alberto dandolo

TRA I TANTI COLPI (BASSI) DI DAGOSPIA, IL PIU’ FOLLE DI TUTTI SI CHIAMA ALBERTO DANDOLO - LANCIATO DA QUESTO DISGRAZIATO SITO, IL NOSTRO COLLABORATORE E’ SANTIFICATO DA UN’INTERVISTONA SUL “CORRIERE DELLA SERA” CHE LO CELEBRA COME “MAESTRO DEL GOSSIP” - “HO IMPARATO IL MESTIERE DA ROBERTO D’AGOSTINO: È UN GENIO. QUALUNQUE COSA FACCIA, HA SUCCESSO. NEL MIO MESTIERE, HO VISTO DI TUTTO: DAL FAMOSO CALCIATORE CHE RIMORCHIA SOLO RAGAZZI ARABI AI COMPAGNI DI SQUADRA CHE ORGANIZZANO FESTINI GAY” - IL COMING OUT, LE QUERELE, I LITIGI, I 4 MILA CONTATTI E LA BULIMIA SESSUALE “DA STRESS”

Stefano Lorenzetto per il “Corriere della Sera”

 

INTERVISTA DEL CORRIERE AD ALBERTO DANDOLO

Il primo bacio fra Elisa Isoardi e Matteo Salvini. La notte brava di Lapo Elkann a New York finita con l'arresto. L'abate di Montecassino che spendeva i soldi dei fedeli in hotel di lusso e festini a base di ecstasy. Giorgia Meloni incinta. Beppe Grillo in barca con Giorgio Gori ed Ernesto Mauri, amministratore delegato della Mondadori. Tutti scoop suoi. Il bello è che Alberto Dandolo, l'autore di colpacci sui vip più temuto e copiato d' Italia, collaboratore di Dagospia e titolare della rubrica «Ah, saperlo... Pillole di gossip» su Oggi , non è neppure giornalista: solo da poco ha presentato domanda d'iscrizione all' Ordine come pubblicista.

 

Il curriculum snocciolato da Dandolo, 44 anni, è strabiliante: laurea in Filosofia con tesi in Estetica su Martin Heidegger (110 e lode); 18 mesi al Cairo, fra Istituto italiano di cultura e docenza alla Mansoura University; poi a Damasco per imparare l'arabo; due anni a Buenos Aires con una borsa di studio per un master in pubbliche relazioni internazionali; infine addetto stampa di Terre des Hommes.

ALBERTO DANDOLO

 

Per caso discende dal doge Enrico Dandolo che conquistò Costantinopoli?

«Secondo mio padre, fissato con l'araldica, sì, pur essendo nato in Campania. Il trisnonno Raimondo, generale dei carabinieri di origini venete, ebbe un rapporto con una prostituta napoletana, da cui nacque il bisnonno Radamisto. Il nonno Alberto generò Radamisto Mario, mio papà, che entrò nell'Arma, come tutti in famiglia, e poi divenne avvocato».

 

È orgoglioso di lei?

«Morì di tumore al cervello quando avevo 22 anni. Prima di chiudere gli occhi per sempre, volle aspettarmi. Io ero a Buenos Aires, senza un soldo. Una escort, amante di un ministro, mi fece trovare in aeroporto un biglietto di prima classe. Mi ero trasferito in Argentina su consiglio di Umberto Eco. Lo scrittore mi fu presentato da Piera, un'amica che gestiva il Caffè del Museo a Bologna, dove Eco beveva l'espresso quando insegnava al Dams».

 

E dopo il funerale?

PACE FATTA TRA ALBERTO DANDOLO E BELEN

«Mia madre Lucia, maestra elementare, mi mise in mano una valigia e 1 milione di lire, dicendomi: "È tempo di lavorare". Mi ritrovai da solo a Milano. Per cinque giorni dormii nella foresteria dei carabinieri in via Monti, riservata ai parenti degli ufficiali: mio zio Bruno è generale dell' Arma in pensione. Poi per otto mesi mi ospitò nel suo monolocale un'amica biologa che tagliava le teste ai topi di laboratorio all' ospedale San Raffaele».

 

Come ha esordito nel giornalismo?

«Con alcune cronache sul terremoto per il Roma di Napoli. Avevo 16 anni».

 

Da chi ha imparato il mestiere?

«Da Roberto D' Agostino, che cominciò a pubblicarmi su Dagospia . Per riconoscenza, non mi facevo pagare. E da Umberto Brindani, direttore di Oggi , che è stato il primo a retribuire il mio lavoro».

 

ALBERTO DANDOLO

Mi dia una definizione di Dandolo.

«Un coacervo di contraddizioni. L'alto e il basso. Sono anche omosessuale».

 

Perché me lo dice?

«Era solo per offrirle un ragguaglio in più. In effetti, ha ragione Vittorio Feltri: non contano le etichette, contano gli uomini. Credo che l'omofobia sia ben altro».

 

Che cosa?

«Negarci l'adozione dei figli. Farli noleggiando un utero mi turba, è una forzatura del disegno naturale. Siamo nati gay perché, se tutti procreassimo, il pianeta sarebbe ancora più sovrappopolato».

 

Curiosa teoria.

«Spinoziana: nell'ordine della natura la perfezione delle cose. Sono un po' moralista, nel senso nobile della parola».

marcella bella alberto dandolo

 

Ha fatto outing di recente?

«Nooo! A 13 anni m'innamorai di un coetaneo. Non volendo vivere nella menzogna, lo confidai a mia madre: mi piacciono i maschi. Sorrise e mi abbracciò. In seguito nel mio mestiere avrei visto di tutto: dal famoso calciatore che rimorchia solo ragazzi arabi ai compagni di squadra che organizzano festini omosex».

 

Visto? È sicuro?

«A Milano abito in viale Monza, mondane e trans mi raccontano cose folli. Poi bisogna farci la tara. Efe Bal, per esempio, è un' enciclopedia, ma va presa con le pinze. Di notte ci sono uomini famosi che annegano le responsabilità del potere in questo modo. Potrei farle i nomi di politici dai gusti eccentrici». (Li fa). «Io trasgredisco praticando la castità. Ma ho sofferto di bulimia sessuale da stress».

 

Pensa di aver arrecato del male a qualcuno con i suoi pettegolezzi?

«Sì, però ho sempre chiesto scusa».

 

ALBERTO DANDOLO E MARIA DE FILIPPI

Guido Carretto, che fu a lungo direttore di «Novella 2000», mi diceva: «Non rovino famiglie, al massimo mi occupo di famiglie già rovinate». Anche lei?

«Mi sono dato un limite deontologico e umano: mai riferire tradimenti coniugali se ci sono di mezzo figli minorenni».

 

Ha collezionato molte querele?

«Solo tre. La prima da Francesca Pascale. Scrissi che la fidanzata di Silvio Berlusconi aveva litigato con la sua assistente in un supermercato di Arcore. Ci siamo parlati, è nato un buon rapporto.

Querela ritirata. La seconda da Belén Rodríguez. La ribattezzai Lady Flop, attribuendole ingiustamente alcuni insuccessi professionali. In seguito presi le difese di Geremia e Cecilia, i suoi fratelli. Si commosse. Aperitivo e causa finita. La terza da Claudio Sona, primo tronista gay di "Uomini e donne". Ero convinto che fosse fidanzato con un ragazzo e che avesse mentito sul suo stato di single. Mi ha perdonato».

ALBERTO DANDOLO

 

Minacce mai?

«Velate. Dalla vecchia dirigenza della Rai. Scrissi che una guardarobiera era diventata autrice perché è l' amante di un celebre volto dei talk show. Mi risulta che continui a guadagnare più del presidente della tv di Stato. E poi tentarono di sabotarmi perché un uomo di vertice aveva una liaison con una conduttrice bionda».

 

Chi è il suo rivale nel ramo gossip?

«Me stesso».

 

Quanti contatti ha nel cellulare?

«Più di 4.000. Passo al telefono il 60 per cento delle mie giornate».

 

Come ha fatto a guadagnarsi la fiducia delle sue fonti?

ALBERTO DANDOLO

«Non le ho mai tradite. Semmai mi hanno tradito loro. In genere capita con personaggi dell' alta finanza o politici. Mi cercano per rivelarmi indiscrezioni che nuocciono ai loro antagonisti».

