luca dirisio

“LA GENTE CREDE CHE SEI NON VAI IN TV SEI MORTO. SI SBAGLIANO DI GROSSO” – VI RICORDATE DI LUCA DIRISIO, CHE EBBE SUCCESSO NEL 2004 CON LA CANZONE “CALMA E SANGUE FREDDO” PER POI SPARIRE DAI RADAR? È TORNATO E RACCONTA IL MARCIO DEL SISTEMA DISCOGRAFICO: “SONO STATO SPREMUTO, MI DICEVANO COSA FARE, ERO UN CANE DA COMBATTIMENTO CON LA MUSERUOLA E IL GUINZAGLIO” – L’ESPERIENZA A SANREMO NEL 2005: “FECI UN PO’ DI CAZZATE. ERO INSOFFERENTE AI GIORNALISTI...” – LA PARTECIPAZIONE A “L’ISOLA DEI FAMOSI” (“SONO STATO BEN PAGATO MA NON ERO LI’ PER QUELLO”), IL BRANO “L’ISOLA DEGLI SFIGATI” E IL NUOVO SINGOLO – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Massimo Falcioni per www.fanpage.it

 

LUCA DIRISIO

“In genere la gente crede che sei non vai in tv e non passi in radio sei morto. Si sbagliano di grosso”. Pensieri e parole di Luca Dirisio, che il 19 dicembre ha pubblicato “È tutto fragile”, brano che segna il suo ritorno dopo un lungo periodo di silenzio.

 

“A 30 anni hai determinate aspettative, a 35 altre, mentre a 47 il mio obiettivo è unicamente quello di proseguire il più a lungo possibile – confessa in questa intervista a Fanpage.it – non ho in testa altri traguardi. Con più o meno visibilità, la mia musica l’ho sempre fatta. Chi mi segue lo sa”.

 

[…]

 

LUCA DIRISIO - SANREMO

La svolta arrivò nel 2004 con “Calma e sangue freddo”.

Avevo chiesto a Roberto Angelini, che conoscevo, chi fosse il suo produttore. Mi mise in contatto con Giuliano Boursier e gli inviai una decina di canzoni. Le ascoltò e mi confidò che aveva individuato ben 4-5 potenziali hit che portò alla Sony. Partì tutto così, con un contratto con la stessa Sony e il premio di rivelazione dell’anno al Festivalbar con ‘Calma e sangue freddo’, per l’appunto.

 

Un vero e proprio sogno.

L’anno prima ci iscrivemmo al Summer Festival di Mtv. Ci spostavamo con l’auto del batterista che il papà aveva vinto attraverso il concorso del panettone Melegatti. Arrivammo in finale, ma la macchina ebbe un guasto e ci lasciò a piedi. Chiamammo gli organizzatori avvisandoli che eravamo fermi a 200 chilometri di distanza.

 

LUCA DIRISIO

Ovviamente non ci esibimmo, ma riuscimmo ugualmente a vincere, grazie ai tanti punti che avevamo accumulato in precedenza. Se ci ripenso provo tanta tenerezza e affetto per quel ragazzo senza soldi che si presentò da Boursier in compagnia del padre.

 

Ti facesti accompagnare?

Da solo non sarei stato credibile. Anche se avevo 25 anni, il mio viso ne dimostrava 15. Quindi lo coinvolsi: ‘Papà, vieni con me e non parlare. Devi solo ascoltare. Mi servi come eventuale testimone’. Essendo lui un avvocato poteva essermi utile per dei suggerimenti.

 

Il successo fu travolgente.

Vinsi contro tutti i pronostici. Avevo già pronto il disco con 12 brani, ma quando vedi che iniziano ad ascoltarti, lo stimolo naturale è scrivere ancora. Prima non ti filava nessuno, mentre ora tutti aspettano te. Il godimento vero era assistere al concerto al pubblico che intonava tutte le tue canzoni. […]

 

LUCA DIRISIO - ISOLA DEI FAMOSI

Fu difficile gestire la fama?

Su quello erano più concentrati i discografici e chi lavorava attorno a me. L’artista deve essere libero, non deve pensare al successo e per metterlo nelle condizioni di bissare devi lasciarlo sereno. Avevo 25 anni e non mi sono goduto quell’exploit. Le persone che mi circondavano mi dicevano cosa fare, ero un cane da combattimento con la museruola e il guinzaglio.

 

Subito dopo arrivarono “Il mio amico vende il tè” e “Usami”. La critica ti aspettava al varco.

La critica non mi è mai interessata, non capisco nemmeno perché esista. I giornalisti critichino pure, come gli haters sui social sono bravi ad aprire la bocca. Non si mettono nei panni dell’artista che con quei brani racconta la sua vita. […]

 

Ti sentisti spremuto?

LUCA DIRISIO

Assolutamente sì. La mia fase musicale migliore, a mio avviso, è proprio quella che sto affrontando adesso. Vivo senza la preoccupazione di sapere come andrà il nuovo singolo. Inoltre, ho al mio fianco il mio nuovo manager e produttore, Piero Garone.

 

Il solo fatto di esserci incontrati, di sentire con lui una certa sinergia e di stare bene insieme è fantastico. Ha dieci anni meno di me e ha saputo darmi delle direttive senza impormi nulla. La maturità ti regala anche la capacità di ascoltare di più. Sono molto appagato.

 

Nel 2005 approdasti per la prima volta a Sanremo, ma solo come ospite.

