fazio oliva anzaldi

CHE TEMPACCIO CHE FA! ANZALDI SMONTA L’INTERVISTA DI FAZIO: ‘I 2,2 MILIONI CHE DICHIARA DI COMPENSO NON INCLUDONO I DIRITTI PER IL FORMAT, LA SIAE E GLI UTILI DELLA SOCIETÀ CHE POSSIEDE AL 50%. SARANNO OLTRE 3,25 MILONI’ - E RIVELA CHE GLI AUTORI CON IL PASSAGGIO A RAI1 PRENDERANNO OLTRE 1 MILIONE IN 4: 300MILA EURO CIASCUNO. OVVERO IL COMPENSO DI VERONICA OLIVA…

Michele Anzaldi (deputato PD) su Facebook

 

michele anzaldimichele anzaldi

Il programma di Fabio Fazio ripagato interamente dalla pubblicità, e anzi la Rai ci guadagnerebbe? Si tratta molto probabilmente di una bufala. A spiegarlo è stato un esperto di tv come il professor Francesco Siliato. Dispiace che anche Fazio continui con questo ritornello, cercando di giustificare in questa maniera i super costi della sua trasmissione e del suo compenso, che sommando tutte le voci è ben superiore ai 2,24 milioni di cui parla il conduttore, con la Siae arriva ben al di sopra dei 3,25 milioni di euro.

 

Basta analizzare la questione spese-ricavi di “Che tempo che fa” numeri alla mano. La produzione del programma su Raiuno costerà 410mila euro a puntata. Il ricavo previsto, se gli ascolti saranno confermati, secondo quanto dichiarato dal direttore generale Mario Orfeo sarà di 615mila euro a puntata.

FABIO FAZIO E VERONICA OLIVAFABIO FAZIO E VERONICA OLIVA

 

Partiamo dalle spese. I 410mila euro a puntata sono solo il costo che viene corrisposto a Fazio e alla produzione, ma non si tratta dell’unico costo sostenuto dalla Rai. A questo vanno aggiunti impianti, personale amministrativo, valore dei marchi e la ripartizione sui programmi a più alta attrattività commerciale delle perdite generate dagli obblighi di servizio pubblico. Se si considerano anche queste voci, quanto è il costo reale del programma di Fazio?

 

Passiamo ai ricavi. I 615mila euro previsti a puntata non si sa se tengano conto o meno della scontistica sui listini e delle provvigioni a Rai Pubblicità (ex Sipra) e centri media, di solito tra il 15 e il 25%. Ma soprattutto vanno considerati i vincoli pubblicitari cui la Rai deve sottostare, limiti di affollamento orari e settimanali. Se la trasmissione di Fazio in prima serata vede lo sfruttamento massimo di tutti gli spazi disponibili, per arrivare ai 615mila euro, significa che la Rai dovrà azzerare la pubblicità in altre fasce orarie, per rientrare nel limite settimanale.

 

FABIO FAZIO  FABIO FAZIO

 Per ogni ora di un programma che trasmette 432 secondi di pubblicità, il massimo consentito, occorrere azzerare la pubblicità su altre tre ore.

In pratica i programmi di prima serata della Rai, compreso quello di Fazio, scippano introiti pubblicitari ad altri programmi, perché la prima serata è più richiesta e più remunerativa. Ma quindi quegli incassi devono servire a finanziare anche le altre fasce orarie. I 615mila euro, in sostanza, non sono un incasso ascrivibile tutto a Fazio.

 

Va considerato, inoltre, che se i target di ascolto non verranno raggiunti, visto che “Che Tempo che fa” andrà in onda in periodo di garanzia, la Rai dovrà ripagare gli inserzionisti. Costo, quindi, a carico della Rai, mentre Fazio e la sua società per quattro anni non rischiano nulla, grazie al contratto blindato da 73 milioni di euro.

 

A proposito del compenso del conduttore di “Che tempo che fa”, inoltre, leggendo la sua intervista al Corriere della Sera si è portati a pensare che sia composto solo dai 2,24 milioni di euro annui che gli vengono riconosciuti come corrispettivo per la conduzione dei due programmi previsti.

 

fazio veronica olivafazio veronica oliva

A questa somma, però, vanno aggiunte altre voci. Innanzitutto i diritti per il format della trasmissione: 704mila euro a stagione. Sembra una barzelletta: una trasmissione che va in onda sulla Rai da 14 anni, mai venduta all’estero e non esportata in nessun altra forma, è un format i cui diritti vanno pagati allo stesso conduttore. Una stortura, sia detto per inciso, che con la risoluzione della Vigilanza contro i conflitti di interessi di agenti e conduttori vogliamo sanare.

 

fabio fazio mario orfeofabio fazio mario orfeo

Oltre ai diritti del format, però, ci sono gli utili che arriveranno dalla produzione della trasmissione, da quest’anno affidata alla nuova società di cui Fazio è socio al 50%, L’Officina. Quanto gli frutterà questo regalo della Rai, che avrebbe potuto produrre internamente lo show? Non lo sappiamo, ma possiamo scommettere che la sua società non lavorerà certamente per rimetterci.

fabio fazio veronica oliva novella 2000fabio fazio veronica oliva novella 2000

 

Altra voce da aggiungere nel conto di Fazio: i diritti Siae. Il suo programma, infatti, è tutelato dalla Siae con la categoria dialoghi introduttivi. Il gruppo autori della trasmissione (Fabio Fazio, Claudia Carusi, Arnaldo Greco e Veronica Oliva) avrebbe incassato per la passata stagione circa 380mila euro, stando alle cifre previste dai listini Siae. Con l’arrivo a Raiuno, e il passaggio della categoria da dialoghi introduttivi a varietà, la cifra annua che il gruppo di autori incasserebbe sarebbe di un milione di euro. Diviso per quattro fanno altri 250mila euro per il conduttore-autore.

 

SEDE SIAESEDE SIAE

Se si sommano tutte queste voci, ricavate da ritagli di giornale e indiscrezioni senza che ci sia stata alcuna operazione trasparenza di azienda e conduttore, si arriva alla ragguardevole cifra annua di 3,25 milioni di euro, senza contare gli utili dell’Officina.

 

Insomma, in assenza di trasparenza da parte del servizio pubblico, per sapere quanto effettivamente il conduttore incasserà dal suo contratto con Viale Mazzini l’unico modo sarebbe verificare la sua denuncia dei redditi, che a differenza dei politici non è pubblica.

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