massimo cacciari campo largo elly schlein giuseppe conte fratoianni bonelli

BASTA CIANCIARE DI ALLEANZE E PRIMARIE, LA SINISTRA TORNI A PARLARE DI LAVORO, TASSE E DIRITTI – MASSIMO CACCIARI SUONA LA SVEGLIA A ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE:  “LA QUESTIONE NON RIGUARDA CAMPI LARGHI O STRETTI, TANTOMENO PROCEDURE DI SELEZIONE PER OCCASIONALI LEADER, MA LA POSSIBILITÀ STESSA DI CONFERIRE CONTENUTI E CONCRETEZZA ALLA DEMOCRAZIA. OGGI  STABILITÀ E GOVERNABILITÀ FINISCONO INESORABILMENTE CON L’ESSERE I SOLI ‘VALORI’ DELL’AGIRE POLITICO. I SEDICENTI DEMOCRATICI MUOIONO QUANDO CREDONO DI PARLARE AL POPOLO DISCETTANDO CON DOVIZIA DI TECNICISMI SU CAMPI LARGHI E PRIMARIE, MENTRE BALBETTANO SU CRISI FISCALE DELLO STATO, PACE E GUERRA, FINE DEL DIRITTO...”

Estratto dell’articolo di Massimo Cacciari per “La Stampa”

 

MASSIMO CACCIARI OTTO E MEZZO

Se le forze politiche eredi delle antiche tradizioni socialdemocratiche e cristiano-popolari stanno perdendo terreno in tutti i Paesi occidentali, non sarà, temo, spostando mobili da una stanza all’altra o ridipingendo le pareti della casa che usciranno da una crisi di storica portata.

 

La questione non riguarda campi larghi o stretti, tantomeno procedure di selezione per occasionali leader, ma la possibilità stessa di conferire oggi contenuti e concretezza a quella idea di democrazia che sembrava essersi affermata dopo la seconda Grande Guerra.

 

O invece la democrazia è destinata a divenire un insieme di nobili aspirazioni, un vago dover essere, buono a coprire prassi di governo del tutto opposte ai fini che qua e là si vanno ancora predicando? La democrazia è destinata a ridursi a un’impotente ideologia?

 

giuseppe conte angelo bonelli elly schlein nicola fratoianni manifestazione del campo largo foto lapresse

Se così fosse, l’affermazione delle nuove strategie propagandate dagli ultimi alfieri delle varie Silicon Valley, esplicitamente sostenitrici della fine del ciclo democratico del secondo dopoguerra, sarebbe inevitabile.

 

[...]  La democrazia “funziona” quando si realizza nella produzione di un Diritto davvero uguale per tutti e quando crea le condizioni per cui le disuguaglianze originarie, “naturali” per così dire, contino progressivamente sempre meno nel determinare l’affermazione del merito individuale. Democrazia è Stato di Diritto strettamente connesso a mobilità sociale.

 

Se norme, ordini, procedure che regolano l’azione globale delle grandi potenze economiche e finanziarie si separano da quelle dei diversi “territori” nazionali, il Diritto sarà diviso e la Legge non più uguale per tutti.

 

elly schlein alla manifestazione del campo largo a napoli foto lapresse

Se il superamento delle “originarie” condizioni di disuguaglianza non costituisce più alcun problema, poiché ciò che conta è esclusivamente la “performance”, il risultato, il profitto, sia in termini economici che di potenza, un altro pilastro dell’idea concreta, non astratta di democrazia viene distrutto.

 

Vi è una via democratica a regimi totalitari. Amiamo dimenticarlo. Questa via consiste nel ridurre la democrazia a difesa di diritti individuali, a idee regolative prive di effettualità, a non comprenderne il nesso con le concrete aspettative di benessere, materiale e immateriale, che “il popolo” esprime e nella cui soddisfazione soltanto esso vede l’espressione della propria “sovranità”.

 

le faccette di giorgia meloni vertice nato ad ankara 1

Popolo significa qui qualcosa di essenzialmente diverso da ciò che i “populismi” intendono. Come ogni “ismo” il populismo astrae dai caratteri specifici che il suo oggetto presenta, per farne un idoletto addomesticabile e manipolabile a ogni fine. Popolo non è lo Stato né la Nazione tutta.

 

Popolo è quella parte, nient’affatto “liquidabile” nell’intero, capace di esercitare una critica costante nei confronti di tutti i poteri in cui il regime democratico si articola. [...]

 

Una parte che si costituisce autonomamente in propri organismi, in propri “corpi intermedi”, di cui rivendica la inviolabilità, e su di essi fonda il proprio effettivo potere nelle stesse sedi del Legislativo e dell’Esecutivo.

 

Come questo Popolo sia l’unico soggetto in grado di garantire le libertà democratiche dovrebbe risultare evidente anche da questa sola considerazione: il Popolo che non è moltitudine, che si esprime come pluralità di partiti e sindacati, è intrinsecamente connesso alla pluralità dei poteri, mentre la moltitudine dei populisti è massa di impotenze individuali e tenderà per propria natura a invocare soluzioni autoritarie e regimi oligarchici.

 

giuseppe conte angelo bonelli elly schlein nicola fratoianni roberto fico manifestazione campo largo a napoli foto lapresse

Disgregare ogni corpo intermedio, vederne la funzione critica come un mero ostacolo alla rapidità ed efficacia delle decisioni, è oggi il perno non di qualche nazionalismo o sovranismo spicciolo, ma della ideologia che regna all’interno delle grandi potenze economico-finanziarie globali. A questa dovrebbero reagire, con questa competere i sedicenti democratici.

 

A Roma il Popolo competeva con i Padri-Senato. Senatus populusque – una diade, non un’astratta, totalitaria unità. Una contraddizione anche, ma costruttiva, garante di effettiva libertà. Il Popolo non è moltitudine; la moltitudine diviene Popolo soltanto quando decide di farsi parte e procede insieme per affermare, di contro ai Padri-Senato, i propri strategici interessi. I suoi tribuni li conoscono, e nascono dalla sua lotta per farli valere.

 

Giorgia Meloni 2

[...] Invece di cogliere le nuove disuguaglianze, le nuove forme di dominio e di sfruttamento, l’ideologia della “società liquida” ha fatto inseguire, attraverso compromessi e mediazioni, l’idea di una “rappresentanza generale”.

 

Del tutto coerente con questa, ecco una strategia che privilegia la leadership carismatica, o pseudo tale, sull’organizzazione e sulla formazione di classe dirigente. Il momento prettamente elettorale, col suo contorno di perenne riforma delle procedure, diviene, in questo quadro, a sua volta, l’interesse pressoché esclusivo.

 

Ciò che conta, infatti, sarà solo la rappresentanza istituzionale, non il proprio essere protagonisti nella formazione dei corpi intermedi di cui il Popolo è concretamente costituito. Stabilità e governabilità finiscono inesorabilmente con l’essere i soli “valori” dell’agire politico.

 

massimo cacciari racconta gli ultimi giorni dell'umanita 3

Ma a essi la destra populista non si adegua, poiché sono i suoi. Sono i sedicenti democratici a morire quando vi si adattano, quando credono di parlare al Popolo discettando con dovizia di tecnicismi su campi larghi e primarie, mentre balbettano su crisi fiscale dello Stato, pace e guerra, fine del Diritto.

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO