marianna madia

AGENZIA MASTIKAZZI - MARIANNA MADIA LASCIA IL PD E PASSA A ITALIA VIVA – UNA MOSSA CHE HA UN DOPPIO MOTIVO: DA UN LATO, LA 45ENNE ERA SENZA DUBBIO A DISAGIO NEL PD SINISTRELLO DI SCHLEIN – DALL’ALTRO, DOPO 4 MANDATI IN PARLAMENTO, MADIA NON SAREBBE MAI STATA RICANDIDATA DAI DEM (MEGLIO CERCARE UNA CANDIDATURA ALTROVE) – GIA’ LETTIANA, DALEMIANA, NAPOLITANIANA, VELTRONIANA E RENZIANA, L’EX MINISTRA DIVENNE RESPONSABILE DEL LAVORO NELLA SEGRETERIA DEL PD DI RENZI: NEI PRIMI GIORNI DEL NUOVO INCARICO CONFUSE LA SEDE DEL MINISTERO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE CON QUELLA DEL LAVORO, SCATENANDO MOLTE IRONIE…

LA DEPUTATA MADIA LASCIA IL PD

marianna madia

(ANSA) - ROMA, 04 MAG - La deputata ed ex ministra Marianna Madia lascerà il Pd. È quanto si apprende da fonti parlamentari. Madia dovrebbe approdare da indipendente al gruppo parlamentare di Italia viva.

 

BIOGRAFIA DI MARIANNA MADIA

Da www.cinquantamila.it  - la storia raccontata da Giorgio Dell'Arti

 

Marianna Madia (Maria Anna), nata a Roma 5 settembre 1980. Politico. Ministro della Pubblica amministrazione nel governo Gentiloni (dal 12 dicembre 2016) e nel precedente governo Renzi (2014-2016). Eletta alla Camera nel 2008 col Pd (Veltroni la volle capolista nella circoscrizione Lazio 1), riconfermata nel 2013. Membro della commissione Lavoro della Camera, dal dicembre 2013 responsabile delle politiche sul lavoro del Pd.

 

• «Il ceppo dei Madia è nella Calabria Ionica e il capostipite, bisnonno della nostra Marianna, è Titta, principe del Foro la cui fama attraversa il ’900 fino al 1976, anno della morte. Titta fu più volte deputato durante il Ventennio e deputato del Msi negli anni ’50. Ecco, dunque, individuato il seme della politica, poi germogliato anche in Stefano Madia, papà di Marianna, giornalista e attore. All’estremo della sua breve vita (è morto a 49 anni, nel 2004), Stefano, legato all’allora sindaco di Roma, Walter Veltroni, fu consigliere comunale del Pds. (…) Siciliana è invece la stirpe materna dei Messina.

matteo renzi marianna madia

 

Della mamma so solo che è graziosa ed ebbe un flirt con Vittorio Sgarbi, da lui divulgato. Ma il personaggio centrale, da cui Marianna ha molto assorbito, è il nonno, Normanno Messina, tra i decani del giornalismo parlamentare. Scomparso diversi anni fa, Normanno era stretto a doppio filo con la Dc per conto della quale fu consigliere di amministrazione dell’Efim, ambita posizione di sottogoverno. L’uomo era di forti convinzioni civili e religiose. (…) La medesima religiosità traspare nella nipote. Marianna si è detta contro l’aborto e l’eutanasia e favorevole alla famiglia, intesa come matrimonio tra eterosessuali. È a messa ogni domenica» (Giancarlo Perna) [Grn 3/3/2014].

matteo renzi marianna madia (2)

 

• Studi al liceo Chateaubriand, laurea con lode in Scienze politiche alla Sapienza, un dottorato di ricerca in Economia del lavoro, un’esperienza all’Arel a fianco di Enrico Letta, «aria da pariolina ricevuta in dote dalla famiglia di noti avvocati della capitale (suo zio Titta Madia ha difeso tra gli altri Clemente Mastella)» (Maria Corbi).

 

• A proposito della sua candidatura nel 2008: «Walter partecipò al funerale di mio padre Stefano. Sostiene di essere rimasto colpito dal piccolo discorso che feci alla fine, ma io nemmeno ricordo di aver parlato…».

marianna madia

 

• «Mi hanno massacrata perché ho detto che avrei portato la mia straordinaria inesperienza. Ma quella frase la rivendico. È vero: sono inesperta della politica di Palazzo. Ma la politica è dappertutto, la fanno anche le casalinghe» (nell’aprile 2008).

 

• «Occhi bassi e portamento ancillare, ha sempre avuto il dono di ammaliare i propri prestigiosi interlocutori. Dopo la laurea cominciò a lavorare con Minoli in tv. Il rapporto fu subito molto stretto. “Marianna ha un vero talento per questo mestiere”. “Tu mi hai insegnato molto”. In quegli anni la ragazza prese anche a frequentare l’Arel, l’agenzia di ricerche e legislazione fondata da Nino Andreatta. Ci arrivò grazie a Enrico Letta. Uomo per il quale nutriva un’ammirazione sconfinata. Tra i tanti episodi letterari che costellano il suo straordinario volo ce n’è uno che riguarda proprio un incontro tra Letta e Minoli. A Cernobbio. Letta dice: “Marianna è straordinaria. Vuole fare la ricercatrice. La tv è un ripiego”.

