio partire per lo Stretto di Hormuz. 

Antonio Nicita

 

Non la farei tanto lunga: Ignazio La Russa, Presidente del Senato, seconda carica dello Stato, non si è accorto di avere il microfono acceso – e fin qui sembra la classica truffa di internet, che forse era meglio – se non che, ad un certo punto, chiede: «Come si chiama quel coglione che continua a urlare?» riferendosi al senatore Pd Antonio Nicita.

 

Poi lo ringrazia, chiamandolo «Cita», ma l'audio non è chiarissimo; quindi, potrebbe essere o un problema di microfono o il grave problema della storpiatura di cognomi. Poco prima, si sente La Russa commentare con «interventone» le parole del senatore del Movimento Cinque Stelle Licheri, però c'è da dire che la scortesia non mi è mai sembrata meritevole di ergastolo.

ignazio la russa

 

Questa persona che legge le notizie siamo noi, e credo che al di là del caso specifico ci si interroghi tutti sulla postura che bisogna tenere quando si ricopre un ruolo. Ad esempio, ieri, come ogni giorno, ho visto il programma di Raidue Ore14 condotto da Milo Infante, e c'era Matteo Salvini in collegamento, Matteo Salvini che di lavoro fa il ministro e il vicepremier.

 

Dopo aver premesso che parlava prima di tutto da padre, ha detto testualmente, parlando dei campi rom, che lì i bambini «vivono nella merda in mezzo ai topi».

 

Ora, per me è chiaro che ognuno possa decidere se le parole contano oppure no, perché ad alcuni può pure andare bene che senatori e ministri parlino come parliamo noi al bar, però val la pena chiedersi se non sia più efficace una comunicazione un po' meno scadente. 

ignazio la russa

 

L'insulto, il dileggio, la povertà di linguaggio, al di là del «fuorionda» di La Russa, al di là di Salvini, sono atteggiamenti irricevibili, ma sono anche la cifra che spesso tengono i politici sui social, oltre che in aula. 

 

C'è quello che insulta, quello che risponde a gente che non esiste, quello che prende in giro, quello che querela il povero cristo, sembra che i politici vivano in un'assemblea d'istituto permanente in cui nessuno lavora mai.

 

Onestamente, non sono tempi in cui le persone vogliono sentirsi fare la morale da politici che non sono in grado di avere una conversazione normale. Ci si chiede perché l'astensionismo sia così alto, forse è perché siamo tutti bloccati sui social da quelli a cui paghiamo lo stipendio. 

 

MATTEO SALVINI

(...)

 

Questo discorso dovrebbe valere per tutte le persone che ricoprono un ruolo autorevole, che siano ministri, insegnanti o medici, e invece sono tutti lì a rendersi ridicoli. 

 

Agnese Moro, figlia di Aldo Moro, riguardo alla famosa foto di suo padre al mare vestito con un completo, ha raccontato: «Quando andavamo in spiaggia, papà indossava sempre la giacca e quando gli chiedevo una spiegazione lui mi rispondeva che essendo un rappresentante del popolo italiano doveva essere sempre dignitoso e presentabile». Direi che tra le tante nostalgie che tornano di moda, forse è ora di far tornare di moda anche l'essere presentabili. 

 

Ettore Licheri a l'aria che tirasergio mattarella ignazio la russa foto lapresse

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...