ANDREOTTI È MORTO SUBITO DOPO AGNESE BORSELLINO, NON DEVE AVER RETTO AL DOLORE

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera 1
ANDREOTTI: un grande Maestro ma con pessimi alunni.
amandolfo (StC)

Lettera 2
Dago,
Letta si affanna a cercare la copertura per i mancati introiti da IMU. Ma, se nn ricordo male, mesi fà, da Vespa, Berlusconi aveva indicato chiaramente da dove potevano saltare fuori i soldi. Non se lo ricordano neppure più quelli del PDL?
Bye
Luigi A

Lettera 3
Caro Dago,
Andreotti è morto subito dopo Agnese Borsellino...non deve aver retto al dolore. RP

Lettera 4
Se una banda di giornalisti e investigatori incompetenti non avesse insistito con pessimo metodo a cercar di dimostrare che Giulio Andreotti era un mafioso; se la classe dirigente attuale fosse piena di Cavour, Einaudi, De Gasperi, Montanelli, Ugo La Malfa (Ugo) Raffaele Mattioli, Enrico Mattei; se Berlusconi fosse Henry Ford o Bill Gates, se D'Alema fosse Berlinguer, se Nagel fosse Cuccia e Marchionne fosse Valletta anche nelle virtù; beh, allora potremmo serenamente criticare Andreotti. E se lo meriterebbe: il suo stile politico e soprattutto la sua immoralita' politica hanno ammorbato l'Italietta , fu il piu' grande dei nostri nani.
Ma visto quanto passa il convento, lo rimpiangeremo . E questo non va bene.
Buon Porta a Porta a tutti.
Bankomat

Lettera 5
Egregio signor Dago,
non capisco perché la signora Boldrini ci voglia togliere l'ineguagliabile e sottile piacere di ammirare di nascosto un bel culone o un bel paio di tettone su qualche cartellone pubblicitario mentre, in giro per la città, guidiamo con a fianco la nostra vecchia moglie racchia, asessuata e irrancidita.
Anacleto Mitraglia

Lettera 6
Caro Dago,
eccheccavolo, hanno ragione le "teste d'uovo" alla Gasparri & C.: la cittadinanza "ius soli" vige soltanto in Paesi barbari, tipo gli USA...
Recondite Armonie

Lettera 7
Onorevole BOLDRINI, la normativa sulla protezione della privacy e dell'onorabilità con qualsiasi mezzo di comunicazione è ampia, anche troppo. Chiedere una legge per il web mi sembra inutile, la censura sa di fascismo/comunismo, e chiedere una nuova legge in relazione a un evento personale non è gradito a noi gente comune.
Con rispetto BLUE NOTE

Lettera 8
Caro Dago,
Di sicuro, nel clamoroso sfacelo del PD, hanno contato l'irresolutezza dell'apprendista smacchiatore, l'antipatia delle varie Bindi e Serracchiani, la supponenza dei giovani turchi alla Fassina, la mediocrità dei Goitom e delle Moretti e la "finite" ( propensione al tradimento) di più di cento Onorevoli ( si fa per dire), ma la spinta più forte per precipitarlo nel baratro è venuta dal malefico influsso di due porta sfiga patentati e matricolati come Tutankamon Scalfari e Montezuma De Benedetti.
P.S. Parlando di cose serie, un riverente pensiero ad Agnese Borsellino, l'unica, insieme alla vedova di Marco Biagi, a non avere mai voluto fare carriera politica "per disgrazia ricevuta".
Salve
Natalino Russo Seminara

Lettera 9
Caro Roberto, i partiti di governo discutono sul nuovo Capo della Polizia.
girano ancora i nomi di Gabrielli, quello che dopo undici mesi al Sisde si è fatto sostituire. Poi, Marangoni, era questore a Milano la notte di Ruby, meglio evitare e Pansa, che ha avuto problemi a Napoli con le vicende della mondezza.

Dopo la gestione De Gennaro Manganelli la Ps è a pezzi, va ricostruita e gli vanno assicurati fondi ed organizzazione. E' inammissibile che in una città come Roma, la quasi totalità dei Commissariati chiuda alle ore 20, come le salsamenterie Gente nuova che nulla abbia avuto a che fare con la vecchia gestione, con le vicende degli appalti ecc.
Vittorio pietrosanti

Lettera 10
Caro Dago,
bello e tragico il tuo Dagoreport sul tramonto del Corriere. Io sarei stato più banale, ma mi chiedo lo stesso se sia ormai più "good value for money" un giornale in cui io pago anche quasi due euro e tu in cambio mi racconti ogni giorno qualcosa di un Elkann qualsiasi o mi fai due coglioni cosi sulla Ferrari (Alonzo scorreggia ma è sicuro per il titolo), sull'ultima allocuzione biblica di Bazoli, mi riempi di pubblicità di prodotti che hanno un solo denominatore comune, cioè un prezzo fuori dal mondo e che quindi non potrò comprare mai.

E Mieli in televisione che si accalorava che lui mai in vita sua i padroni ma che stiamo scherzando, l'indipendenza e che diamine. Per non parlare poi della presenza quotidiana di articoli, possibilmente con partenza in prima pagina tipo Derrick, su una minoranza religiosa che non si può nominare sennò si fa reato. Insomma, ne vale più la spesa?
Claudio c.

