marco pannella

ARCHEO-VIDEO! “MARCO, MA QUESTA È MERDA!”. QUANDO PANNELLA "REGALÒ" DUE ETTI DI HASHISH IN DIRETTA AD ALDA D'EUSANIO – CECCARELLI: "FRA IL PALAZZO E LA CANNABIS L'IPOCRISIA È DA SEMPRE PREGIUDIZIALE E ISTITUZIONALE, MA SOPRATTUTTO SURREALE. IL GIOVANE D'ALEMA NEL 1977 ANDÒ NELLA DIREZIONE DEL PCI A CHIEDERE LA LEGALIZZAZIONE DELLA MARIJUANA. PERTINI VOLEVA DARE LA PENA DI MORTE A TUTTI. L'UNICO POLITICO FINITO DENTRO SI FECE ARRESTARE DI PROPOSITO: ERA…

 

Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

 

PANNELLA 29

Fra il Palazzo e la cannabis l'ipocrisia è da sempre pregiudiziale e istituzionale, ma soprattutto surreale. Nel senso che tutti sanno quanta ne gira, tutti fanno finta di non saperlo e diversi parlamentari se la fumano pure, però di nascosto. Quanto alle leggi, un po' gli vengono pessime, ma un altro po' le lasciano alla mercé della magistratura che prova a metterci una pezza regolando, tra norme fantasma e pronunciamenti che s' intrecciano nel vuoto, una situazione a tal punto e da talmente tanti anni abbandonata a se stessa da rendere obsoleta, forse addirittura superata, la tradizionale incompatibilità tra proibizionismo e antiproibizionismo.

 

L'unico politico finito dentro - cosa che gli odierni mestieranti dei partiti disdegnano - non era un consumatore abituale, ma si fece arrestare di proposito: Marco Pannella, nel luglio del 1975, ormai pura preistoria. Il leader radicale ci riprovò altre due volte, nel 1995 e nel 1997, distribuendo fumo a Piazza Navona e a Porta Portese. Sempre con le stesse motivazioni di disobbedienza civile, "regalò" due etti di hashish in diretta ad Alda D'Eusanio dando vita a un indimenticabile momento televisivo: «Marco, ma questa è merda!».

 

PANNELLA 19

In seguito, anche se al riguardo è impossibile addurre prove, sembra che nel tragitto dallo studio al tribunale il malloppetto avesse perso una ventina di grammi. Con un fondo di curioso scetticismo viene spontaneo di accogliere l'esordio della possibile legge sulla cannabis fatta in casa. Nell'autunno del 2006, a piazza Montecitorio, con subdoli pretesti, un commando di Iene televisive riuscì a strofinare 50 tamponi sulla fronte di altrettanti deputati, e per quanto quelle riprese non siano mai andate in onda, venne fuori che ben 12 si sarebbero fatti delle canne.

PANNELLA D EUSANIO 9

 

Nel 2018, alla spasmodica ricerca di quattrini, il governo nazional-populista gialloverde calcolò, in relativo segreto, quanto avrebbe potuto fruttare una tassa sulla liberalizzazione della canapa indiana, ma poi Salvini piantò una grana accanendosi pure su quella a basso contenuto di thc, detta "la legalona". In quasi mezzo secolo, come succede spesso in Italia, tutto è cambiato per rimanere uguale a se stesso. Pannella non c'è più, il suo testimone l'ha raccolto Rita Bernardini che forse ancora adesso semina, coltiva, fotografa, raccoglie e pubblica; tutto sul balcone di casa sua, dove periodicamente le fa visita un commissario di Ps che sequestra il tutto guardandosi bene dal portarla in questura. Per cui il tema, che pure coinvolge persone malate che nel principio attivo della cannabis trovano aiuto e sollievo, resta imprigionato nella più assurda consuetudine, tra ingiustizie, incertezze e periodici sbocchi di retorica. Ci si ritrova dunque a coltivare ricordi buffi e stranianti di una piccola grande avventura che comunque ha dato colore alla vita pubblica per due generazioni. Aneddoti, leggende.

PANNELLA D EUSANIO

 

Il giovane D'Alema che nel 1977 andò nella direzione del Pci a chiedere la legalizzazione della marijuana: «Della ma-rij-u-ana!» ripeteva poi tenendosi la testa al ricordo delle facce di Longo, Pajetta, Amendola e dello stesso Berlinguer. O i mattacchioni del Male che, invitati a pranzo da Pertini, si erano presentati al Quirinale con uno spinello da accendere dopo il caffè. Ma al primo accenno: «Droghe pesanti o droghe leggere - li gelò il presidente - io darei la pena di morte a tutti».

marco pannella ph adolfo franzo'

 

E non per continuare a buttarla in caciara, ma quando alla fine degli anni '80 era in discussione il testo di quell'altro efficace capolavoro che fu la legge Vassalli-Jervolino, al gruppo radicale si presentò una vecchietta, significativamente ribattezzata "Nonna Canapa", con un vassoio di dolcetti speciali che tutti lietamente divorarono, compresi due parlamentari che una volta in Aula ebbero un malore proprio durante la discussione generale. E insomma, anche nella storia politica la cannabis ha dato e la cannabis ha tolto. Prima della caduta, Craxi ingaggiò una crociata contro gli "amici della modica quantità", ma ne aveva fin troppi attorno a lui. Uno, il delfino Martelli, fu incastrato a Malindi, generando il classico e torvo pollaio di rivelazioni, strumentalizzazioni, divagazioni.

 

Negli anni '90 l'inesorabile ingresso nell'intrattenimento: onorevole, ha mai fumato? Sì, una volta, da giovane, all'università, in America, «però mi sono subito addormentato ». La riduzione del danno. Sui social intanto non c'è leader o presidente che non sia fotomontato per scherzo con la sua canna da rollare - e qualcosina significherà pure.

martellid alema 3sandro pertini con pantaloni alla zuavasandro pertinimarco pannella

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO