mario bellini

“DESIGN? UN TERMINE ABUSATO CHE NON VUOL DIRE NIENTE, PROVATE A TRADURLO DISEGNO” – PARLA IL PIU' "GIOVANE" DEGLI ARCHITETTI: MARIO BELLINI, 84 ANNI, 8 VOLTE ‘COMPASSO D’ORO’ E FRA I PROTAGONISTI DEL SALONE DEL MOBILE - "OGGI IL DESIGN SI USA COME UN GRANDE SEDUTTORE COMMERCIALE PERCHE' DA' EMOZIONI” – E POI PARLA DELLA ‘KAR-A-SUTRA’, L’AUTO CHE PRESENTO’ ALLA MOSTRA DEL ‘MOMA’ NEL 1972 – VIDEO

Aurelio Magistà per la Repubblica

 

mario bellini divisumma 18

È sorprendente guardare la Storia del design negli occhi e scoprire che sono quelli del futuro. Gli occhi in cui frughiamo, alla ricerca del segreto del design e del suo successo, dalla moda, alle auto fino al cibo, appartengono all' architetto Mario Bellini, che di quella storia ne ha scritto un bel pezzo. 84 anni, è diventato architetto al Politecnico di Milano, dove è nato, proprio sessant' anni fa.

mario bellini

 

Tra le sue prime avventure, ha vissuto il grande sogno di una Olivetti che stava lavorando al progetto di avanguardia del personal computer. Un grande sogno poi sfumato e realizzato da altri non certo per colpa sua. Poi alla Olivetti ha firmato altri oggetti come la calcolatrice elettronica portatile Divisumma 18, sempre bellissima nella sua livrea di morbida gomma gialla, o le macchine da scrivere Logos. Si è poi occupato di auto e nel 1972 ha ideato una concept car, che ha anticipato importanti tendenze del settore e avendo messo a punto il mangiadischi portatile si sente un po' "il nonno dell' iPod".

 

mario bellini

Nell' arredamento ha firmato opere per B&B, Cassina, Flou, Vitra, e ha vinto otto volte, più di chiunque altro, il Compasso d' oro, il premio più ambito del design.

Come architetto non si è annoiato, firmando musei, edifici residenziali, scuole, banche, biblioteche, centri congressi, dallo Yokohama Business Park al Padiglione delle Arti Islamiche del museo del Louvre di Parigi.

 

roberto sabelli mario bellini rosario alessandrello

Si scopre anche il futuro, in quegli occhi, perché Bellini è uno dei progettisti più attivi e al Salone del Mobile, in corso a Milano, le sue creazioni sono numerose. Una tra le più interessanti è proprio un incrocio fra passato e presente, artigianato e tecnologia, testimonianza di un design sempre più seduttivo anche per i grandi protagonisti dell' hi-tech.

 

«Quando i coreani di LG mi invitato a collaborare, ho pensato di unire il loro Rollable Oled tv, un televisore riavvolgibile a rullo, con il mio tavolo Basilica, nato negli anni Settanta per Cassina e prodotto ancora oggi. Un tavolo formato da doghe di legno massello assemblate insieme.

mario bellini basilica

 

Quindi nobiltà del legno e avanguardia tecnologica nello stesso oggetto. Mentre siete al tavolo premete un telecomando e dal ripiano esce un foglio sottile, come farebbe un serpente dal cesto dell' incantatore, e il living diventa anche ufficio. Invece che su un piccolo cellulare navighiamo sul grande schermo di una smart tv, e poi lo facciamo scomparire di nuovo quando abbiamo finito».

 

Alta tecnologia, ma anche moda, beauty, auto, nautica.. Al Salone del mobile si affollano tanti mondi diversi dall' arredamento, forse troppi. Ma perché? Qual è il segreto del successo del design?