 

marianna madia a gubbio

E Minoli. “Vero, favolosa. Ma la tv è una passione reale”. Sbagliavano entrambi. La passione era la politica. A Montecitorio andò a sedersi di fianco a D’Alema. E, ovviamente, lo conquistò. Poi si fidanzò con il figlio del presidente della Repubblica, Giulio Napolitano, facendo dire ai suoi detrattori: mai visto una tanto raccomandata. La sottovalutavano. Alle primarie del Pd prese 5.000 preferenze. Impegnata da sempre sui temi del lavoro, ha pubblicato un libro sui precari con prefazione della Camusso.

 

Quando all’orizzonte è apparso Renzi si è messa a disposizione. Sua la poltrona di responsabile del lavoro nella segreteria del Pd. Nei primi giorni del nuovo incarico confuse la sede del ministero delle attività produttive con quella del lavoro, scatenando molte ironie. Se ne preoccupò quanto delle accuse di voltagabbanismo. Zero. Perché forse non è stata lei ad essere stata lettiana, dalemiana, napolitaniana, veltroniana e renziana. Sono stati loro ad essere madianiani» (Andrea Malaguti) [Sta 22/2/2014].

filippo sensi marianna madia foto di bacco

 

• Nell’agosto 2015 il Parlamento approvò la legge delega per la riforma della pubblica amministrazione che porta il suo nome. «Si apre un grande cantiere, con circa quindici deleghe, che richiederà almeno cinque anni per essere portato a compimento. Riguarda l’assetto centrale dello Stato, la sua distribuzione sul territorio, gli enti periferici, i processi di decisione e le semplificazioni, la prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, le conferenze dei servizi, le forze di polizia, l’ordinamento sportivo, gli enti di ricerca, le società pubbliche, i servizi pubblici locali, i concorsi pubblici, il codice dell’amministrazione digitale. Ridefinisce i confini tra pubblico e privato.

 

alessandra fiori marianna madia foto di bacco

Mira a trasformare un’amministrazione corporativa, poco efficace, troppo legata ai politici di passaggio, in una struttura sensibile agli impulsi della politica e alle esigenze della collettività, ma non dipendente dai politici. Lo stato degli edifici scolastici, il tempo di una licenza, le condizioni delle nostre città, il costo dei servizi, l’adempimento degli obblighi tributari, la bontà del servizio sanitario, dipenderanno, nei prossimi anni, dal successo di questa riforma» (Sabino Cassese) [Cds 14/8/2015].

 

• Nel novembre 2016 la riforma Madia fu parzialmente dichiarata incostituzionale dalla Consulta. «Secondo la Corte costituzionale alcune parti della riforma Madia hanno rappresentato un’intromissione indebita dello Stato in alcune materie che sono di competenza regionale e sulle quali le Regioni avrebbero dovuto avere più voce in capitolo. In particolare la Corte ha bocciato la parte della legge che riguardava i dirigenti regionali, stabilendo una serie di procedure unificate per la loro nomina, le loro responsabilità e retribuzioni, altre disposizioni generali sul lavoro presso la pubblica amministrazione e sulle partecipazioni azionarie nei servizi pubblici (le famose “municipalizzate”, come le aziende che si occupano di rifiuti e trasporto pubblico). Alcuni dei decreti legislativi, cioè le disposizioni con cui il governo legifera all’interno dei paletti stabiliti dalla legge delega, sono stati approvati proprio negli ultimi giorni e dovranno essere ritirati in seguito alla sentenza della Corte» (Il Post) [30/11/2016].

marianna madia funerali silvio berlusconi

 

• «Mai partecipato a una riunione di corrente in vita mia. Pensi che l’altro giorno mi si avvicina Massimo D’Alema e mi fa: “Vedo che sei accusata d’essere stata dalemiana… beh, se vuoi, smentisco”» (a Fabrizio Roncone) [Sty 2/ 2014].

 

• Sposata con il produttore Mario Gianani, un figlio, Francesco, e una figlia, Margherita. Nel 2011, quando rimase incinta di Francesco, rifiutò a lungo di dire chi fosse il padre, «indecisa se sposarsi. Poco prima di dare alla luce il bimbo, rivelò che il padre era Mario Gianani, produttore cinematografico (vicino a Matteo Renzi), ma tergiversò ancora un paio d’anni prima di impalmarlo.

 

Quando nacque il piccino, in Aula a Montecitorio accadde questo gustoso episodio. La presidente di turno, Rosy Bindi, annunciò: “Marianna Madia ha avuto un bimbo. A mamma e figlio i nostri calorosi auguri”. Interrompendo il subito applauso, Alessandra Mussolini, patita di pari opportunità, gridò: “Auguri anche al padre, no?”. Presa di sprovvista, Bindi replicò infelicemente: “Non so chi è il padre…”. Ne seguì uno sghignazzare omerico» (Perna) [cit.]. Al giuramento del governo Renzi si presentò con un pancione di otto mesi (era incinta di Margherita).

MARIANNA MADIA ELLY SCHLEIN marianna madia foto di bacco (1)

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO