marina pier silvio berlusconi antonio tajani maurizio gasparri paolo barelli

IL CERCHIO DI ARCORE SI STRINGE INTORNO A TAJANI, CHE RESTA COME LEADERINO COMMISSARIATO (CON DUE GUERRE IN CORSO NON SI PUO' MANDARE VIA IL VICEPREMIER E MINISTRO DEGLI ESTERI) – MARINA BERLUSCONI, DOPO LA CACCIATA DI GASPARRI, ORA PUNTA A DEFENESTRARE BARELLI DA CAPOGRUPPO ALLA CAMERA – TAJANI, CHE SI E’ SFOGATO CON GIANNI LETTA (“SE SI VA AVANTI COSÌ, SI DISTRUGGE FORZA ITALIA”) HA MINACCIATO LE DIMISSIONI NEL CASO DI SILURAMENTO DI BARELLI, CHE E’ SUO CONSUOCERO – LA “CAINANA”, CHE HA AVVIATO LE SUE “CONSULTAZIONI” CON DIRIGENTI E MINISTRI AZZURRI, NON VEDE L’ORA DI LEVARSI DALLE PALLE IL VECCHIO GRUPPO DIRIGENTE PER METTERE LE MANI SULLE LISTE DELLE POLITICHE 2027 - IL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE CHE, IN VISTA DEI CONGRESSI LOCALI, PARLA DI TESSERAMENTI GONFIATI PER SALVARE LE CHIAPPE AI TAJANEI...

Marina Berlusconi

Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

“Se si va avanti così, si distrugge Forza Italia», è lo sfogo di Antonio Tajani. Il segretario degli azzurri e vicepremier ha parlato con un "grande vecchio" come Gianni Letta, un po' per un confronto dopo le vicissitudini post-referendarie e un po' per far arrivare la sua riflessione su a Milano.

 

tajani barelli

«Con questa modalità ci siamo messi da soli sul banco degli imputati», si è lamentato Tajani. Dopo il terremoto al Senato con Maurizio Gasparri "dimissionato" da capogruppo, la prossima settimana di Forza Italia doveva essere più riflessiva, per così dire. Anche se il capogruppo alla Camera Paolo Barelli resta un indiziato speciale in quanto a prossimo sostituito. La famiglia Berlusconi ha dimostrato che volendo in 15 ore può imporre un cambiamento forte ai vertici del partito […]

 

E adesso? Tajani […] a giorni incontrerà personalmente Marina Berlusconi a Milano. La quale a sua volta si confronterà con altri big del partito, come i ministri Elisabetta Casellati e Paolo Zangrillo (il cui silenzio di questi giorni non è passato inosservato).

 

gianni letta (2)

La sconfitta del referendum […] sta destabilizzando l'attuale struttura. Sostituito Gasparri con Stefania Craxi, alla Camera su 54 deputati gli unici pronti a battersi in difesa di Barelli sono 11. Il doppio quelli pronti a firmare un documento per chiederne la sostituzione. Gli altri silenti […]

 

Tajani sta difendendo l'assalto al capogruppo a Montecitorio (sono anche consuoceri), tre giorni fa ha addirittura evocato le sue dimissioni in caso di defenestrazione di Barelli, ma tutto dipenderà dalle indicazioni che arriveranno dalla "family". La quale […] da tempo si chiede un cambio di marcia e un'identità più riconoscibile e innovativa al partito.

 

francesca pascale lancia gay conservatori 5

[…] Tajani […] incontrerà i segretari provinciali la prossima settimana e poi dopo le feste è prevista una segreteria nazionale. […] Una "esterna" come Francesca Pascale, che ha un filo diretto con Marina Berlusconi, sta facendo un po' da grillo parlante, con parole che girano di chat in chat:

 

«Questa storia delle tessere è fasulla […] sono pilotate e servono a questa classe dirigente della vecchia politica a chiudersi, servono a Tajani e ai suoi amici coordinatori regionali a essere riconfermati: Meloni ha il 30 per cento e 250 mila iscritti, Fi con il 6-7 per cento ha lo stesso bacino. Chiaro che qualcosa non torna. Questa situazione offende la memoria di Berlusconi, il quale era il primo a prendere le distanze dai partiti fatti col tesseramento».

 

Di sfondo, soprattutto, ci sono le Politiche del 2027. Le candidature delle scorse elezioni furono gestite da Tajani con i capigruppo. Cambiare i capigruppo, significherebbe cambiare le logiche di individuazione dei nuovi, possibili, eletti nelle due Camere. Per fare una nuova Fi, più giovane e dinamica […] E da Milano sono decisi a una iniezione di "freschezza".

 

antonio tajani paolo barelli

FORZA ITALIA INQUIETA, TAJANI VEDE LETTA IL BRACCIO DI FERRO SUI CONGRESSI LOCALI

Estratto dell’articolo di Adriana Logroscino per il “Corriere della Sera”

 

Alla Camera Gli oppositori ipotizzano una raccolta firme per la sostituzione di Barelli Mentre dentro Forza Italia divampano tanti piccoli fuochi nelle regioni (Sicilia, Puglia, Abruzzo, Piemonte, Lombardia, Liguria) a Roma si tenta la ricomposizione. […] Tajani […] resta molto arrabbiato. «Adesso si diano tutti una calmata — ha riferito ai suoi —. Siamo in un momento delicato, basta col braccio di ferro quotidiano, non è certo quello che vuole la famiglia Berlusconi».

 

antonio tajani maurizio gasparri paolo barelli festa dei 30 anni di forza italia

La «calmata» significa rinunciare alla sostituzione di Paolo Barelli, capogruppo alla Camera, fedelissimo e cognato del segretario, con uno tra Debora Bergamini, Alessandro Cattaneo, Giorgio Mulè. E in effetti su quel fronte le macchine si sono fermate. Ma mentre Tajani e i suoi confidano che sia uno stop definitivo fino a fine legislatura […] la minoranza è pronta a riprendere la guerriglia, confidando di avere l’avallo da parte della famiglia del fondatore: «Tanto se Marina vuole, Barelli salta», soffiano.

 

L’obiettivo, per chi dà a Tajani responsabilità per la sconfitta al referendum e per la performance incolore di Forza Italia un po’ in generale, troppo «schiacciata sul governo», non è tanto sostituire Barelli. Ma fermare i congressi provinciali. I primi della storia di Forza Italia, fissati a partire dal mese prossimo. Per la minoranza un tentativo del segretario «di blindarsi senza tenere nel dovuto conto che il tempo di quel rinnovamento che i fratelli Berlusconi predicano da mesi non si ottiene lacerandosi».

francesca pascale lancia gay conservatori 4

 

Sui congressi pendono i sospetti di tesseramenti gonfiati, appunto per salvaguardare l’attuale classe dirigente. A dirlo in chiaro, ieri, è stata Francesca Pascale: «I 250 mila tesserati di Forza Italia confrontati con i voti sono un’offesa all’intelligenza degli elettori e alla memoria di Silvio Berlusconi, lontanissimo da quel modello di partito». Ma se la ex compagna del Cavaliere lo dice in chiaro, in tanti fanno questi conti: «Hai decine di migliaia di tesserati a Napoli e perdi 75 a 25? I numeri non tornano». Sull’altro fronte respingono il sospetto: «Il tesseramento è stato regolarissimo. Loro voti non ne hanno affatto e quindi hanno paura di noi». […]

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…