marcello veneziani alessandro giuli giorgia meloni

“NON HO VOGLIA DI ESSERE USATO PER ATTACCARE IL GOVERNO MELONI, DI CUI NON SONO AFFATTO ESTIMATORE” – IL PIAGNISTEO DI MARCELLO VENEZIANI, L’INTELLETTUALE “DISSIDENTE”, GIÀ MANGANELLATO DA GIULI PER AVER CRITICATO L’ARMATA BRANCA-MELONI, CHE SI SENTE TIRATO PER LA GIACCHETTA DALLA SINISTRA: “VOGLIO SENTIRMI LIBERO DI DENUNCIARE CIÒ CHE LA MAGGIORANZA FA DI SBAGLIATO” - MA POI RIFILA UN’ALTRA BORDATA ALLA DESTRA: “C’È CHI TI RIMPROVERA DI ESSERE PASSATO AL NEMICO, DI FARE IL GIOCO DELLA MALEFICA SINISTRA; E CHI, PER SCUSARTI, TI RITIENE IMPAZZITO, O RIMBAMBITO. A LORO PIACE IL BIANCO O IL NERO, NON SOPPORTANO LE SFUMATURE, IL PENSIERO CRITICO CHE FA DISTINZIONI…”

Estratto dell’articolo di Marcello Veneziani per “La Verità”

 

marcello veneziani foto di bacco

Ho passato mezza giornata a rispondere al telefono e a respingere proposte di rilasciare interviste sulla cultura, il governo, la destra dopo le note vicende. Non ne ho voglia di parlare, non provo interesse, mi sento estraneo ormai al tema e ai soggetti, da tutti i punti di vista.

 

E non voglio scendere nel cortile delle polemiche, subito tradotte ad personam. Ma non ho neanche voglia di essere usato per attaccare il governo Meloni, di cui non sono affatto sostenitore ed estimatore, come si è ben capito; non voglio nemmeno prestarmi a un gioco politico che porta acqua al mulino della sinistra e dintorni e che sta lavorando per buttar fuori la Meloni e il suo modesto entourage dal governo.

 

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

È un gioco che non mi piace e non mi interessa; soprattutto se penso che molti di quei giornali si accorgono di te non quando scrivi libri o esponi pensieri anche su questioni importanti, ma solo se possono utilizzarti per attaccare la destra, il governo, e i loro vistosi errori, le loro crisi isteriche, i loro attacchi di rabbia e d’invidia.

 

Non mi nascondo quando critico il governo e non faccio sconti, ma non ho voglia nemmeno di contribuire a riportare al governo situazioni, mentalità, personaggi da cui siamo fuggiti.

 

E questa posizione, chiara, netta, trasparente, alla luce del sole, che non ti porta vantaggi ma solo svantaggi e isolamento, viene tradotta da alcune povere menti come «equilibrismo», cerchiobottismo o non so che altra forma di opportunismo: ma se a me non piace il governo Meloni e non mi piace avere un governo di sinistra, se esprimo delle critiche dettate solo da amor del vero ma sono pronto a riconoscere, sempre per amor del vero, anche altri aspetti di una vicenda, perché immiserire tutto questo con la furbata dell’equilibrismo-opportunismo?

 

GIORGIA MELONI ALESSANDRO GIULI

A che pro lo farei, cosa ne ricavo, visto che sapete ragionare solo in questo miserevole modo? A cosa aspirerei, visto che sin dall’inizio mi sono negato a ogni proposta di incarichi? Non vi viene il dubbio che non mi aspetto nulla da nessuno, e non temo nulla da nessuno, e parlo perché amo essere uno spirito libero e voglio essere affidabile nei giudizi che esprimo?

 

[...]

 

Il tema, come ben capite, non è solo personale e non è limitato alla questione che si solleva in questi giorni. Ma è un tema ben più importante, anzi cruciale. Anche se si accompagna spesso all’incomprensione della gente.

 

giorgia meloni beatrice venezi

Un’incomprensione incrociata. C’è chi ti rimprovera di essere passato al nemico, di fare comunque il gioco della Malefica Sinistra; e chi, per scusarti, ti ritiene impazzito, o rimbambito. A loro piace il bianco o il nero, non sopportano le sfumature, i pensieri articolati, il pensiero critico che fa distinzioni.

 

Ma c’è pure chi dal versante opposto, dei duri e puri «di destra» (ancora con queste etichette!) ti rimprovera di essere troppo indulgente, se non addirittura in combutta con la Meloni perché loro esigono con la stessa approssimazione puerile, di vedere tutto in bianco e nero, non sopportando le sfumature, i pensieri articolati, il pensiero critico che fa distinzioni.

 

PIETRANGELO BUTTAFUOCO E ALESSANDRO GIULI IN VERSIONE SAN SEBASTIANO

Ma la realtà non è così secca e manichea come esige il vostro bisogno di avere amici e nemici, di sentirvi appartenente a qualcosa e qualcuno o in lotta contro qualcuno e qualcosa. So che le opinioni perdono peso e incisività quando non sono così tranchant; so che ne soffrono anche le testate, le tirature se non c’è tifo. Ma siamo entrati in una fase in cui è difficile pure distinguere il male minore dal male supremo.

 

Diciamo che è saltato uno schema su cui abbiamo fondato la politica e la vita civile per un po’ di anni, che fu chiamato bipolarismo e che potete rappresentare in vario modo: destra/sinistra, sovranisti/progressisti, populisti/oligarchie, e via dicendo.

Non riesco a riconoscermi in questo schema, non riesco a tifare e a schierarmi.

 

[…]

 

marcello veneziani (5)

Sei critico verso l’Occidente, reputi un errore credere alla sua omogeneità e compattezza, denunci che l’Occidente si vergogna di se stesso ma poi pretende con prepotenza di decidere le sorti del mondo? Allora passi per uno che sta con i dittatori, con i terroristi, con i regimi asiatici, dalla Cina in giù.

 

Il problema è serio, perché al di là delle banalizzazioni degli ingenui che vogliono per forza il buono e il cattivo da additare, è la politica stessa a fondarsi sulla contrapposizione amico-nemico, come ci ha insegnato Carl Schmitt, e Hobbes e Machiavelli, e altri grandi classici prima di lui.

 

[…]

 

giorgia meloni foto lapresse

Certo, sul piano delle idee e dei principi non è cambiato nulla o quasi, salvo la capacità di tradurli nel linguaggio e nei modi compatibili con la realtà e i mutamenti. Ma non si può nemmeno ritirarsi sulla rocca dei principi e fingere che siano rappresentati da quei soggetti che li tradiscono.

 

E se davanti a questo scenario ti rifugi su altri temi che riguardano il passato o il futuro, la cultura, la filosofia o che so, i robot e l’Intelligenza artificiale, i più ignoranti e sgarbati, ti rinfacciano di essere pesante, incomprensibile, noioso, palloso.

 

[…]

 

La gente non vuol capire ma vuol essere confermata nella sua lavagna mentale del bene e del male, dei buoni e dei cattivi. O è ferma al quadretto precedente, non capisce che nel frattempo è cambiato. E la politica ci campa su questa semplificazione e su queste perduranti pigrizie mentali. Ma non puoi del tutto far finta di niente, a meno che decidi di non scrivere più, almeno a mezzo stampa, social e balconi quotidiani.

 

marcello veneziani

Quindi non modica ma minima quantità di politica e attualità, fregandosene di quel che vuole il gentile pubblico, spesso poco gentile. E poi succeda quel che succeda. Siamo troppo vecchi per adeguarsi e tirare a campare; ma non abbastanza vecchi per darla vinta a chi merita di perdere, e con disonore.

 

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO