anna valle

"RICEVO INSULTI E DICONO CHE HO UNA MALATTIA CRONICA” - ANNA VALLE, ATTRICE E VINCITRICE DI MISS ITALIA ’95, TUONA CONTRO I BURLONI CHE SI SPACCIANO PER LEI SUL WEB: “NON HO PROFILI SOCIAL. HO GIA’ CONTATTATO LA POLIZIA POSTALE. LA CARRIERA DA ATTRICE? LA DEVO A GIANNI MORANDI. MI SCELSE PER UN VIDEO CLIP E HO AVVERTITO UN FRICCICORE CHE MI PIACEVA” – I CONCORSI DI BELLEZZA, IL ROCK, LA PASSIONE PER I BOLIDI E QUELLA VOLTA CHE IL MARITO ATTERRO’ UNA MONGOLFIERA NEL GIARDINO DI CASA…

 

Estratto dell’articolo di Emilia Costantini per il “Corriere della Sera”

anna valle

 

«Innanzitutto chiariamo due notizie false sul mio conto, che continuano imperterrite a circolare», esordisce determinata l’attrice Anna Valle.

 

Quali?

«Non sono sui social, non ho nemmeno WhatsApp e, facendo i dovuti scongiuri per il futuro, non patisco alcuna malattia cronica...».

 

Come sono nate queste due falsità?

«Da quello che so, qualcuno ha creato un account Instagram, spacciandosi per me. In realtà, i post non erano molto chiari, ma le persone pensavano che fossi veramente io: mandavano messaggi di auguri per il mio compleanno o per quello dei miei figli. E io, non navigando sui social, non ne sapevo niente! Mi hanno avvertito degli amici. Ho cominciato a indagare, mi sono rivolta alla polizia postale, la faccenda è andata avanti per anni. L’aspetto inquietante è che, se coloro che si spacciavano per me pubblicavano post scorretti su certi argomenti, venivo insultata io dai presunti follower! Un problema non semplice da risolvere. La malattia non so davvero come sia venuta fuori: forse da una mia battuta in qualche pubblica circostanza... Vi assicuro che è più difficile eliminare una notizia falsa, piuttosto che affermarne una vera».

 

anna valle

Cominciamo a chiarire subito tutto, sin dagli inizi della sua carriera. La grande popolarità l’ha ottenuta conquistando lo scettro di Miss Italia nel ‘95: è vero che non voleva partecipare al concorso?

«Sì, confermo. All’epoca frequentavo la facoltà di Legge all’Università di Catania, però davo anche una mano a mia madre, che aveva un negozio di intimo uomo-donna a Lentini, in provincia di Siracusa. Uno scouting che era della zona, ed era anche nostro cliente, per ben tre volte mi propose di partecipare a Miss Sicilia: rispondevo assolutamente no. Poi, è tornato a chiedermelo per l’ultima volta, io ho tentennato un po’ e alla fine... mi sono buttata».

anna valle

 

Da Miss Sicilia a Miss Italia il passo non era breve...

«No e infatti quella sera che approdai a Salsomaggiore me la ricordo benissimo. Avevo 20 anni ed ero talmente convinta che non avrei vinto il titolo nazionale, che anche i miei genitori non mi avevano accompagnato: la sera prima dell’evento li avevo chiamati per tranquillizzarli, dicendo che sarei tornata il giorno seguente. Ero già soddisfatta per aver vinto non solo la fascia “siciliana”, ma pure quella di Miss Eleganza e Miss Informazione... ebbene sì, ero stata scelta da una giuria di giornalisti. Andare a Salsomaggiore era solo una gita... invece, dalla sera dell’evento, non sono più tornata a casa, ho cominciato a girare per i vari eventi: una bella gavetta, mi sono fatta le ossa, è iniziata la mia vita da adulta».

anna valle

 

E non si è più laureata: sognava di fare l’attrice?

«Ma no!». […]

 

Che però ha intrapreso...

«E lo devo a Gianni Morandi. Ero ancora Miss Italia in carica e lui, che cercava un volto adatto per interpretare il videoclip della sua canzone Giovane amante mia , mi fece contattare. Mi trovai per la prima volta davanti a una macchina da presa, guidata da Gianni. Ho avvertito dentro di me un clic, un friccicore che mi piaceva. Abbandonai lo scettro da Miss, andai a Roma per frequentare una scuola di recitazione».

 

[…] Altro segno del destino l’incontro con colui che sarebbe diventato suo marito: Ulisse Lendaro. […] Un amore sbocciato all’improvviso.

«Da quando è iniziata la nostra storia, Ulisse mi mandava tutti i giorni bellissimi messaggi appassionati che trascrivevo su un taccuino rosso. Ancora me li manda, ma non più con l’assiduità del corteggiamento... sarebbe dura. Tuttavia, recentemente, mi ha sorpreso in altro modo: si è presentato con una mongolfiera nel giardino della nostra casa di campagna».

anna valle

 

Quando è successo?

«Durante il lockdown del Covid, per tirarci su il morale. Non avevo mai visto come funziona.

Arriva un furgone, il pallone sgonfio viene sdraiato per terra, poi lo gonfiano, viene agganciato al cesto, sui cui si sale e ti fanno volare. Ma non si può atterrare dove vuoi, non è un aereo, la mongolfiera segue il vento che tira e, pur essendo guidata, in buona parte va dove vuole. Noi siamo stati portati in alto da un ex pilota dell’aeronautica ovviamente molto esperto, eppure la prima volta siamo atterrati in un luogo lontano da casa nostra, in un campo di granoturco, allora siamo ripartiti e alla fine l’atterraggio è stato perfetto e nel posto giusto».

 

[…] Lei si definisce un’antidiva, non frequenta il jet set.

«Di base sarei una timida, non mi trovo a disagio con le persone, però non do confidenza a chiunque e sono riservata, soprattutto per proteggere la dimensione familiare privata: ho troppo rispetto per marito e figli, Ginevra e Leonardo, e non voglio che la loro privacy venga invasa dal mio lavoro. Forse ho sbagliato mestiere, che è anche fatto di pubbliche relazioni e a volte questo mio atteggiamento è scambiato per puzza sotto al naso. Evidentemente appaio un tipo snob, impressione errata, che viene sfatata quando mi conoscono meglio e mi dicono: tu sei una sorpresa... sembravi tanto diversa da come appari».

anna valle

 

Infatti, nonostante i personaggi romantici che di solito interpreta, dice di avere un’anima rock. Che vuol dire?

«Quando sul set incontro colleghi empatici, mi piace portare musica rock e, in qualche pausa tra una scena e l’altra, li invito a ballare insieme... Capisco che può apparire un po’ folle, ma è un modo per distrarci, per sdrammatizzare la tensione che in certi casi si crea durante le riprese. Ma non basta... sono anche molto spericolata: la gente mi vede e pensa che sono una con i tacchi alti che frequenta solo i locali alla moda, invece mi piace guidare e correre sulle piste con auto veloci. L’ho fatto in più di un’occasione sull’autodromo di Monza, con una Bmw, poi con una Porsche... Una volta ho persino guidato su una pista di ghiaccio in Finlandia: pur essendo un percorso sicuro, posso assicurare che non è stato tanto facile mantenere la rotta». […

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