In quel periodo ero sfrenato. Presenziai nella serata dei duetti e fu come una gita. Cantai col mio amico Paolo Meneguzzi e fu davvero bello.

LUCA DIRISIO

 

Un anno dopo ci tornasti, stavolta in gara con “Sparirò”.

Feci un po’ di cazzate sul fronte comunicativo. Ero insofferente a determinate persone e a giornalisti che mi intervistavano ponendomi sempre le stesse domande. Ti facevano credere di essere interessati al cantante, poi però imbastivano articoli in stile ‘Novella 2000’.

 

Misero in luce solo la mia esuberanza e questo mi diede parecchio fastidio. Non fui sereno in quella settimana, l’unico istante di godimento era quando mi trovavo sul palco, circondato da un’orchestra straordinaria. Avevo piacere di cantare un brano che avevo dedicato ad una persona importante.

 

Ti eliminarono alla terza serata.

LUCA DIRISIO - ISOLA DEI FAMOSI

Ero nervoso per cause esterne e non badai alla competizione. Ero costretto a fare il vip, a vestirmi in una certa maniera. Mi snaturarono e per questo motivo non stetti bene. Io dovevo stare tranquillo. In ogni caso, ‘Sparirò’ balzò prima in classifica in radio e vendemmo tante copie. Non è trionfando a Sanremo che si vince nella vita.

 

Il Festival è un capitolo chiuso?

No. Ma vorrei spiegare una cosa: Sanremo non funziona esattamente come viene raccontato. Non è che mandi il brano e loro ti richiamano. All’epoca mi contattarono chiedendomi se avessi la canzone pronta. Va così.

 

Il direttore artistico va a parlare con i discografici, va nelle radio e poi sceglie il cast. È inutile spedire il pezzo, tanto non sai mai da chi verrà ascoltato. Se vorranno rivedermi al Festival, un pezzo per Sanremo ci sarà sempre.

 

Nel 2011 partecipasti a “L’Isola dei famosi”. Sai già cosa intendo chiederti.

LUCA DIRISIO

Immagino ti riferisca a ‘L’Isola degli sfigati’, brano che feci uscire nel 2006. Quella canzone non riguardava ‘L’Isola’. Parlavo di noi stessi, che siamo vittime di un sistema e che viviamo come se fossimo in un reality, sempre controllati, sempre agli ordini di qualcuno.

 

Per trovare una metafora giusta proposi ‘L’Isola degli sfigati’, dove alla fine vince uno stronzo. Nella vita vince sempre il più stronzo, anche se ti affanni a studiare. Siamo sempre condizionati e manipolati da chi pensa di sopraffarci.

 

Durante il programma ti rinfacciarono quella canzone.

Simona (Ventura, ndr) cercò di canzonarmi e quando provai a spiegare diede la parola ad altri.

 

Era prevedibile che accadesse.

LUCA DIRISIO - ISOLA DEI FAMOSI

Non parlai male del programma, lo ribadisco. Utilizzai una metafora e usai il video come veicolo. Non avevo niente contro la Ventura, altrimenti non sarei andato. Accettai perché stavo vivendo un momento stressante. Mi dissi: ‘Ok, ci vado’. Ma io speravo di fare ‘L’Isola’ in stile Robinson Crusoe.

 

Invece?

C’erano signorine che prendevano per tutto il tempo il sole e che si allertavano solo quando passava la telecamera. Al contrario, io davvero mi posizionavo sullo scoglio per pescare. Sono sempre stato spontaneo e mi irritai quando mi resi conto che c’erano persone che sapevano benissimo come comportarsi a riflettori accesi. Ad ogni modo, rifarei tutto. Soffri la fame, ma stai in un posto figo e io amo vivere all’aria aperta.

 

[…]

 

luca dirisio 4

Anche il cachet influì…

Sono stato ben pagato, ma non fu il vero motivo per cui ci andai. Simona me lo propose, pranzai a casa sua, ci riflettei per una settimana e mi tuffai. In tanti mi sconsigliarono di partire, ma feci tutto io. Se ci furono degli errori, fu per colpa mia. Se rifacessi oggi ‘L’Isola’, tornerei là con maggiore consapevolezza, comportandomi in maniera differente.

 

[…]

 

La televisione ti ha più cercato?

Sì. Se mi contattassero per farmi eseguire il mio singolo, ci andrei. Ma ho una certa avversione nei confronti della tv. ‘L’Isola’, per esempio, nel mio cervello era disegnata in una certa maniera e purtroppo divenne altro.

 

Cosa guardi?

Apprezzo ‘Report’ e la Gialappa’s. Non amo le serie. Mi annoia stare sul divano, preferisco andare al cinema.

 

luca dirisio 3

Torniamo a bomba. Il presente si chiama “È tutto fragile”. In seguito cosa succederà?

Vorrei uscire con più singoli, tirarli fuori con calma, senza pressioni. Ho lavorato sodo per un anno e mezzo e ho prodotto tanto materiale. Ho atteso il momento giusto, pensavo che questo fosse il migliore.

 

[…]

 

Cosa sogna ora Luca Dirisio?

Ho voglia di rialzarmi e di dare una svolta. Gli ultimi anni sono stati i peggiori della mia vita, sono successe svariate cose che non voglio spiegare nel dettaglio. Mi sono separato da mia moglie, ho cambiato produzione e ora ho un nuovo team. Ho dovuto farlo, altrimenti sarei affondato. E questo singolo è la prova dello sforzo compiuto.

luca dirisio 2

 

 

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