Lettera 11
Dago nel giorno in cui un'altra grande artista muore, Rossella Falk, nel pomeriggio della prima rete pubblica neanche un ricordino, un santino, un ciao, perché c'era da collegarsi in diretta con il matrimonio della grande artista Valeria Marini... Letta dice che si dimetterà se ci saranno altri tagli alla cultura, ma può stare tranquillo, non c'è più cultura da tagliare oramai..
Anne

Lettera 12
Non ci sono più i bigotti di una volta, e "Famiglia Cristiana" ha speso tre pagine per sottolineare che Renato Zero è sempre stato assistito dalla Fede e dall'amore per il prossimo. Sarà anche vero, ma mi confonde l'entusiasmo con cui hanno scritto che l'idolo dei sorcini (certo non per opera dello Spirito Santo), è diventato "nonno". E hanno spiegato con ammirazione che ciò è avvenuto grazie a "quel bene che Renato ha donato a Roberto, il ragazzo cresciuto in un orfanotrofio che ha adottato e che l'ha reso nonno di due nipotine". Mi chiedo: il settimanale sarà misericordioso anche con i poco devoti Elton John e Ricky Martin, quando pure quelli diventeranno nonni?
Natale Pellizzer

Lettera 13
Dago darling, il "cahier de doléances" dell'italianissima e rampantissima presidenta Boldrini si arricchisce di una nuova "issue" ogni giorno che passa. Molte lamentele sono sacrosante in paese ormai incattivitto come l'Italia, però é strano che una ex-funzionaria internazionale ONU e UNHCR non dica una parola (S.E.& O.) in favore delle ultime vittime del capitalismo rapace globalizzato: i più di 600 morti di Dacca.

Tanto più che i media italiani inginocchiati pendono dalle sue labbra e che il partito che l'ha fatta arrivare a essere la terza carica dello stato coloniale italiano si definisce di sinistra, oltre che ecologista (sì, vedi Taranto!) e amante della libertà (un fantasma amato da troppi, a parole).

A pensar male, si potrebbe supporre che anche lei non osi andar contro il "mainstream" imposto dalle grandi potenze capitaliste che de facto comandano in Italia e in gran parte del mondo (vedi anche la metà del mondo arabo-islamico vietnamizzata). Certo, mica tutti se la sentono di fare come Bettino che osò volare alto tra le aquile e finì come Icaro, come tutti sanno!
Natalie Paav

Lettera 14
Caro Dago,
credo che Letta non abbia alternative, se vuole essere credibile dovra' operare tagli reali della spesa pubblica da subito, ma non con il solito gioco delle tre carte a cui ormai siamo abituati (tipo abolire l'Imu ed aumentare la Tarsu), ma con tagli efficaci e di immediato riscontro economico, del tipo: abolizione delle Province ed abbattimento immediato della relativa tassa sulle RC auto, e non con un provvedimento alla Crocetta che ha abolito le Province siciliane ma ha costituito degli equivalenti consorzi, senza nessun beneficio fiscale. Se Letta fosse furbo ( lo vedremo nei prossimi giorni) taglierebbe di brutto da subito, e' l' unico modo che ha per passare l'estate.

I tagli sono un passaggio obbligato, e se non sara' in grado di imporsi alla base del suo partito, ovvero fara' il solito governicchio Lettamaio con attenzione solo alla spartizione delle poltrone, i tagli verranno fatti comunque dopo le prossime (nel senso di molto vicine) elezioni, dove Grillo ed il Berlusca si spartiranno il 60/70% dei voti.
E' inutile invocare la clemenza della Merkel, non si puo' sperare che allenti i cordoni della borsa se non gli si dimostra di avere il controllo della spesa pubblica e di avere la capacita' di operare dei tagli reali come hanno fatto loro a tempo debito.
Ma questa evidenza sembra che dalle parti del partito di Letta non si riesca a percepire.
Stefano55

Lettera 15
Nella restituzione dell'IMU considerata irrinunciabile da Berlusconi anche lui avrebbe i soldi indietro. (La prima casa qual'è? Arcore o il palazzo di Roma o villa certosa?) Potrebbe scegliere lui stesso da quale tasca tirarli fuori. Magari le mancate cure di un bambino con malattie rare, o una famiglia sfrattata che vive in auto, o il taglio di un po' di cassa integrazione. In fondo non ha che l'imbarazzo della scelta.
Elsa Zambonini

Lettera 16
Egregio Direttore,
Non ci posso credere: in Germania un tizio ha spacciato per vera una banconota da 30 euro ed ha avuto anche il resto! Certo, caso isolato, ma in una Germania che in fatto di regole sull'euro pretende di dare lezioni all'Europa intera è un pò troppo.. Forse un tentativo si potrebbe fare: e se spacciassimo noi in Germania alcuni films del neorealismo italiano o di Totò, non daremmo un po' di sveglia a chi pretende di dettar leggi a noi?

Sig.ra Merkel, dove siete arrivati voi oggi, noi c'eravamo già negli anni 50-60. Pensa veramente che l'Italia sia solo il Paese do sole e do mare? I soldi falsi non ci servono più, li abbiamo superati, ma quelli veri e nostri...ridateceli!
Grazie per l'attenzione e buon lavoro
Leopoldo Chiappini Guerrieri
Roseto Degli Abruzzi (Te)

 

 

GIULIO ANDREOTTI SULLA SEDIA A ROTELLE AGNESE BORSELLINO LAURA BOLDRINIENRICO LETTA GIOVANNI BAZOLI FOTO INFOPHOTOSILVIO BERLUSCONI PIERLUIGI BERSANI Antonio Manganelli GIOVANNI BAZOLI FOTO ANSAROSSELLA FALK renato zeroGRILLO A ROMAangela merkel

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…