«Prima di tutto è il successo della parola, che non appartiene al nostro vocabolario e che noi italiani usiamo con leggerezza, senza preoccuparci di usi impropri, fino a renderla una parola magica, che oggi funziona anche per vendere una casa o un quartiere, un vestito o un' auto; si presta a ogni cosa e finisce per non significare più niente. Se provassimo a sostituirla con "disegno", la più ovvia delle traduzioni possibili, farebbe uno strano effetto: museo del disegno, settimana del disegno In questi giorni ho sfogliato molti giornali che raccontano il Salone del Mobile e le molte pubblicità di cose che con l' arredamento non c' entrano niente mi hanno fatto pensare a un rapporto tra il parassitario e il simbiotico. Si usa il design come un grande seduttore commerciale».

mario bellini

 

Anche lei si unisce al coro "il design è morto" e se la cava con il comodo prefisso "post"?

«Che sia morto non lo dico io ma molti altri. Uso l' espressione post-design perché penso che oggi siamo ben oltre l' espressione ''form follows function'', la forma che deriva dalla funzione, comandamento del Movimento Moderno, quando negli Venti e Trenta il design prendeva forma e il Bauhaus diceva basta alla licenziosa dittatura degli stili».

 

E dove siamo?

«Abbiamo capito che la funzione può seguire la forma, perché certe forme ci danno emozioni e anche l' emozione è una funzione: l' uomo ne ha bisogno per vivere ed essere felice».

 

Dall' Olivetti in poi lei ha collaborato con aziende tecnologiche, eppure le idee se le fa venire schizzando a mano.

«Vero, avrò fatto migliaia di schizzi.Appena mi trovo davanti a un foglio A4 con una matita, la mia mente si mette in modalità inventiva, penso anche con le mani; però se a un certo punto ho bisogno di verificare un' immagine o una forma, allora la tecnologia torna l' insostituibile alleata che offre velocissime risposte».

 

mario bellini kar-a-sutra

Tra i marchi più presenti al Salone ci sono quelli delle auto. Lei è stato consulente della Renault e della Fiat e a Italy, The New Domestic Landscape, la mostra del Moma che nel 1972 fece conoscere il design italiano al mondo, propose una delle auto - oggi si direbbe una concept car - più innovative dell' epoca.

roberto fico mario bellini divisumma

«Che i grandi produttori di auto ignorarono. Si chiamava Kar-a-sutra ed era una monovolume prima delle monovolume, pensata per essere più vivibile, per mettere le persone in relazione fra loro, per consentire anche a quelli dietro di vedere bene fuori; non era un' auto-casa come certe ipotesi che vedo oggi, che immaginano l' auto con il bagnetto e il cucinino. Era un' auto che smontava il noioso assetto di uno che guida, un altro che accanto a lui guarda davanti e tutti si annoiano».

 

pasquale terracciano mario bellini

Il cibo è la più recente categoria del design. Non le sembra che anche il food design rischi di essere più una seducente formula che una realtà, che tutto rischi di ridursi all' impiattamento e all' architettura creativa di certi dessert?

«Nel 1981 ho curato per Electa il volume Progetto Mangiare. Ho analizzato le insegne dei ristoranti, le modalità di apparecchiatura, le divise dei camerieri, e studiando come McDonald' s aveva messo a punto l' hamburger ho scoperto che era stato progettato come un grattacielo con una serie di piani.Era food design. Oggi potremmo dire che il design si è mangiato anche il food».

 

Lei oltre ad avere una straordinaria vitalità creativa, è anche in eccellente forma fisica. Come fa?

«Penso che sia perché nuoto a lungo ogni mattina. Comunque sono abbastanza "giovane" da poter dire di aver visto tutto l' inizio del design italiano ma mi auguro di non vederne la fine».

pasquale terracciano mario bellini 2dario curatolo mario bellini roberto ficomario bellini e mimosesedia teneride di mario bellini per cassina1972 car a sutra monovolume di mario bellini1972 car a sutra monovolume di mario bellinimario bellini poltrona cassinamario bellini mario bellini designterminale olivetti mario bellinikaren terracciano pasquale terracciano mario belliniteneride mario bellini per cassinapasquale terracciano mario bellini roberto fico

 

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