 

D' Agostino sfonderebbe anche con un giornale, un «Dagospia» di carta?

«Roberto è un genio. Qualunque cosa faccia, ha successo. È anche un abilissimo mediatore. Non credo che gl' interessi la stampa. Il suo habitat è la Rete».

 

Con me ha ammesso che per nessun motivo al mondo scriverebbe qualcosa che potesse dispiacere ai suoi amici Barbara Palombelli e Renzo Arbore. Gli intoccabili di Dandolo chi sono?

«A parte Dago e Brindani, solo Mara Venier. Ho sempre rifiutato di andare in tv. Non amo mischiarmi con il mondo che racconto. Lo osservo come se fosse un acquario. Non voglio diventare uno dei pesci che vi nuota dentro. Ma con Mara è nato qualcosa di diverso. La sento tutti i giorni, stiamo insieme quando viene nella sua casa di Milano. Di lei non scrivo».

alberto dandolo e vladimir luxuria

 

Nel 2017 su «Oggi» fu il primo a far parlare Elisa Isoardi del suo amore con Matteo Salvini. Come mai ora è finito?

«Penso che Elisa si aspettasse di più da Matteo, ma ha capito che lui vuole fidanzarsi con 60 milioni d' italiani. Conosco pure il vicepremier Luigi Di Maio. Altro pianeta. Da bambino giocava come me nella villa comunale di Marigliano. Intervistai sua madre, Paola Esposito».

 

A differenza della mamma, che partorì a 15 anni, Elisa Isoardi le ha confessato: «Io ho sempre dato la priorità alla mia carriera». Non credo che il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, fedelissimo di Salvini, abbia esultato.

«Conosco Elisa da anni e posso dirle che incarnava il lato liberal di Matteo».

 

Che cos'è per lei il giornalismo?

compleanno barbara durso foto alberto dandolo 7

«Il tentativo di raccontare ciò che gli altri... Eeeh, il giornalismo! Per me è la traduzione della... Non lo so che cos' è il giornalismo. Scriva la verità: non lo so».

 

Antonio Ghirelli sosteneva che il giornalismo sta alla letteratura come la prostituzione all'amore. Aveva ragione?

«No. Dovrebbe essere l' opposto del mercimonio».

 

Lei chiude le notizie piccanti con un interrogativo e un «Ah, saperlo!». Ma se non lo sa, come fa a scriverlo?

«Formula paracula, non lo nego».

 

Il primo direttore che ho avuto in un quotidiano mi ha insegnato che un giornalista non scrive tutto quello che sa, ma sa tutto quello che scrive.

compleanno barbara durso foto alberto dandolo 4

«Aveva ragione. Sennò vivrei in tribunale. Io so che ciò che scrivo è vero».

 

Le leggo una «dandolata»: «A Milano si mormora che il virile giovanotto prestato a un reality abbia una doppia vita. È stato avvistato, infatti, in atteggiamenti assai equivoci con un muscoloso addetto alla security di un noto locale. Di chi stiamo parlando?». Non teme che la accusino di omofobia?

TOMMASO LABATE E ALBERTO DANDOLO

«Parte del mondo Lgbt mi rinfaccia esattamente questo. Ma quanti gay sono eterofobi, allora? Un'infinità».

 

Perché la gente è morbosamente interessata a quello che i vip fanno a letto?

«Sogna una vita che non potrà avere».

 

Quando non scrive, lei che vita ha?

alberto dandolo ed alba parietti

«Leggo di filosofia e viaggio».

 

Il luogo dove si trova meglio qual è?

«Dopo Napoli? Beirut. Ci vado cinque volte l'anno. Le discoteche sono costruite sulle fosse comuni. È una città che balla sui morti. Finite le guerre, risorge sempre dalle sue ceneri».

 

Come definirebbe il suo stato d'animo?

«Di passaggio. Vivo nell'attesa che succeda qualcosa. Se non succede, sono spacciato».

mara venier e alberto dandoloalberto dandolo e andrea fattori beghellialberto dandolo e pierluigi pardo

 

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